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Ordinanza

Ordinanza n. 2226/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 4

per la riforma della sentenza del Tribunale amministrativo regionale per la Campania (Sezione Quinta) n. 01462/2025, resa tra le parti.

Giustizia amministrativa202504259

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
Consiglio di Stato, Sez. IVOrdinanza istruttoriaAzione risarcitoria

Atto impugnato: sentenza del TAR Campania che ha respinto la domanda di risarcimento per occupazione illegittima successiva al 3 novembre 2014

Esito

INTERLOCUTORIO

La controversia

La controversia riguarda la richiesta di risarcimento del danno da occupazione illegittima di un compendio immobiliare sito in Napoli, quantificata in euro 25.524,04 annui, dal 3 novembre 2014 fino alla formale riconsegna dei beni. Il compendio era stato oggetto di occupazione d’urgenza disposta dal Comune, quale commissario delegato per interventi di sistemazione idrogeologica. La precedente sentenza del Tribunale regionale delle acque pubbliche aveva accertato l’occupazione legittima fino al 21 gennaio 2008 e quella illegittima dal 22 gennaio 2008 al 3 novembre 2014. L’erede della ricorrente in primo grado ha sostenuto che l’occupazione fosse proseguita anche dopo tale ultima data. Il TAR ha respinto la domanda ritenendo non provata la perdurante privazione della disponibilità dei fondi, valorizzando verbali e accertamenti dai quali risultava che nel 2017 il fondo era nella disponibilità della proprietaria ed era stato concesso in locazione, con realizzazione di manufatti abusivi. In appello sono stati dedotti erroneità della sentenza, violazione dell’art. 97 Cost. e degli artt. 42-bis e seguenti del d.P.R. 327/2001, omessa pronuncia, difetto di motivazione e di istruttoria, nonché eccesso di potere per irragionevolezza, illogicità, sproporzionalità e sviamento. Il Comune ha riproposto l’eccezione di difetto di giurisdizione del giudice amministrativo, sostenendo che la precedente pronuncia del giudice ordinario avrebbe coperto la vicenda con giudicato, e ha dedotto inoltre che alcune particelle non avrebbero fatto parte dell’originario decreto di occupazione e che altre sarebbero state acquisite gratuitamente al patrimonio comunale per effetto dell’inottemperanza a un’ordinanza di demolizione.

La decisione

Il Consiglio di Stato non ha definito la controversia e ha riservato ogni decisione sulle questioni di rito, sul merito e sulle spese. Ha rilevato la necessità di chiarire l’esatta consistenza, intestazione e numerazione catastale delle particelle interessate dal decreto di occupazione n. 225 del 29 dicembre 2004, poiché dagli atti emergono difformità tra le particelle indicate nella precedente sentenza del Tribunale regionale delle acque pubbliche, quelle cui si riferisce l’ordinanza di demolizione del 2017 e quelle che il Comune afferma essere state acquisite al patrimonio comunale o non essere comprese nell’originario decreto di occupazione. Il Comune dovrà quindi depositare una dettagliata relazione e la relativa documentazione, chiarendo: la corrispondenza tra le particelle occupate e quelle interessate dall’ordinanza di demolizione; l’eventuale inclusione nella procedura ablativa delle particelle del nuovo catasto indicate negli atti comunali; le particelle effettivamente acquisite gratuitamente al patrimonio comunale e gli atti che hanno formalizzato tale acquisizione; nonché gli atti comprovanti l’eventuale restituzione delle aree ai proprietari. L’incombente dovrà essere adempiuto entro 60 giorni dalla comunicazione o notificazione dell’ordinanza. La decisione finale è stata pertanto rinviata all’esito dell’istruttoria.

Norme richiamate

  • art. 133, comma 1, lett. g), c.p.a.

    Richiamato dal TAR quale fondamento della giurisdizione amministrativa sulla domanda risarcitoria connessa all’esercizio di un potere amministrativo; il Consiglio di Stato ha riservato ogni decisione sul punto.

  • artt. 42-bis e seguenti d.P.R. 327/2001

    Indicati tra le norme la cui violazione è stata dedotta dall’appellante in relazione all’occupazione illegittima; l’ordinanza non ne definisce ancora l’applicazione concreta.

  • art. 34, comma 4, c.p.a.

    Richiamato per la quantificazione della domanda risarcitoria nella misura del 5% annuo del valore venale del compendio; la questione non è stata ancora decisa.

  • legge n. 225/1992

    Richiamata quale legge istitutiva del Servizio nazionale della protezione civile, nell’ambito del quale furono disposti gli interventi emergenziali.

  • ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri 22 febbraio 1997, n. 2509

    interventi di emergenza connessi al consolidamento del sottosuolo della città di Napoli, ivi compresi quelli relativi ai dissesti idrogeologici verificatisi o aggravatisi a seguito degli eventi alluvionali dei mesi di novembre e dicembre 1996 e gennaio 1997

    Costituisce il quadro emergenziale nel quale fu disposta l’occupazione d’urgenza finalizzata alla sistemazione idrogeologica della collina dei Camaldoli.

Massime di principio

  • Quando la decisione sulla domanda risarcitoria per occupazione illegittima dipende dalla precisa identificazione dei beni occupati, acquisiti o restituiti, il giudice amministrativo può disporre un’apposita istruttoria per verificare la corrispondenza tra le particelle catastali indicate in atti diversi e la loro effettiva consistenza ed estensione.
  • In una controversia relativa alla prosecuzione dell’occupazione illegittima oltre il periodo già liquidato da una precedente sentenza, la verifica dell’eventuale perdurante privazione della disponibilità del bene richiede l’accertamento puntuale sia dell’identità delle particelle sia degli atti eventualmente intervenuti di acquisizione al patrimonio pubblico o di restituzione ai proprietari.
  • La produzione di atti comunali relativi a ordinanze di demolizione e acquisizioni gratuite al patrimonio comunale non è sufficiente, di per sé, a definire la controversia se non è chiarito che i beni interessati coincidano, per particelle, consistenza ed estensione, con quelli oggetto dell’originaria procedura ablativa.
  • Prima di decidere nel merito una domanda risarcitoria fondata sulla perdurante occupazione di beni immobili, il giudice deve acquisire gli elementi necessari a stabilire se l’amministrazione abbia effettivamente mantenuto la disponibilità dei fondi, se li abbia acquisiti a diverso titolo oppure se li abbia restituiti ai proprietari.

Come è indicizzato

MaterieOccupazione d'urgenza e temporaneaOccupazione illegittima e acquisizione sananteIstruttoria processuale
RamiEspropriazione per pubblica utilitàProcesso amministrativo
IstitutiOnere della prova e principio dispositivoRiparto di giurisdizione

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