Sentenza n. 12924/2026 - Roma, Sezione 2B
per l’annullamento: del provvedimento di diniego del visto d'ingresso per motivi di studio n. 20240069078 emesso dal Consolato Generale d’Italia a Istanbul in data 15.11.2024;
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeIl TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse. La mancata impugnazione con motivi aggiunti del provvedimento di conferma adottato all’esito del riesame cautelare ha fatto venir meno l’interesse del ricorrente alla decisione sul diniego originario. Il Collegio ha compensato integralmente tra le parti le spese di lite.
Atto impugnato: diniego del visto d'ingresso per motivi di studio emesso dal Consolato Generale d’Italia a Istanbul
Esito
Favorevole al resistente (ministero)
Prevale l’amministrazione
La controversia
Il ricorrente ha impugnato il diniego del visto d’ingresso per motivi di studio. Nel corso del giudizio, a seguito di una misura cautelare, l’Amministrazione ha proceduto al riesame e ha adottato un provvedimento di conferma del diniego originariamente impugnato. Il ricorrente ha dichiarato, con memoria depositata il 22 maggio 2026, la sopravvenuta carenza di interesse alla decisione nel merito, precisando di non avere proposto motivi aggiunti contro il provvedimento di conferma.
Massime di principio
- Quando, nel corso del giudizio, l’amministrazione adotta all’esito di un riesame un nuovo provvedimento che conferma quello originariamente impugnato, il ricorrente che non proponga motivi aggiunti contro il nuovo atto può perdere l’interesse alla decisione sul provvedimento originario, con conseguente improcedibilità del ricorso per sopravvenuta carenza di interesse.
- La sopravvenuta carenza di interesse costituisce una ragione di chiusura in rito del giudizio e consente al giudice amministrativo di compensare integralmente le spese di lite quando tale regolazione sia ritenuta giustificata dalle circostanze processuali.
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