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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 14710/2026 del 22/04/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Ricorso per cassazione con due motivi: (1) violazione dell'art. 99 cod. pen. per l'applicazione della recidiva basata solo sui precedenti penali senza adeguata valutazione concreta della maggior riprovevolezza e pericolosità dell'autore; (2) violazione degli artt. 20-bis cod. pen., 545-bis cod. proc. pen. e dell'art. 95 d.lgs. n. 150/2022 e vizio di motivazione per l'omessa pronuncia della Corte territoriale sulla richiesta, formulata in appello, di applicazione della pena sostitutiva (pecuniaria o lavoro di pubblica utilità) prevista dalla riforma Cartabia.

La decisione

La Corte di cassazione ha rigettato il primo motivo ritenendo corretta e adeguata la valutazione della Corte d'appello sulla recidiva, che aveva esaminato la natura e la successione dei precedenti e gli elementi della personalità dell'imputato per escludere l'occasionalità della recidiva. Ha invece ritenuto fondato il secondo motivo: poiché il giudizio d'appello era pendente all'entrata in vigore del d.lgs. n. 150/2022 (riforma Cartabia), la richiesta di pena sostitutiva presentata con l'atto di appello doveva essere esaminata dalla Corte territoriale. L'omessa pronuncia in proposito comporta l'annullamento della sentenza limitatamente alla valutazione sull'applicabilità della pena sostitutiva e il rinvio ad altra sezione della Corte d'appello di Bologna per nuovo esame sul punto. Il ricorso è stato rigettato per il resto.

Norme richiamate

  • art. 223 c.p. in relazione all'art. 217 legge fallimentare

    Norme sostanziali che hanno costituito il capo di imputazione; la Corte d'appello ha confermato la responsabilità dell'imputato per il delitto contestato ai sensi di tali disposizioni

  • art. 99 cod. pen.

    La Corte ha richiamato il principio secondo cui la rilevazione della recidiva richiede una valutazione concreta e motivata della reiterazione e della maggiore riprovevolezza e pericolosità dell'autore, non un mero riscontro formale dei precedenti; nel caso concreto la valutazione della Corte territoriale è stata ritenuta adeguata

  • art. 20-bis cod. pen.

    Richiamato come riferimento per le pene sostitutive e i criteri di applicazione; la mancata pronuncia della Corte d'appello sulla richiesta di pena sostitutiva è stata considerata rilevante

  • art. 545-bis cod. proc. pen.

    Norma procedurale richiamata nel quadro dei rimedi e delle modalità applicative delle pene sostitutive; la Corte ha ritenuto che le regole procedurali richiedano un espresso esame dell'istanza formulata in appello

  • art. 95 d.lgs. n. 150 del 2022 (riforma Cartabia)

    Disposizione transitoria che prevede l'applicabilità delle nuove pene sostitutive delle pene detentive brevi ai giudizi d'appello pendenti alla data di entrata in vigore del decreto; la Corte ha interpretato che, ove il primo grado sia antecedente al 30/12/2022 e l'appello sia pendente, l'imputato può validamente chiedere l'applicazione delle pene sostitutive con l'atto di appello e la Corte d'appello è tenuta a pronunciarsi sull'istanza

Massime di principio

  • La recidiva non può essere dichiarata solo sulla base del mero elenco di precedenti: il giudice deve svolgere una valutazione concreta e motivata sulla maggiore riprovevolezza e pericolosità dell'autore valutando natura dei reati, temporalità, finalità e altri elementi della personalità del reo
  • Le disposizioni transitorie della riforma Cartabia (art. 95 d.lgs. 150/2022) rendono applicabili le nuove pene sostitutive ai giudizi d'appello pendenti alla data di entrata in vigore; pertanto la richiesta di pena sostitutiva può essere proposta con l'atto di appello e deve essere esaminata dalla Corte d'appello
  • L'omessa pronuncia del giudice sull'istanza di pena sostitutiva, quando la riforma è applicabile, comporta annullamento limitato della sentenza e rinvio al giudice di merito per nuovo esame sul punto
  • In casi simili la difesa deve esporre chiaramente e motivare in appello la richiesta di pena sostitutiva (o formularla durante la discussione), e segnalare eventuali profili che rendano la recidiva non integrabile o non aggravante
  • Se si contesta la recidiva, è utile produrre e far valutare elementi concreti (tempo intervenuto, cambiamenti di vita, natura dei precedenti) che possano smentire la tesi di una perdurante inclinazione criminosa

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