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Sentenza lavoro

Cassazione Civile, Sentenza n. 5243/2021 del 25/02/2021

Giurisprudenza giuslavoristica

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione della decisione che aveva dichiarato la decadenza dell'azione giudiziaria proposta dal ricorrente avverso il licenziamento intimato in data 18 marzo 2008. Il ricorrente contestava l'applicabilità del termine decadenziale introdotto dall'art. 32, comma 1, della legge n. 183/2010 (che richiede il deposito del ricorso giudiziario entro 270 giorni dall'impugnazione stragiudiziale), agli eventi di licenziamento anteriori all'entrata in vigore della legge e già impugnati in via stragiudiziale, sostenendo violazione dell'art. 252 disp. att. c.c. e dell'art. 1 disp. prel. c.c. e lamentando altresì violazione e/o falsa applicazione dell'art. 6 L. 604/1966 (nella versione novellata) e dell'art. 11 disp. prel. c.c.

La decisione

La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso e confermato la decisione impugnata: ha ritenuto applicabile la decadenza introdotta dall'art. 32 L. 183/2010 anche ai licenziamenti intimati prima dell'entrata in vigore della legge e già impugnati stragiudizialmente, in quanto la norma disciplina l'esercizio di un potere (l'azione giudiziaria) non ancora consumato. La decorrenza del termine è stata fissata, secondo il comma 1-bis, al 31 dicembre 2011 (con conseguente calcolo dei 270 giorni, poi ridotti a 180 per le modifiche successive). Poiché l'azione giudiziaria era stata proposta il 25 febbraio 2013 oltre il termine previsto, è stata dichiarata la decadenza dell'impugnazione del licenziamento. La Corte ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese e ha rilevato l'obbligo di versamento dell'ulteriore contributo unificato previsto dal DPR 115/2002 quando applicabile.

Norme richiamate

  • Legge 24 dicembre 2012 n. 183 (art. 32)

    Introduce un termine decadenziale (originariamente 270 giorni, poi ridotto) per il deposito del ricorso giudiziario successivo all'impugnazione stragiudiziale del licenziamento; la Corte ne ha ritenuto l'applicabilità anche ai licenziamenti anteriori all'entrata in vigore quando l'azione giudiziaria non era ancora stata esercitata, con decorrenza fissata dal comma 1-bis (data transitoria indicata dal legislatore)

  • Legge 15 luglio 1966 n. 604 (art. 6)

    art. 6 L. 604/1966 nella versione modificata

    Disciplina l'impugnazione del licenziamento prevedendo la fase stragiudiziale e l'ulteriore requisito temporale per l'instaurazione del giudizio; la Corte ha interpretato la norma novellata in combinato con l'art. 32 L. 183/2010

  • Disposizioni per l'entrata in vigore del codice civile (art. 252 disp. att. cod. civ.)

    Norma transitoria che regola l'applicazione nel tempo di nuove disposizioni, autorizzando l'applicazione dello ius superveniens a situazioni esistenti quando la nuova disciplina riguarda l'esercizio di poteri non ancora consumati; la Corte l'ha ritenuta principio generale che giustifica l'applicazione della decadenza

  • Disposizioni preliminari del codice civile (art. 11 disp. prel. cod. civ.)

    Tutela contro l'irretroattività della legge; la Corte ha ritenuto che l'applicazione della nuova decadenza non costituisce applicazione retroattiva della norma perché non modifica la disciplina del fatto generatore bensì regola l'esercizio di un potere non ancora compiuto

  • DPR 30 maggio 2002 n. 115 (art. 13)

    art. 13, comma 1-quater DPR 115/2002

    Prevede l'obbligo, anche se la parte è ammessa al patrocinio a spese dello Stato, del versamento di un ulteriore importo del contributo unificato in caso di integrale rigetto dell'impugnazione; la Corte ha rilevato la sussistenza dei presupposti per l'applicazione di tale disposizione

Massime di principio

  • Quando una legge introduce un termine decadenziale per esercitare un'azione (ius superveniens), tale termine può essere applicato anche a rapporti o fatti antecedenti se la nuova norma disciplina l'esercizio di un potere non ancora esaurito sotto la vecchia disciplina.
  • L'applicazione della nuova decadenza non è automaticamente retroattiva se non modifica la disciplina del fatto generatore ma regola modalità e termini per l'esercizio futuro dell'azione; l'art. 252 disp. att. c.c. e i principi di giurisprudenza della Corte di Cassazione supportano questa soluzione.
  • In caso di impugnazione stragiudiziale del licenziamento è essenziale rispettare il termine previsto dalla normativa transitoria (decorrenza fissata dalla norma stessa, es. 31/12/2011 o altra data indicata) per promuovere il successivo giudizio; il mancato deposito del ricorso entro il termine comporta la decadenza dell'azione.
  • Occorre verificare sempre le modifiche successive (es. riduzione da 270 a 180 giorni) e le specifiche disposizioni transitorie per calcolare correttamente i termini applicabili al caso concreto.
  • In situazioni analoghe è consigliabile agire tempestivamente, documentare l'impugnazione stragiudiziale e rivolgersi a un legale per valutare la decorrenza dei termini e gli eventuali rimedi processuali.

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