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Legge

L.R. Marche 13/2009

Disposizioni a sostegno dei diritti e dell'integrazione dei cittadini stranieri immigrati

Normativa regionaleL.R. Marche 13/2009

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La legge disciplina, per la Regione Marche, misure di integrazione, tutela dei diritti, assistenza sanitaria, abitazione, formazione, mediazione culturale e protezione sociale degli immigrati, con istituzione della Consulta regionale e del registro delle associazioni. Contiene norme transitorie sui registri e sul programma 2007/2009, oggi superate.

Disposizioni regionali per diritti e integrazione degli immigrati nelle Marche

Disposizioni regionali per i diritti e l’integrazione dei cittadini stranieri immigrati

La legge detta, per la Regione Marche, un quadro organico di interventi a favore degli immigrati e delle loro famiglie. L’obiettivo è garantire uguaglianza di diritti, rimuovere ostacoli economici, sociali e culturali e favorire l’integrazione nei servizi, nel lavoro, nella scuola e nella vita pubblica locale.

Finalità e principi generali

La Regione interviene nel rispetto della normativa statale e comunitaria per promuovere pari opportunità di accesso ai servizi e la consapevolezza dei diritti e dei doveri connessi alla condizione di cittadino straniero immigrato. Le azioni regionali sono orientate anche alla conoscenza del fenomeno migratorio, alla sensibilizzazione della comunità, alla valorizzazione delle culture di origine e alla prevenzione di razzismo, discriminazioni, violenza e grave sfruttamento.

Destinatari degli interventi

Sono destinatari delle misure:

  • cittadini di Stati non appartenenti all’Unione europea, apolidi, richiedenti asilo e rifugiati, e le loro famiglie, se regolarmente soggiornanti e residenti o dimoranti nel territorio regionale;
  • cittadini di Stati non UE presenti nel territorio regionale che si trovano nelle condizioni previste dagli articoli 18 e 19 del d.lgs. 286/1998;
  • soggetti ricongiunti ai sensi del d.lgs. 286/1998, minori stranieri non accompagnati, giovani immigrati di seconda generazione e vittime di tratta o riduzione in schiavitù;
  • stranieri in attesa di rinnovo del titolo di soggiorno o di definizione di procedure di regolarizzazione, nei limiti stabiliti dalla normativa statale.

Organi di partecipazione: Consulta regionale sull’immigrazione

È istituita la Consulta regionale sull’immigrazione, presso la struttura regionale competente. Vi partecipano rappresentanti della Regione, del Consiglio regionale, dell’ANCI regionale, delle organizzazioni sindacali, delle associazioni etniche e multietniche iscritte al registro, del volontariato, delle imprese e della struttura regionale competente in materia di lavoro e formazione.

La Consulta:

  • è costituita entro 90 giorni dall’insediamento della Giunta e dura fino alla scadenza della legislatura;
  • elegge Presidente e Vicepresidente tra i rappresentanti delle associazioni etniche e multietniche;
  • elegge un Comitato esecutivo, composto dal Presidente, dal Vicepresidente e da cinque membri;
  • approva un proprio regolamento entro 90 giorni dall’insediamento;
  • opera con segreteria assicurata dalla struttura regionale competente.

La partecipazione è gratuita, salvo il rimborso delle spese documentate.

Funzioni della Consulta

La Consulta svolge funzioni consultive e propositive verso la Giunta regionale. In particolare formula proposte sulla programmazione degli interventi, esprime pareri sulle iniziative di settore, promuove studi e approfondimenti sul fenomeno migratorio, collabora con l’Osservatorio regionale per le politiche sociali, propone adeguamenti normativi e può esprimere pareri sui provvedimenti di particolare importanza in sede di Conferenza Stato-Regioni o Conferenza unificata. Opera inoltre in raccordo con i Consigli territoriali per l’immigrazione.

Programmazione regionale e finanziamento degli interventi

Il Piano sociale regionale e il Piano socio-sanitario definiscono gli indirizzi per gli interventi previsti dalla legge. La Giunta approva ogni anno, entro 60 giorni dalla legge di bilancio, un programma annuale degli interventi, coordinandolo con la programmazione di settore rivolta agli immigrati.

Il programma annuale disciplina criteri e modalità di attuazione degli interventi sociali finanziati ai sensi dell’articolo 20 ed è adottato sentita la Consulta e la Commissione assembleare competente.

Osservatorio regionale e Conferenza sull’immigrazione

L’Osservatorio regionale per le politiche sociali cura attività di ricerca, studio e analisi sull’immigrazione per monitorare il fenomeno nelle Marche, supportare la programmazione regionale e valutare gli esiti delle azioni regionali e locali. Può ricevere segnalazioni da cittadini stranieri e associazioni e collabora con osservatori nazionali e locali.

La Giunta regionale indice almeno ogni tre anni la Conferenza regionale sull’immigrazione, come momento di partecipazione, confronto e proposta con istituzioni e organismi del settore.

Registro regionale delle associazioni degli immigrati

È istituito il registro regionale delle associazioni degli immigrati, presso la struttura regionale competente. La Giunta stabilisce criteri e modalità di iscrizione. L’iscrizione è necessaria sia per la designazione dei rappresentanti nella Consulta sia per accedere ai contributi regionali.

Integrazione sociale, culturale e scolastica

La Regione favorisce l’integrazione degli immigrati nella comunità marchigiana, tutelando la loro identità culturale e valorizzando il patrimonio d’origine. Ai minori presenti nel territorio sono garantite pari condizioni di accesso ai servizi per l’infanzia, ai servizi scolastici e agli interventi di diritto allo studio.

Sono promossi:

  • corsi di lingua e cultura italiana per minori e adulti;
  • insegnamenti sulla lingua e cultura d’origine;
  • progetti di educazione interculturale, soprattutto nelle scuole;
  • servizi di mediazione interculturale e linguistica;
  • iniziative per le pari opportunità;
  • attività sociali, culturali, ricreative e sportive contro discriminazione, intolleranza e xenofobia.

Formazione e inserimento lavorativo

Gli immigrati accedono agli interventi regionali di formazione, riqualificazione e aggiornamento professionale previsti dalla normativa vigente. La Regione programma anche interventi specifici per facilitare l’inserimento nel mercato del lavoro e sostiene la formazione dei mediatori interculturali, del personale scolastico e degli operatori degli enti locali a contatto con gli immigrati.

Assistenza sanitaria

La Regione garantisce, nel rispetto della normativa statale, l’assistenza sanitaria e l’accesso alle prestazioni ospedaliere, ambulatoriali e riabilitative presso il servizio sanitario regionale, nei limiti previsti per i residenti. Sono previste campagne di screening, prevenzione ed educazione sanitaria, interventi di promozione della salute e formazione degli operatori socio-sanitari sulla dimensione culturale della cura.

Le Aziende sanitarie devono comunicare annualmente alla Giunta le modalità attuative degli interventi, con particolare riguardo alla mediazione interculturale. È inoltre previsto il finanziamento e coordinamento di prestazioni sanitarie ad alta specializzazione per immigrati, soprattutto minori, provenienti da Paesi privi di adeguate competenze specialistiche o senza accordi di reciprocità assistenziale.

Difesa civica e tutela legale

Gli immigrati possono avvalersi dei difensori civici degli enti locali e del Garante regionale dei diritti della persona. La Regione promuove anche centri di assistenza legale per stranieri vittime di discriminazioni razziali, etniche, nazionali o religiose e per vittime di grave sfruttamento.

Accoglienza, abitazione e servizi territoriali

I Comuni e le Comunità montane, con il concorso della Regione, promuovono centri di prima e seconda accoglienza e centri servizi. Questi ultimi hanno funzioni di informazione, consulenza, facilitazione dell’accesso ai servizi socio-assistenziali e sanitari, sostegno all’inserimento lavorativo e scolastico, e ospitalità per le associazioni degli immigrati.

Per la gestione dei centri è possibile ricorrere a convenzioni con organizzazioni senza scopo di lucro; la Regione assicura il coordinamento dei centri servizi.

La Regione promuove inoltre la parità di condizioni nella ricerca della casa e estende agli immigrati residenti nei comuni marchigiani i benefici dell’edilizia agevolata convenzionata e dei bandi per l’edilizia sovvenzionata, secondo la normativa vigente.

Mediazione interculturale e protezione sociale

La Regione e gli enti locali valorizzano i mediatori interculturali come strumento di lettura dei bisogni, accesso ai servizi e relazione tra persone e contesti diversi.

Le vittime di violenza o grave sfruttamento possono accedere ai programmi di assistenza e integrazione sociale previsti dalle norme statali e regionali. La Regione coordina inoltre interventi di accoglienza, rieducazione e inserimento socio-lavorativo per le vittime di tratta o abusi, in collaborazione con la rete degli organismi pubblici e privati operanti nel settore.

Diritto di asilo

La Regione, d’intesa con gli uffici dello Stato e con gli enti locali, promuove nell’ambito delle proprie competenze la tutela del diritto di asilo e la protezione sussidiaria, mediante interventi di prima accoglienza e integrazione.

Disposizioni transitorie e abrogazioni

La legge prevede una fase transitoria per l’istituzione del nuovo registro regionale delle associazioni e per l’iscrizione automatica, previa verifica dei requisiti, delle associazioni già iscritte al precedente registro. Il programma triennale 2007/2009 mantiene efficacia fino all’approvazione del nuovo piano triennale previsto dalla legge.

Sono abrogate la precedente legge regionale 2 marzo 1998, n. 2, e i commi 10 e 11 dell’articolo 43 della l.r. 23 marzo 2000, n. 21.

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