Sentenza n. 15068/2026 - Roma, Sezione 3B
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: diniego del rinnovo del titolo di viaggio per stranieri titolari di protezione internazionale sussidiaria, adottato dalla Questura di Roma il 25 maggio 2023
Esito
Favorevole al resistente (ministero e questura)
Prevale l’amministrazione
La controversia
Il ricorrente ha impugnato il diniego del rinnovo del titolo di viaggio, deducendo la violazione dell’art. 10-bis l. 241/1990 e dell’art. 24, comma 2, d.lgs. 251/2007. Ha lamentato la mancata e gravemente incompleta valutazione delle fondate ragioni che gli avrebbero impedito di richiedere il passaporto alle autorità diplomatiche del Paese di cittadinanza, nonché delle osservazioni e della documentazione prodotte in risposta al preavviso di rigetto. Ha quindi dedotto carenza istruttoria, motivazione ingiusta e infondatezza dei motivi posti a base del diniego. In sede cautelare il TAR aveva accolto la domanda ai fini del riesame; all’esito del riesame la Questura ha adottato, il 24 novembre 2023, un nuovo provvedimento confermativo del diniego.
La decisione
Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse. Il provvedimento originariamente impugnato è stato sostituito integralmente dal successivo decreto del 24 novembre 2023, adottato dalla Questura in esecuzione del riesame disposto dal giudice. Pertanto, anche un eventuale accoglimento del ricorso contro il primo diniego non avrebbe procurato al ricorrente alcuna utilità concreta, essendo ormai il suo interesse processuale trasferito sul nuovo provvedimento negativo. Il giudice non ha esaminato nel merito i vizi dedotti contro il primo diniego. Le spese di lite sono state compensate in ragione della specificità della fattispecie.
Norme richiamate
art. 24, comma 2, d.lgs. 251/2007
ai sensi del quale il titolo di viaggio può essere rilasciato allo straniero beneficiario di protezione internazionale sussidiaria ove sussistano “fondate ragioni” che non consentono di richiedere il passaporto alle autorità diplomatiche della propria cittadinanza.
Il titolo di viaggio per il beneficiario di protezione internazionale sussidiaria presuppone la sussistenza di fondate ragioni che impediscano di richiedere il passaporto alle autorità diplomatiche del Paese di cittadinanza; nel caso concreto, tuttavia, il TAR non ha verificato la ricorrenza di tali presupposti perché il ricorso è stato dichiarato improcedibile.
art. 10-bis l. 241/1990
Il ricorrente ha presentato osservazioni avverso il preavviso di rigetto, deducendo la mancata e gravemente incompleta valutazione dei fondati motivi, delle osservazioni e della documentazione prodotta.
La norma è stata invocata in relazione al preavviso di rigetto e alla valutazione delle osservazioni del privato, ma il giudice non ha deciso nel merito la censura, per sopravvenuta carenza di interesse.
art. 73, comma 3, c.p.a.
nel corso della quale è stato dato avviso a verbale, ai sensi dell’art. 73, comma 3, c.p.a., della possibile improcedibilità del ricorso
Il giudice ha dato alle parti un avviso preventivo sulla possibile definizione del giudizio per sopravvenuta carenza di interesse, consentendo il contraddittorio sulla questione rilevata d’ufficio.
Massime di principio
- Quando il provvedimento impugnato è integralmente sostituito da un nuovo provvedimento adottato all’esito del riesame disposto dal giudice, viene meno l’interesse a una pronuncia di merito sul provvedimento originario, perché l’eventuale annullamento di quest’ultimo non arrecherebbe più alcuna utilità concreta al ricorrente.
- La sostituzione del provvedimento originario con un nuovo atto negativo trasferisce l’interesse processuale del ricorrente sul nuovo atto, che deve essere autonomamente contestato secondo gli strumenti processuali applicabili, inclusi i motivi aggiunti quando ne ricorrano i presupposti.
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