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Sentenza lavoro

Cassazione Civile, Sentenza n. 22526/2021 del 09/08/2021

Giurisprudenza giuslavoristica

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti impugnano la sentenza della Corte d'Appello di Lecce che aveva rigettato le opposizioni alle ordinanze-ingiunzioni con cui era stata irrogata una sanzione amministrativa in solido nei loro confronti per: omissione della comunicazione al Centro per l'impiego dei nominativi e delle date di assunzione di trenta lavoratori; mancata consegna ai dipendenti, all'atto dell'assunzione, della dichiarazione con i dati del libro matricola; mancata consegna del prospetto paga; mancata comunicazione del codice fiscale dei dipendenti all'INAIL. Nel giudizio di legittimità i ricorrenti deducono molteplici vizi, tra cui nullità per difetto di parti, vizio di notifica, decorrenza dei termini per la contestazione, prescrizione, illegittimità e sproporzione della sanzione, responsabilità personale della sig.ra Grassi quale socia, e disvalore probatorio del verbale della Guardia di Finanza.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso nella sua totalità e ha condannato i ricorrenti al pagamento delle spese di lite. Motivazioni principali: inammissibilità o infondatezza di molte censure per difetto di autosufficienza o tardività; il Ministero è riconducibile alla Direzione provinciale (quindi non parte nuova); la lettura del dispositivo in udienza non è documentata a sufficienza per rilevare nullità; il termine di 90 giorni per la contestazione decorre dalla conclusione dell'attività di verifica dell'autorità amministrativa e non dalla mera ricezione del rapporto di altro ente (consolidato orientamento di Cassazione); la sanzione è stata ritenuta congrua e non vanno applicate regole di cumulo o continuazione tipiche del diritto penale; le contestazioni probatorie sollevate sui verbali della Guardia di Finanza attengono al merito e sono inammissibili in cassazione se non adeguatamente specificate; la costituzione dell'amministrazione nel giudizio d'opposizione interrompe la prescrizione. Liquidate spese e compensi a carico dei ricorrenti.

Norme richiamate

  • art. 344 c.p.c.

    Richiamato in quanto i ricorrenti deducevano nullità connessa all'identità delle parti e alla regolarità del giudizio d'appello; la Corte ha ritenuto infondate o inammissibili tali censure per mancanza di prove o per riconducibilità della DPL al Ministero centrale

  • art. 23 commi 7 e 8 L. 689/1981

    Richiamati in relazione alla lettura del dispositivo in udienza e alla nullità formale: la Cassazione ha ritenuto non provata la presunta violazione procedurale per difetto di autosufficienza del ricorso

  • art. 24 comma 2 L. 689/1981

    Centrale per la decorrenza del termine di 90 giorni per la contestazione; la Corte ha confermato l'orientamento per cui il dies a quo decorre dalla conclusione dell'attività di verifica dell'autorità competente e non dalla semplice ricezione del rapporto da altro ente

  • art. 8, 11, 23 comma 11 L. 689/1981

    Valutate in ordine alla congruità e al cumulo delle sanzioni: la Cassazione ha escluso il cumulo giuridico per concorso materiale di violazioni e ha negato l'applicabilità delle regole sulla continuazione tipiche del diritto penale

  • art. 112 c.p.c.

    Richiamato rispetto all'omessa motivazione e all'omesso esame di fatto decisivo: la Corte ha ritenuto inammissibili molte censure relative al merito probatorio per carenza di specificità

  • art. 2943 e 2945 c.c.

    Richiamati in relazione alla prescrizione: la Corte ha ritenuto che l'instaurazione del giudizio di opposizione dall'amministrazione abbia efficacia interruttiva della prescrizione

  • art. 2934 e 2935 c.c.

    Interpretati dalla Corte nel senso che l'azione dell'amministrazione nel giudizio di opposizione è equiparabile a una domanda che interrompe la prescrizione

  • art. 13 co.1 quater DPR 115/2002

    Richiamato in ordine all'eventuale ulteriore contributo unificato dovuto in Cassazione; la sentenza dà atto della sussistenza dei presupposti per l'eventuale versamento

Massime di principio

  • La Direzione provinciale del lavoro è qualificabile come organo periferico del Ministero: la partecipazione del Ministero non costituisce di per sé nuova parte nel gravame
  • Il termine per notificare la contestazione amministrativa (90 giorni) decorre dalla conclusione dell'attività di verifica critica dell'autorità competente e non dalla semplice ricezione del rapporto di un altro ente (es. Guardia di Finanza)
  • Le censure procedurali e di nullità in Cassazione devono essere autosufficienti e documentalmente comprovate; mancanza di specificità determina inammissibilità
  • In materia di illeciti amministrativi non si applicano le regole di cumulo/continuazione del codice penale; il cumulo giuridico non è invocabile per concorso materiale di violazioni salvo discipline speciali
  • Il valore probatorio di verbali di accertamento di altri enti (es. Guardia di Finanza) può essere determinante, ma le contestazioni circa la pretesa prevalenza probatoria vanno dedotte e provate nel merito; in Cassazione tali questioni sono spesso inammissibili se riguardano valutazioni di fatto
  • L'instaurazione da parte dell'amministrazione del giudizio di opposizione interrompe la prescrizione dei crediti amministrativi
  • Le eccezioni sollevate per la prima volta in appello (es. responsabilità di un socio) possono essere dichiarate tardive o inammissibili se non tempestivamente dedotte in primo grado
  • In caso di soccombenza del ricorrente in cassazione, è frequente l'imposizione delle spese di lite e dei compensi per la difesa delle controparti

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