Risoluzione n. 120 del 28/09/2017
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeL’Agenzia delle Entrate chiarisce che l’accesso a una banca dati online contenente pubblicazioni scientifiche e periodiche identificabili con codice ISBN o ISSN sconta l’IVA al 4%, ai sensi del n. 18 della tabella A, parte II, DPR 633/1972. Le funzionalità di ricerca gratuite non incidono sulla qualificazione dell’operazione, perché non costituiscono un valore aggiunto autonomo per il consumatore.
Aliquota IVA 4% su abbonamento a banca dati online con pubblicazioni ISBN/ISSN
Aliquota IVA applicabile all’abbonamento a banca dati online
La risoluzione n. 120/E del 28 settembre 2017 affronta il tema dell’aliquota IVA applicabile ai diritti di accesso a una banca dati online contenente pubblicazioni scientifiche e periodiche. Il quesito riguarda la possibilità di applicare l’aliquota del 4% prevista dal n. 18 della tabella A, parte II, del DPR 26 ottobre 1972, n. 633.
Quesito posto dall’ente istante
L’ente interpellante, nell’ambito delle proprie finalità istituzionali di rappresentanza e valorizzazione del sistema delle autonomie universitarie, intende acquisire diritti di accesso non esclusivi a risorse elettroniche, tra cui riviste, banche dati, e-books e servizi integrati.
In particolare, vuole acquistare l’accesso a una banca dati bibliografica nella quale sono archiviate e rese disponibili ai sottoscrittori pubblicazioni scientifiche di carattere essenzialmente periodico, normalmente identificate da codice ISSN. L’ente chiede se:
- l’acquisto dei diritti di accesso alla banca dati possa beneficiare dell’IVA al 4%;
- i servizi gratuiti di accesso e consultazione debbano essere considerati operazioni escluse da IVA oppure servizi accessori alla prestazione principale di fruizione del contenuto.
Soluzione interpretativa proposta dal contribuente
L’istante ritiene applicabile l’aliquota IVA del 4% al contratto di abbonamento alla banca dati, in quanto il contenuto offerto riguarda pubblicazioni recanti codice ISSN o, in alcuni casi, ISBN, quindi rientranti nel perimetro dell’agevolazione prevista dal n. 18 della tabella A, parte II, del DPR n. 633/1972.
Secondo il contribuente:
- la banca dati è una banca dati bibliografica con informazioni su articoli pubblicati su periodici cartacei o elettronici;
- l’accesso e la consultazione fino alla visualizzazione dell’abstract sono gratuiti;
- la consultazione integrale dei contenuti è invece la prestazione a pagamento;
- le funzionalità di ricerca sono un supporto commerciale irrilevante ai fini IVA oppure, in subordine, operazioni accessorie alla prestazione principale.
L’istante richiama anche il principio giurisprudenziale europeo secondo cui un’operazione è accessoria quando non costituisce un fine a sé stante, ma il mezzo per fruire nelle migliori condizioni della prestazione principale.
Quadro normativo richiamato dall’Agenzia
L’Agenzia richiama l’art. 1, comma 667, della legge 23 dicembre 2014, n. 190, come modificato dall’art. 1, comma 637, della legge 28 dicembre 2015, n. 208. La norma stabilisce che, ai fini del n. 18 della tabella A, parte II, del DPR n. 633/1972, sono da considerare giornali, notiziari quotidiani, dispacci delle agenzie di stampa, libri e periodici tutte le pubblicazioni identificate da codice ISBN o ISSN e veicolate attraverso qualsiasi supporto fisico o tramite mezzi di comunicazione elettronica.
Viene inoltre richiamata la circolare n. 20/E del 18 maggio 2016, che precisa che il codice ISBN o ISSN è condizione necessaria ma non sufficiente: il prodotto deve anche possedere le caratteristiche distintive tipiche delle categorie editoriali agevolate.
Caratteristiche dei prodotti editoriali agevolati
L’Agenzia riepiloga le caratteristiche dei prodotti che possono beneficiare dell’aliquota ridotta:
- giornali e notiziari quotidiani: prodotti con cadenza quotidiana e registrazione presso il tribunale competente;
- dispacci delle agenzie di stampa: invio giornaliero di informazioni tratte dalla stampa quotidiana e/o periodica, equiparati ai giornali quotidiani ai fini IVA;
- libri: prodotti con funzione divulgativa e scientifica;
- periodici: pubblicazioni registrate ai sensi della L. 8 febbraio 1948, n. 47 e successive modificazioni, o esonerate dalla registrazione, purché con cadenza periodica e contenuto divulgativo.
Estensione dell’aliquota del 4% alle forniture digitali online
La circolare n. 20/E del 2016 viene richiamata anche per chiarire che l’aliquota del 4% si applica pure alle operazioni di messa a disposizione online, per un periodo di tempo determinato, di prodotti editoriali agevolati. L’Agenzia cita espressamente le fattispecie in cui il consumatore fruisce dei contenuti tramite siti web o piattaforme elettroniche, anche con servizi aggiuntivi come ricerche, commenti e stampa.
Secondo tale impostazione, il riferimento alle pubblicazioni veicolate tramite mezzi di comunicazione elettronica consente di applicare il beneficio anche alla fornitura digitale, ancorché limitata nel tempo, di giornali, notiziari quotidiani, dispacci delle agenzie di stampa, libri e periodici.
Valutazione del caso concreto
Nel caso esaminato, l’Agenzia conclude che l’aliquota IVA del 4% si applica alla messa a disposizione, da parte della banca dati, di prodotti editoriali aventi le caratteristiche di giornali, notiziari quotidiani, dispacci delle agenzie di stampa, libri e periodici, purché muniti di codice ISBN o ISSN.
La conclusione si fonda sul presupposto che:
- la banca dati sia una banca dati bibliografica;
- le funzionalità di ricerca offerte non costituiscano un valore aggiunto per il consumatore;
- tali funzionalità siano gratuite e disponibili anche a prescindere dalla sottoscrizione dell’abbonamento, potendo essere utilizzate anche tramite motori di ricerca comuni.
Per l’Agenzia, queste circostanze dimostrano che la ragione economica dell’abbonamento consiste nell’acquisizione del contenuto digitalizzato delle pubblicazioni agevolate, non nelle funzioni di ricerca. Di conseguenza, l’operazione di abbonamento alla banca dati beneficia dell’IVA al 4% prevista dal n. 18 della tabella A, parte II, del DPR n. 633/1972.
Effetti applicativi e vigilanza
La risoluzione conclude con l’indicazione alle Direzioni regionali di vigilare affinché i principi enunciati e le istruzioni fornite siano osservati dalle Direzioni provinciali e dagli uffici dipendenti.
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