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Legge

L.R. Sardegna 18/2022

Disposizioni in materia di prevenzione e contrasto ai fenomeni del bullismo e del cyberbullismo

Normativa regionaleL.R. Sardegna 18/2022

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La legge disciplina in Sardegna interventi regionali contro bullismo e cyberbullismo, inclusi sexting, cyberpedofilia e revenge porn, con misure in ambito scolastico, sanitario e di coordinamento istituzionale. Prevede finanziamenti soprattutto per il 2023 e 2024; dal 2025 gli interventi operano nei limiti delle risorse annualmente stanziate.

Prevenzione e contrasto del bullismo e del cyberbullismo in Sardegna

Prevenzione e contrasto del bullismo e del cyberbullismo in Sardegna

La legge regionale della Sardegna definisce i compiti della Regione per prevenire e contrastare il bullismo e il cyberbullismo in tutte le loro manifestazioni, con attenzione anche a sexting, cyberpedofilia e revenge porn. L’obiettivo è tutelare l’integrità fisica e psicologica di bambini e adolescenti, promuovendo interventi educativi, sociali, sanitari e di coordinamento tra istituzioni.

Finalità e destinatari

La Regione promuove e sostiene iniziative multidisciplinari dirette a:

  • prevenire e contrastare i fenomeni di bullismo e cyberbullismo;
  • tutelare i minori più fragili sotto il profilo psicofisico;
  • contrastare sopraffazione e discriminazioni;
  • favorire benessere tra pari, crescita educativa e sociale, rispetto reciproco e valorizzazione delle diversità;
  • diffondere la cultura della legalità;
  • formare i soggetti con ruolo educativo verso minori e giovani;
  • promuovere educazione civica digitale e uso consapevole delle tecnologie e della rete.

I destinatari degli interventi sono bambini, adolescenti, giovani, famiglie, personale docente e più in generale chi svolge funzioni educative, soprattutto in ambito scolastico, ricreativo e sportivo.

Tipologie di intervento finanziabili

La Regione sostiene, prioritariamente in ambito scolastico, ricreativo e sportivo, interventi quali:

  • campagne informative e corsi di formazione su gravità, conseguenze e uso consapevole del web e dei social media;
  • progetti culturali, sociali, ricreativi e sportivi su legalità, rispetto delle diversità e educazione all’affettività;
  • sostegno psicologico e pedagogico alle vittime, recupero di autori e spettatori e supporto alle famiglie tramite figure competenti;
  • sportelli di ascolto nelle scuole primarie e secondarie di primo e secondo grado;
  • strumenti, anche telematici, per garantire l’anonimato nelle denunce dei minori e dei giovani;
  • azioni di tutela della reputazione digitale;
  • progetti di cittadinanza digitale e di uso attivo e responsabile dei media digitali;
  • iniziative scolastiche e formative basate anche sull’educazione tra pari per responsabilizzare gli studenti e gestire correttamente i conflitti.

Attuazione, criteri e finanziamento degli interventi

Entro 90 giorni dall’entrata in vigore della legge, la Giunta regionale, su proposta dell’Assessore competente in materia di istruzione e di concerto con l’Assessore dell’igiene e sanità e dell’assistenza sociale, adotta una deliberazione che definisce modalità e criteri di attuazione e finanziamento degli interventi. Il tavolo di coordinamento esprime il proprio parere entro 15 giorni.

La deliberazione è poi sottoposta al parere delle Commissioni consiliari competenti in materia di lavoro, cultura, formazione professionale, sanità e politiche sociali, che si esprimono entro 20 giorni; decorso il termine, il parere si intende favorevole.

Soggetti beneficiari dei finanziamenti

Possono accedere ai finanziamenti:

  • istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado, incluse le paritarie, agenzie formative e università;
  • comuni singoli o associati;
  • aziende del servizio sanitario regionale;
  • enti del terzo settore con documentata esperienza, attivi da almeno tre anni nel territorio regionale nel disagio sociale dei minori e nel sostegno a famiglia e genitorialità;
  • associazioni sportive dilettantistiche operanti in Sardegna, iscritte nel Registro nazionale delle attività sportive dilettantistiche, con settore giovanile e attività prevalente di avviamento e formazione allo sport;
  • istituti penali per i minori presenti nel territorio regionale;
  • enti previsti dalla legge regionale n. 4 del 2010 sugli oratori e attività similari;
  • liberi professionisti pedagogisti e psicologi con esperienza documentata, attivi da almeno tre anni nel territorio regionale nel medesimo settore di disagio e sostegno;
  • associazioni educative giovanili con almeno dieci anni di attività.

I soggetti beneficiari possono presentare proposte in forma singola o associata e in collaborazione con altri enti. Gli enti finanziati devono esporre all’ingresso della sede strumenti di comunicazione educativa visibili al pubblico per il contrasto del bullismo e del cyberbullismo.

Coordinamento istituzionale e rete territoriale

Per attuare la legge e coordinare le iniziative, la Regione può stipulare accordi, intese o convenzioni con soggetti pubblici e privati operanti nel settore, tra cui Ufficio scolastico regionale, Prefetture, forze dell’ordine, Tribunale per i minorenni, servizi sociali degli enti locali e università.

Per il cyberbullismo la Regione collabora con il CORECOM e con ogni altro soggetto competente all’attuazione della legge statale n. 71 del 2017.

Misure in ambito scolastico

La Regione sostiene finanziariamente le scuole primarie e secondarie di primo e secondo grado che, nell’autonomia scolastica, istituiscono sportelli di ascolto per studenti, con finalità di sostegno psicologico e pedagogico individuale, collettivo e familiare.

La Giunta regionale definisce con propria deliberazione modalità e criteri di attuazione e finanziamento; la deliberazione è adottata previo parere della Commissione consiliare competente, reso entro 20 giorni.

Le istituzioni scolastiche possono inoltre costituire comitati digitali composti da docenti, genitori ed eventualmente esperti esterni per supportare le iniziative di prevenzione e contrasto del cyberbullismo.

Misure in ambito sanitario

Presso le aziende del servizio sanitario regionale, nei limiti delle risorse disponibili, la Regione istituisce équipes multidisciplinari specializzate nella prevenzione, nel trattamento e nel recupero di vittime, autori e spettatori di atti di bullismo e cyberbullismo.

Nelle more dell’istituzione di tali équipes, il servizio sanitario regionale garantisce comunque il trattamento e il recupero dei soggetti coinvolti.

Tavolo regionale di coordinamento

Presso l’Assessorato competente in materia di istruzione e politiche giovanili è istituito il tavolo di coordinamento regionale sul bullismo e cyberbullismo. Il tavolo supporta la Giunta e favorisce una rete di collaborazione tra soggetti pubblici e privati operanti sul territorio; esprime anche il parere richiesto per la deliberazione generale sugli interventi.

Ne fanno parte, tra gli altri:

  • l’Assessore competente in materia di istruzione, che lo presiede, o un suo delegato;
  • il Garante dell’infanzia e dell’adolescenza;
  • il Presidente del CORECOM o suo delegato;
  • un rappresentante dell’Ufficio scolastico regionale;
  • dirigenti delle strutture regionali competenti per istruzione, politiche giovanili, sport, sanità e sociale;
  • un rappresentante delle ASL;
  • il presidente dell’Ordine regionale degli psicologi o suo delegato;
  • un referente delle associazioni dei pedagogisti non ordinistiche;
  • un rappresentante di Sport e salute Spa;
  • un rappresentante ANCI;
  • un rappresentante degli studenti;
  • previa intesa con gli uffici statali competenti, rappresentanti della Polizia postale, della Prefettura e del Tribunale per i minorenni;
  • un rappresentante dell’Osservatorio Cybercrime Sardegna.

Possono essere invitati esperti in ambito pedagogico, psicologico, sociologico e delle telecomunicazioni. I componenti sono nominati con decreto dell’Assessore competente; le designazioni devono pervenire entro 30 giorni. Nessun compenso, indennità, gettone o rimborso spese è dovuto ai componenti.

Iniziative nella giornata nazionale contro bullismo e cyberbullismo

In occasione della giornata nazionale contro bullismo e cyberbullismo, la Regione realizza iniziative per promuovere l’uso consapevole di internet e social network. Il Consiglio regionale individua con proprio atto le iniziative da intraprendere in quella giornata.

Clausola valutativa e monitoraggio

Il Consiglio regionale valuta l’attuazione della legge e i risultati ottenuti. A tal fine la Giunta trasmette un report sul fenomeno in Sardegna e una relazione annuale che documenti:

  • interventi realizzati, con tempi, obiettivi e grado di raggiungimento;
  • distribuzione dei finanziamenti tra i soggetti coinvolti;
  • eventuali criticità attuative.

Le relazioni sono rese pubbliche insieme agli eventuali atti consiliari conclusivi dell’esame.

Regime finanziario e decorrenza delle risorse

Per le finalità della legge è autorizzata una spesa di 300.000 euro per ciascuno degli anni 2023 e 2024. La copertura è assicurata mediante utilizzo del “Fondo speciale per fronteggiare spese dipendenti da nuove disposizioni legislative” iscritto nel bilancio regionale 2022-2024.

Dal 2025 gli interventi sono attuati nei limiti delle risorse stanziate annualmente in bilancio per tali finalità.

Entrata in vigore

La legge entra in vigore il giorno della pubblicazione nel BURAS.

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