Ordinanza del 12/01/2016 n. 11 - Comm. Trib. Reg. per la Lombardia
MISURE CAUTELARI - Fumus boni iuris e periculum in mora - Entrambi - Necessità.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeIl documento afferma che, nell’esaminare un’istanza di sospensione proposta ai sensi dell’art. 373 c.p.c., il giudice deve verificare la presenza congiunta dei due presupposti cautelari: il fumus boni iuris e il periculum in mora. La mancanza anche di uno solo di tali requisiti impedisce la concessione del provvedimento inibitorio.
Misure cautelari: necessaria la coesistenza di fumus boni iuris e periculum in mora nell’istanza di sospensione ex art. 373 c.p.c.
Necessità della coesistenza dei presupposti cautelari
Il documento riguarda la sospensione dell’esecuzione o dell’efficacia di un provvedimento richiesta ai sensi dell’art. 373 c.p.c. e chiarisce che la concessione del provvedimento inibitorio presuppone la verifica congiunta di entrambi i requisiti richiesti dalla disciplina cautelare.
Presupposti richiesti
Il giudice è tenuto a valutare la coesistenza dei seguenti elementi:
- il fumus boni iuris, inteso come plausibile fondatezza delle ragioni dedotte dalla parte istante;
- il periculum in mora, consistente nel rischio che, durante il tempo necessario per la definizione della controversia, possano derivare pregiudizi tali da giustificare la sospensione.
Valutazione giudiziale
L’istanza di sospensione non può essere accolta sulla base della presenza di uno solo dei due presupposti. Il giudice deve procedere a una valutazione complessiva, verificando sia la plausibile fondatezza della domanda o delle censure, sia l’esistenza di un concreto pericolo derivante dalla mancata sospensione.
Principio affermato
Il principio sintetizzato nel documento è che fumus boni iuris e periculum in mora sono requisiti entrambi necessari per ottenere il provvedimento inibitorio ex art. 373 c.p.c. L’assenza anche di uno solo comporta il rigetto dell’istanza di sospensione.
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