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Legge

L.R. Marche 21/2000

Provvedimento generale di rifinanziamento e modifica di leggi regionali per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione (Legge finanziaria 2000).

Normativa regionaleL.R. Marche 21/2000Non più vigente

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

Provvedimento finanziario per l’anno 2000 della Regione Marche: rifinanzia e riorganizza numerosi interventi regionali, disciplina reiscrizioni, residui e variazioni di bilancio, autorizza emissioni BOR e altre forme di indebitamento, e stanzia fondi per settori come lavoro, trasporti, turismo, sociale, montagna, edilizia e cultura. Prevalentemente limitato all’esercizio 2000, con alcune scadenze fino al 2001-2020 per contributi pluriennali.

Legge finanziaria regionale 2000 della Regione Marche

Legge finanziaria regionale 2000 della Regione Marche

La legge definisce, per la Regione Marche, il quadro finanziario e autorizzativo per l’esercizio 2000, rifinanziando leggi regionali vigenti, disciplinando reiscrizioni, conservazioni di stanziamenti, mutui e obbligazioni regionali, e destinando risorse a numerosi settori di spesa. Molte previsioni hanno efficacia limitata all’anno 2000; alcune riguardano contributi pluriennali con decorrenza e scadenze fino al 2020.

Autorizzazioni di spesa e rifinanziamenti

La legge determina, per il 2000, gli importi delle spese per l’attuazione di leggi regionali che prevedono interventi continuativi, ricorrenti o pluriennali, secondo la tabella A allegata. Le somme sono imputate ai capitoli indicati nella stessa tabella.

Vengono inoltre rifinanziate o integrate numerose misure settoriali per l’anno 2000, tra cui:

  • programmi di programmazione e consulenze;
  • cooperazione allo sviluppo e gemellaggi;
  • cultura, musica, turismo, montagna e piste ciclabili;
  • interventi sociali, per minori, anziani, donne vittime di tratta e assistenza penitenziaria;
  • lavoro, formazione professionale e politiche attive;
  • agricoltura, zootecnia, centri agroalimentari e edilizia agevolata.

Reiscrizione di somme, residui e conservazione degli stanziamenti

Per il bilancio 2000 è stabilito l’elenco delle somme a destinazione specifica da reiscrivere, secondo la tabella D. La Giunta regionale può reiscrivere economie accertate, recuperi e rimborsi, nonché variare le somme reiscritte relative ad assegnazioni statali o comunitarie, nei limiti dei criteri previsti dalla normativa contabile richiamata.

Le somme disponibili sugli stanziamenti del bilancio 1999 indicati nella tabella E e non impegnate entro la fine dell’esercizio sono conservate nel conto dei residui e impegnabili nel 2000.

Indebitamento regionale e gestione del debito

Per il 2000 la Giunta è autorizzata a finanziare programmi di investimento mediante emissione di Buoni obbligazionari regionali (BOR) o strumenti similari sul mercato internazionale. Sono previste condizioni come tasso parametrato all’EURIBOR, durata massima trentennale e possibilità di rimborso differito.

Gli oneri derivanti da tali operazioni sono coperti con apposite iscrizioni annuali in bilancio e le relative spese sono dichiarate obbligatorie. La Giunta può anche attivare procedure di rinegoziazione e ristrutturazione del debito, inclusi allungamento delle durate, novazioni e operazioni di gestione attiva dell’indebitamento.

Programmazione, bilancio e variazioni contabili

La legge autorizza la Giunta e, in alcuni casi, i dirigenti competenti ad apportare variazioni di bilancio o rettifiche operative, con obbligo di trasmissione al Consiglio regionale e pubblicazione nel BUR entro dieci giorni. Ciò vale, tra l’altro, per:

  • attuazione dei programmi comunitari 2000/2006;
  • decentramento amministrativo;
  • variazioni connesse al gettito IRAP e addizionale IRPEF;
  • semplificazioni procedurali sui capitoli di bilancio e sui residui perenti.

Fondo di rotazione per la progettazione

È istituito per il 2000 un fondo di rotazione di lire 2 miliardi per anticipare ai Comuni con popolazione inferiore a 15.000 abitanti le spese di progettazione definitiva ed esecutiva di opere pubbliche. L’anticipazione è assegnata secondo l’ordine di arrivo delle domande, con priorità al Comune meno popoloso in caso di arrivo simultaneo. Il rimborso deve avvenire entro tre anni dal provvedimento di concessione, senza oneri aggiuntivi, e il provvedimento è revocato se la prima richiesta di erogazione non perviene entro un anno.

Interventi settoriali principali

La legge stanzia risorse per molteplici settori:

  • lavoro e occupazione, attuando il piano annuale delle politiche attive del lavoro e integrando misure di formazione, tirocinio e sostegno all’occupazione;
  • trasporti pubblici e deviazio ne del traffico pesante, con stanziamenti per il riequilibrio del trasporto urbano ed extraurbano e per la tratta Fabriano-Pergola;
  • tutela sociale e servizi socio-assistenziali, con fondi per disabili gravi, anziani, minori a rischio, osservatorio infanzia/adolescenza, progetti contro la tratta e assistenza penitenziaria;
  • montagna, con istituzione del Fondo regionale per la montagna;
  • edilizia residenziale pubblica e agevolata;
  • cultura, storia locale e identità marchigiana;
  • turismo, fiere e promozione territoriale;
  • sicurezza stradale, bicicletta e infrastrutture locali.

Contributi, proroghe e termini speciali

Sono previste varie proroghe e rinnovi di autorizzazioni pluriennali, in particolare per contributi a enti locali e opere di rilevanza regionale. In alcuni casi i termini per la presentazione della documentazione sono fissati o prorogati al 30 settembre 2000; per altre misure al 15 ottobre 2000 o al 20 marzo 2000, a seconda della linea di finanziamento.

Sono inoltre disciplinate rateizzazioni di crediti regionali, con massimo di trenta rate mensili salvo casi eccezionali documentati.

Regime temporale e obsolescenza

La legge è una finanziaria riferita prevalentemente all’anno 2000 e contiene numerose disposizioni a efficacia ormai esaurita, perché legate a stanziamenti, contributi, procedure e termini ormai conclusi. Restano di interesse solo le parti eventualmente rilevanti come disciplina storica o per effetti residui non ancora definiti, ma nel complesso l’atto è oggi da considerarsi obsoleto.

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