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Ordinanza

Ordinanza n. 316/2026 - Firenze, Sezione 2

per l'annullamento previa sospensione dell'efficacia, A) quanto al ricorso n. 890 del 2026: - del provvedimento di revoca del nulla-osta al lavoro subordinato P-MS/L/Q/2023/101034 del 08 luglio 2024 emesso dalla Prefettura di Massa-Carrara; B) quanto al ricorso n. 902 del 2026: - del provvedimento di revoca del nulla-osta al lavoro subordinato P-MS/L/Q/2023/101060 del 08 luglio 2024 emesso dalla Prefettura di Massa-Carrara; C) quanto al ricorso n. 987 del 2026: - del provvedimento di revoca del nulla-osta al lavoro subordinato P-MS/L/Q/2023/101041 del 08 luglio 2024 emesso dalla Prefettura di Massa-Carrara; D) quanto al ricorso n. 989 del 2026: - del provvedimento di revoca del nulla-osta al lavoro subordinato P-MS/L-Q/2023/101053 del 08 luglio 2024 emesso dalla Prefettura di Massa-Carrara.

Giustizia amministrativa202600989

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Toscana - Firenze, Sez. IIOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: Provvedimenti della Prefettura di Massa-Carrara di revoca di nulla-osta al lavoro subordinato

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (ministero)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Quattro cittadini del Bangladesh hanno impugnato, con distinti ricorsi successivamente riuniti per l'identità del contenuto degli atti e delle censure, i provvedimenti adottati l'8 luglio 2024 dalla Prefettura di Massa-Carrara, chiedendone l'annullamento previa sospensione cautelare. Dal testo non emergono il contenuto specifico delle censure di legittimità dedotte contro le revoche. Il giudice ha rilevato che i ricorrenti non risultano attualmente presenti in Italia e che le procure al difensore sono state rilasciate nello Stato d'origine.

La decisione

Il TAR ha preliminarmente riunito i quattro ricorsi, in ragione del medesimo tenore dei provvedimenti impugnati e delle censure proposte. Ha poi respinto le domande cautelari perché, non essendo i ricorrenti presenti sul territorio italiano, gli atti impugnati non risultano idonei ad arrecare loro un grave e irreparabile pregiudizio durante il giudizio di merito. Difetta quindi il periculum in mora richiesto dall'art. 55 c.p.a.; per tale ragione non ricorrono i presupposti per la sospensione cautelare. Le spese della fase cautelare sono state compensate tra le parti.

Norme richiamate

  • art. 55 c.p.a.

    grave e irreparabile pregiudizio

    La tutela cautelare richiede la sussistenza dei presupposti cautelari, tra cui il periculum in mora; in assenza di un grave e irreparabile pregiudizio attuale nelle more della decisione di merito, la domanda di sospensione deve essere respinta.

Massime di principio

  • La sospensione cautelare di un provvedimento amministrativo presuppone la dimostrazione di un pregiudizio grave e irreparabile, concreto e attuale, destinato a prodursi nelle more della definizione del giudizio di merito.
  • Quando il ricorrente straniero non si trova attualmente nel territorio italiano e non è dimostrato che il provvedimento impugnato produca effetti pregiudizievoli immediati nei suoi confronti, difetta il periculum in mora necessario per la tutela cautelare ai sensi dell'art. 55 c.p.a.
  • Ricorsi distinti possono essere riuniti quando riguardano provvedimenti aventi identico tenore e sono fondati su censure sostanzialmente coincidenti.

Come è indicizzato

MaterieEmersione, decreto flussi e nulla ostaTutela cautelare
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiTutela cautelareLegittimazione e interesse a ricorrere

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