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Sentenza

Sentenza del 15/01/2016 n. 561 - Corte di Cassazione

Non disponibile

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

L'Agenzia delle Entrate ha impugnato la decisione della Commissione tributaria regionale che aveva ritenuto valida la definizione agevolata prevista dall'art. 9-bis della legge n. 289 del 2002, nonostante il contribuente avesse omesso il pagamento della terza rata. Ha dedotto la violazione e falsa applicazione della norma sul condono e l'insufficiente motivazione della sentenza.

La decisione

La Corte di cassazione ha accolto il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, cassato la sentenza della Commissione tributaria regionale e deciso direttamente nel merito, rigettando il ricorso originario del contribuente. La Corte ha stabilito che la definizione agevolata prevista dall'art. 9-bis si perfeziona esclusivamente con il pagamento integrale e tempestivo di quanto dovuto. L'omesso pagamento anche di una sola rata impedisce quindi il perfezionamento del condono. F. F. è stato inoltre condannato al pagamento delle spese dei tre gradi di giudizio, liquidate in 500 euro per il primo grado, 700 euro per l'appello e 3.000 euro per la Cassazione, oltre alle eventuali spese prenotate a debito.

Norme richiamate

  • Legge 27 dicembre 2002, n. 289, art. 9-bis

    La definizione agevolata si perfeziona con l'integrale pagamento del dovuto nei termini e nei modi previsti dalla disposizione.

    La norma disciplina un condono di natura "clemenziale" relativo a imposte o ritenute risultanti dalle dichiarazioni annuali. Il beneficio, consistente nella non applicazione delle sanzioni, opera soltanto quando il contribuente paga integralmente e puntualmente l'importo dovuto. L'omesso pagamento della terza rata impedisce il perfezionamento della definizione.

  • Legge 27 dicembre 2002, n. 289, artt. 8, 9, 15 e 16

    Le disposizioni prevedono, in specifiche ipotesi, l'efficacia del condono anche senza l'adempimento integrale.

    Le diverse regole previste da tali articoli non possono essere applicate analogicamente all'art. 9-bis, poiché le norme in materia di condono hanno natura eccezionale.

  • Art. 360 c.p.c., n. 5

    È stato invocato dall'Agenzia delle Entrate per denunciare l'insufficiente motivazione su un fatto controverso e decisivo; il relativo motivo è stato dichiarato assorbito dopo l'accoglimento della censura principale.

Massime di principio

  • Quando una definizione agevolata o un condono richiede il pagamento rateale integrale entro termini prestabiliti, il mancato pagamento anche di una sola rata può impedire il perfezionamento del beneficio, salvo che la legge preveda espressamente una disciplina diversa.
  • Le disposizioni eccezionali in materia di condono non possono essere estese per analogia da una fattispecie a un'altra: occorre applicare esclusivamente le condizioni previste dalla specifica norma utilizzata.
  • La mera presentazione della domanda di definizione agevolata non è sufficiente se la legge subordina il beneficio al pagamento completo e tempestivo degli importi dovuti.
  • In presenza di un orientamento giurisprudenziale consolidato sull'obbligo di integrale pagamento, il contribuente che omette una rata rischia il diniego della definizione e il recupero delle conseguenze fiscali ordinarie, oltre alle spese processuali.

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