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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 17860/2025 del 12/05/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I tre imputati hanno impugnato la sentenza della Corte d'appello di Milano per motivi distinti: per Abatiello si aleggiava vizio nella formazione della volontà sull'accordo ex art. 599-bis c.p.p. perché il sostituto del difensore, pur titolare di procura speciale, non avrebbe potuto perfezionare il concordato; si censurava inoltre che la rinunzia ai motivi non avesse riguardato la qualificazione del fatto. Per Mennuni si denunciavano violazioni di legge e difetto di motivazione con riguardo alla valutazione delle intercettazioni ritenute insufficienti a provare l'offerta/cessione (19 e 24 luglio 2009), nonché la mancata qualificazione ex comma 5 dell'art. 73 DPR 309/1990 per mancanza di elementi su quantità/qualità della sostanza e sulla disponibilità. Per Villani si contestava carenza di motivazione su alcune condotte, errata valutazione probatoria delle intercettazioni (19, 20, 24 luglio 2009), errata qualificazione ai sensi dell'art. 73 comma 5 e contraddittorietà nell'aumento per continuazione.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di Abatiello (ritenuto manifestamente infondato), ha rigettato il ricorso di Mennuni confermando la responsabilità e le valutazioni del merito in ordine ai fatti contestati (comprese le intercettazioni e l'identificazione di "Pino" nel fatto del 24 luglio) e ha accolto in parte il ricorso di Villani, annullando con rinvio la decisione della Corte d'appello limitatamente al fatto del 19/20 luglio (capo 36) per un nuovo giudizio su tale specifico episodio; per il resto ha rigettato il ricorso di Villani. Sono state altresì disposte le statuizioni di cui all'art. 616, comma 1, c.p.p. per Mennuni e Abatiello (spese).

Norme richiamate

  • art. 599-bis cod. proc. pen.

    Regola il concordato in appello sulla pena. La Corte ritiene che un sostituto del difensore, munito di procura speciale e che agisca entro i limiti di tale procura come mero 'nuncius', possa validamente perfezionare l'accordo sulla pena; la presenza dell'imputato in udienza rafforza la validità dell'operazione.

  • art. 122 cod. proc. pen.

    Richiamato nella censura di Abatiello riguardo alla legittimazione del sostituto; la Corte ha ritenuto infondata la tesi difensiva alla luce della giurisprudenza che ammette la figura del sostituto quale 'nuncius' se munito di procura speciale.

  • art. 73 d.P.R. n. 309 del 1990, comma 1

    Norma che punisce il traffico e la cessione di sostanze stupefacenti. La Corte ha ritenuto corretta la qualificazione di più contestazioni (offerta in vendita/cessione) ai sensi del comma 1, sulla base del complesso probatorio (intercettazioni, ammissioni, contesto).

  • art. 73 d.P.R. n. 309 del 1990, comma 5

    Comma che disciplina ipotesi aggravate/alternative relative al traffico di stupefacenti. La Corte ha escluso l'applicabilità del comma 5 alle posizioni contestate quando i dati processuali dimostrano una consistente capacità di approvvigionamento e disponibilità della sostanza, incompatibile con la qualificazione prospettata dalla difesa.

  • art. 81 cod. pen. (continuazione)

    Richiamato nelle doglianze di Villani sull'aumento per continuazione: la Corte ha valutato la questione in funzione dell'effettiva ricostruzione dei fatti e delle riduzioni operate in sede di merito, ritenendo la doglianza infondata per la parte non annullata.

  • art. 616, comma 1, cod. proc. pen.

    Norma che consente il giudizio di cassazione di stabilire gli effetti conseguenti alle decisioni prese; la Corte ha disposto le statuizioni consequenziali per Mennuni e Abatiello.

Massime di principio

  • Procura speciale e sostituto difensore: un sostituto può concludere un accordo sulla pena ex art. 599-bis se ha ricevuto una procura speciale e opera nei limiti di tale procura come mero 'nuncius'; la presenza dell'imputato in udienza rafforza la validità dell'accordo e rende inammissibili obiezioni tardive sulla validità dell'accordo stesso.
  • Ambito del concordato: l'accordo ex art. 599-bis, se riferito espressamente a tutte le conclusioni e ai motivi aggiunti indicati in udienza, vale come rinuncia ai restanti motivi richiamati; doglianze generiche sulla estensione del concordato sono difficilmente ammesse in Cassazione.
  • Valutazione delle intercettazioni: le conversazioni captate possono costituire valido elemento di prova anche in assenza di riscontri ulteriori se il tenore delle intercettazioni non è criptico e si interpreta sinergicamente con altre acquisizioni (altri colloqui, ammissioni, elementi di contesto). Questioni di valutazione che non evidenziano contraddizioni interne o mancanze probatorie manifeste sono di regola rimesse al giudice del merito e non alla Corte di legittimità.
  • Specificità delle doglianze: obiezioni generiche, aspecifiche o sollevate per la prima volta in Cassazione rispetto a elementi noti al giudice del merito sono inidonee a scalfire le decisioni se non indicano puntualmente errori di diritto o gravi vizî di motivazione.
  • Qualificazione ai sensi dell'art. 73 DPR 309/1990: per ottenere una qualificazione differente (es. comma 5) è necessario dimostrare elementi precisi e concreti circa tipologia, quantità e capacità di approvvigionamento; la semplice assenza di trascrizioni perfette o qualche incertezza non basta se il quadro probatorio complessivo supporta la qualificazione scelta dal giudice.
  • Effetti del rigetto in Cassazione: quando la Corte annulla con rinvio solo su una parte della posizione, le rimanenti statuizioni di responsabilità e pena rimangono definitive e vengono eseguite salvo quanto eventualmente rivedibile nel nuovo giudizio.

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