Parere del Garante n. 80 del 23/03/2023
Parere al Ministero delle imprese e del made in Italy su due schemi di decreti direttoriali concernenti l'elenco dei manager dell'innovazione nell'ambito della misura agevolativa "Voucher per consulenza in innovazione" - 23 marzo 2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeIl Garante esamina due schemi di decreto direttoriale del Ministero delle imprese e del made in Italy relativi alla riapertura dello sportello per il voucher per consulenza in innovazione: uno disciplina l’iscrizione all’elenco dei manager qualificati e delle società di consulenza, l’altro il modello di domanda di ammissione al contributo e le regole di presentazione e valutazione. L’Autorità rileva che i testi recepiscono le osservazioni già formulate e risultano complessivamente conformi al GDPR, in particolare su ruoli, basi giuridiche, minimizzazione, conservazione e sicurezza. Segnala tuttavia che l’uso di una piattaforma cloud da parte di un soggetto pubblico richiede attenzione alle indicazioni dell’EDPB sui servizi cloud nel settore pubblico. Conclude esprimendo parere favorevole senza rilievi.
Parere favorevole su due schemi di decreti direttoriali del MIMIT per l’elenco dei manager dell’innovazione e per le domande di voucher per consulenza in innovazione
Parere sui decreti direttoriali per l’elenco dei manager dell’innovazione e il voucher in innovazione
Il Garante per la protezione dei dati personali esamina due schemi di decreto direttoriale del Ministero delle imprese e del made in Italy, trasmessi il 7 marzo 2023, relativi alla riapertura dello sportello della misura agevolativa "Voucher per consulenza in innovazione". Il parere è reso ai sensi degli artt. 36, par. 4, e 58, par. 3, lett. b), del Regolamento (UE) 2016/679.
Contesto normativo e oggetto dei due schemi
La misura trova fondamento nell’art. 1, comma 228, della legge 30 dicembre 2018, n. 145, che prevede un contributo a fondo perduto, sotto forma di voucher, per micro, piccole e medie imprese e reti d’impresa, per l’acquisto di prestazioni consulenziali finalizzate alla trasformazione tecnologica e digitale e all’ammodernamento degli assetti gestionali e organizzativi.
Il decreto ministeriale 7 maggio 2019, attuativo della misura, rinvia a successivi decreti direttoriali per:
- definire modalità e termini di iscrizione all’elenco dei manager qualificati e delle società di consulenza abilitati;
- approvare il modello di domanda di ammissione al contributo, stabilire i termini di presentazione e i criteri di valutazione delle domande;
- disciplinare la gestione tramite apposito sistema informatico affidato a Invitalia.
Contenuto dello schema relativo all’elenco dei manager
Lo schema dedicato all’elenco dei manager qualificati e delle società di consulenza disciplina, in particolare:
- i termini e le modalità di presentazione delle istanze di iscrizione mediante procedura informatica;
- le informazioni acquisite, anche ai sensi del d.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445, e le modalità di controllo delle dichiarazioni;
- la messa a disposizione dell’elenco ai soli soggetti che intendono presentare domanda di accesso ai voucher e che accedono allo sportello informatizzato;
- i ruoli dei soggetti coinvolti nel trattamento e i tempi di conservazione dei dati personali;
- le regole tecniche di funzionamento della piattaforma e le misure tecniche e organizzative adottate da Invitalia come responsabile del trattamento.
Valutazioni del Garante sui profili privacy
Il Garante rileva che le versioni finali degli schemi recepiscono le osservazioni fornite in interlocuzioni informali, con l’obiettivo di conformare i trattamenti al principio di privacy by design e by default di cui all’art. 25 GDPR.
In particolare, l’Autorità considera positivamente:
- la puntuale individuazione dei ruoli: Ministero quale titolare, Invitalia quale responsabile ex art. 28 GDPR, soggetti gestori degli elenchi quali titolari autonomi;
- la previsione delle modalità di autenticazione tramite CIE e CNS, in linea con l’art. 64, commi 2-quater e 2-nonies, del d.lgs. n. 82/2005;
- la definizione più precisa delle categorie di dati personali trattati, con distinzione tra dati obbligatori e facoltativi;
- la disciplina dei tempi di conservazione, specialmente in relazione alla consultazione degli elenchi nella fase di richiesta e di fruizione del voucher;
- la descrizione delle misure di sicurezza e organizzative, in coerenza con gli artt. 24 e 32 GDPR.
Principi GDPR richiamati
Il provvedimento richiama espressamente i principi di:
- liceità, correttezza e trasparenza, nonché limitazione della finalità, di cui all’art. 5, par. 1, lett. a) e b), GDPR;
- minimizzazione dei dati e esattezza, di cui all’art. 5, par. 1, lett. c) e d), GDPR;
- limitazione della conservazione, di cui all’art. 5, par. 1, lett. e), GDPR;
- integrità e riservatezza e responsabilizzazione, di cui all’art. 5, par. 1, lett. f), e par. 2, GDPR.
Viene inoltre sottolineato che i soggetti che formano e detengono gli elenchi devono assicurare una base giuridica adeguata ai sensi dell’art. 6 GDPR.
Uso della piattaforma cloud e osservazione dell’EDPB
Nella documentazione tecnica viene indicato che la piattaforma è ospitata su "Cloud Pubblico Oracle" di Invitalia e che i dati risiedono fisicamente nel data-center europeo di Francoforte. Pur senza formulare rilievi, il Garante richiama l’attenzione del titolare sull’esigenza di tenere conto del report dell’EDPB del 17 gennaio 2023, dedicato all’uso dei servizi cloud nel settore pubblico, al fine di assicurare la piena conformità al Regolamento quando una pubblica amministrazione utilizza servizi cloud nell’esercizio delle proprie funzioni.
Esito del parere
Alla luce delle modifiche apportate e delle garanzie introdotte nei due schemi di decreto, il Garante conclude di non formulare rilievi in materia di protezione dei dati personali ed esprime parere favorevole sui due schemi di decreto direttoriale del Ministero delle imprese e del made in Italy.
Punti principali
Oggetto del parere e quadro normativo
Il parere riguarda due schemi di decreti direttoriali del Ministero delle imprese e del made in Italy, adottati in attuazione dell’art. 1, comma 228, della legge n. 145/2018 e degli artt. 5 e 6 del decreto ministeriale 7 maggio 2019. Gli schemi disciplinano, rispettivamente, le modalità e i termini per l’iscrizione all’elenco dei manager qualificati e delle società di consulenza, e il modello di domanda di ammissione al voucher con i relativi criteri di valutazione e assegnazione delle risorse.
Assetto dei ruoli e basi giuridiche
Il Garante prende atto che gli schemi chiariscono i ruoli privacy: il Ministero è titolare del trattamento, Invitalia opera come responsabile del trattamento ai sensi dell’art. 28 GDPR, mentre i soggetti che formano e detengono gli elenchi dei manager dell’innovazione sono titolari autonomi per i trattamenti svolti nei propri ambiti. Viene sottolineata la necessità che tali soggetti assicurino una base giuridica conforme all’art. 6 GDPR, nel rispetto dei principi di liceità, correttezza, trasparenza e limitazione della finalità.
Principi di minimizzazione, esattezza e conservazione
L’Autorità valorizza la specificazione delle categorie di dati personali trattati, distinguendo tra dati obbligatori e facoltativi ai sensi del d.P.R. n. 445/2000, in coerenza con i principi di minimizzazione e esattezza di cui all’art. 5, par. 1, lett. c) e d), GDPR. È apprezzata anche la definizione dei tempi di conservazione, con riferimento alla consultazione dell’elenco da parte delle imprese sia nella fase di richiesta del voucher sia in quella di fruizione dell’agevolazione, in ossequio al principio di limitazione della conservazione dell’art. 5, par. 1, lett. e), GDPR.
Misure di sicurezza, autenticazione e privacy by design
Gli schemi sono considerati conformi al principio di privacy by design e by default di cui all’art. 25 GDPR, anche per la previsione dell’accesso tramite CIE e CNS ai sensi dell’art. 64 del d.lgs. n. 82/2005. Il Garante evidenzia inoltre la puntuale descrizione delle misure tecniche e organizzative adottate per garantire integrità, riservatezza, accountability e adeguato livello di sicurezza, richiamando gli artt. 24 e 32 GDPR.
Uso del cloud e conclusioni
Nella documentazione tecnica è indicato che la piattaforma è ospitata su cloud pubblico Oracle di Invitalia e che i dati sono fisicamente nel data-center europeo di Francoforte. Pur non formulando rilievi, il Garante richiama l’esigenza che il titolare consideri le indicazioni del report EDPB del 17 gennaio 2023 sull’uso dei servizi cloud nel settore pubblico. In conclusione, l’Autorità esprime parere favorevole sui due schemi di decreto direttoriale, ai sensi degli artt. 36, par. 4, e 58, par. 3, lett. b), GDPR.
Come è indicizzato
Testo integrale
Continua a leggere gratis
Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale del documento, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.
7 giorni di prova · Nessuna carta di credito
Hai già un account? Accedi
La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Garante Privacy, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
Altri documenti di Garante Privacy
- Parere · 23 mar 2023Parere del Garante n. 97 del 23/03/2023
- Parere · 23 mar 2023Parere del Garante n. 79 del 23/03/2023
- Parere · 17 mar 2023Parere del Garante n. 76 del 17/03/2023
- Parere · 13 apr 2023Parere del Garante n. 141 del 13/04/2023
- Parere · 13 apr 2023Parere del Garante n. 116 del 13/04/2023
- Parere · 23 feb 2023Parere del Garante n. 46 del 23/02/2023
Cerchi altro? Cerca gratis in Garante Privacy →