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Parere

Parere del Garante n. 79 del 23/03/2023

Parere sullo schema di provvedimento del Direttore dell'Agenzia delle entrate recante "Approvazione delle modalità di trasmissione all'Agenzia delle entrate dei dati contenuti nella scheda riguardante le scelte per la destinazione dell'otto, del cinque e del due per mille dell'IRPEF, modello 730-1, da parte dei sostituti d'imposta che prestano assistenza fiscale" - 23 marzo 2023

Garante Privacy79

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

Il Garante esprime parere favorevole sullo schema di provvedimento dell’Agenzia delle entrate che disciplina la trasmissione telematica dei dati contenuti nel modello 730-1 da parte dei sostituti d’imposta che prestano assistenza fiscale, ma solo a condizione che siano introdotte garanzie aggiuntive idonee a impedire che il datore di lavoro venga a conoscenza delle scelte espresse dal dipendente per la destinazione dell’otto, del cinque e del due per mille dell’IRPEF. Il Garante ritiene infatti che la dematerializzazione prevista dallo schema non assicuri, da sola, un livello di tutela equivalente alla precedente disciplina basata sulla consegna in busta chiusa. Richiede quindi misure come la cifratura preventiva del documento da parte del lavoratore o la raccolta diretta dei dati da parte dell’Agenzia tramite canali diversi dal datore di lavoro.

Parere sullo schema di provvedimento dell'Agenzia delle entrate sulle modalità di trasmissione dei dati del modello 730-1 relativi alla destinazione dell'otto, cinque e due per mille IRPEF da parte dei sostituti d'imposta

Parere sul modello 730-1 e sulla trasmissione dei dati relativi all’otto, cinque e due per mille IRPEF

Il Garante si pronuncia sullo schema di provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate che disciplina le modalità di trasmissione all’Agenzia dei dati contenuti nel modello 730-1, relativi alle scelte per la destinazione dell’otto, del cinque e del due per mille dell’IRPEF, da parte dei sostituti d’imposta che prestano assistenza fiscale. Il parere è reso ai sensi dell’art. 36, par. 4, GDPR, in combinato disposto con l’art. 58, par. 3, lett. b), GDPR, nell’ambito della procedura prevista dall’art. 37, comma 2-bis, del d.lgs. 241/1997, come modificato dal d.l. 73/2022.

Oggetto dello schema e contenuto essenziale

Lo schema prevede che i sostituti d’imposta acquisiscano le schede esclusivamente come documento informatico, sottoscritto elettronicamente dai dipendenti; che le schede siano gestite con strumenti idonei alla protezione dei dati; che i dati siano trasmessi telematicamente all’Agenzia delle entrate; che le schede siano conservate fino al 31 dicembre del secondo anno successivo a quello di presentazione; e che sia assicurata la riservatezza delle scelte espresse, con divieto di uso per finalità diverse da quelle del servizio di trasmissione telematica.

Quadro normativo di riferimento

Il Garante richiama innanzitutto il GDPR, con particolare attenzione all’art. 9, par. 2, lett. b) e g), che richiede misure appropriate e specifiche per il trattamento delle categorie particolari di dati, e all’art. 32 sul livello di sicurezza adeguato al rischio. Sul piano nazionale, vengono in rilievo il Codice privacy e, soprattutto, le norme di settore che presidiano il rapporto di lavoro: l’art. 8 della legge 300/1970, l’art. 10 del d.lgs. 276/2003 e l’art. 113 del Codice privacy, oltre all’art. 171 del Codice per il profilo sanzionatorio. Il Garante richiama inoltre l’art. 44 del d.lgs. 82/2005 per la conservazione dei documenti informatici.

Valutazioni del Garante sulla delicatezza del trattamento

Il parere evidenzia che le scelte relative all’otto, cinque e due per mille possono rivelare, anche indirettamente, dati particolari ex art. 9 GDPR. Il trattamento avviene nel contesto lavorativo, dove il datore di lavoro non deve venire a conoscenza di opinioni politiche, religiose o sindacali del lavoratore, né di altri fatti non rilevanti ai fini della valutazione dell’attitudine professionale. Per questo il Garante richiama la costante attenzione riservata al tema delle modalità di presentazione delle dichiarazioni dei redditi e delle relative scelte di destinazione, trattandosi di dati idonei a comportare rischi elevati per i diritti e le libertà degli interessati.

Confronto con la disciplina precedente

Il Garante osserva che la disciplina previgente prevedeva la consegna delle schede in busta chiusa a un CAF, a un intermediario o a un ufficio postale, con successiva trasmissione telematica all’Agenzia delle entrate. Tale soluzione era ritenuta conforme alle esigenze di riservatezza, in quanto impediva al datore di lavoro di conoscere il contenuto delle scelte espresse dal dipendente e garantiva un livello di tutela adeguato nel contesto lavorativo.

Criticità dello schema di dematerializzazione

Secondo il Garante, le misure previste dallo schema non sono sufficienti a offrire un analogo livello di protezione. La firma elettronica del documento informatico garantisce infatti l’integrità del file, ma non la segretezza del contenuto. Anche la previsione di misure tecniche e organizzative generiche, unitamente al divieto di accesso, comunicazione, diffusione e utilizzo per finalità diverse, non basta a impedire che il datore di lavoro possa conoscere i dati relativi alle scelte del dipendente. Il Garante ritiene quindi che lo schema, così formulato, non assicuri misure appropriate e specifiche tali da conformare il trattamento al GDPR e alla disciplina di settore.

Condizioni per il parere favorevole

Il Garante esprime parere favorevole solo subordinandolo all’introduzione di misure idonee a garantire che il datore di lavoro non possa venire a conoscenza delle scelte del lavoratore. Indica, a titolo esemplificativo, due possibili soluzioni:

  • la cifratura del documento informatico contenente le scelte, operata direttamente dal lavoratore prima della consegna al sostituto d’imposta, mediante strumenti e chiavi crittografiche messi a disposizione dall’Agenzia delle entrate, in modo da renderlo inintelligibile a chi non disponga della chiave di decifratura;
  • la raccolta delle scelte direttamente presso il lavoratore da parte dell’Agenzia, oppure tramite un canale diverso dal sostituto d’imposta, come servizi telematici o CAF.

Esito del parere

Il parere è dunque favorevole con condizioni. Il Garante non contesta in sé la digitalizzazione del flusso, ma richiede che essa sia accompagnata da garanzie rafforzate e specifiche, tali da preservare la segretezza delle scelte fiscali del dipendente e prevenire ogni possibile conoscenza indebita da parte del datore di lavoro.

Punti principali

Quadro normativo e oggetto del parere

Il parere è reso ai sensi degli artt. 36, par. 4, e 58, par. 3, lett. b), GDPR, in relazione allo schema di provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate sulle modalità di trasmissione dei dati contenuti nella scheda modello 730-1 relativa alle scelte per l’otto, cinque e due per mille dell’IRPEF. Il riferimento normativo interno è l’art. 37, comma 2-bis, del d.lgs. 241/1997, come modificato dal d.l. 73/2022, che prevede l’invio telematico all’Agenzia "sentito il Garante".

Trattamento di dati particolari nel contesto lavorativo

Le scelte per la destinazione dell’otto, cinque e due per mille possono rivelare dati di cui all’art. 9 GDPR. Il Garante sottolinea che il trattamento avviene in un contesto lavorativo e professionale particolarmente delicato, dove operano anche le specifiche tutele di settore: art. 8 della legge 300/1970, art. 10 del d.lgs. 276/2003 e art. 113 del Codice privacy, con divieto per il datore di lavoro di acquisire o trattare opinioni politiche, religiose o sindacali e altri fatti non rilevanti per l’attitudine professionale.

Confronto con la disciplina precedente

Il Garante richiama la disciplina previgente, che prevedeva la consegna delle schede in busta chiusa a CAF, intermediari o uffici postali per la successiva trasmissione all’Agenzia. Tale assetto era ritenuto idoneo a preservare la riservatezza e la libertà delle scelte del lavoratore, proprio perché impediva al datore di lavoro di conoscere il contenuto delle schede.

Rilievi critici sullo schema di dematerializzazione

Lo schema esaminato prevede l’acquisizione del documento informatico sottoscritto elettronicamente dal dipendente, la trasmissione telematica dei dati all’Agenzia e la conservazione fino al 31 dicembre del secondo anno successivo. Il Garante ritiene però che tali misure non garantiscano in modo sufficiente la riservatezza delle scelte, perché la firma elettronica assicura l’integrità del documento ma non la sua segretezza; inoltre, le misure di sicurezza generiche e il divieto di utilizzo per fini diversi non bastano a evitare la conoscenza del contenuto da parte del datore di lavoro.

Condizioni richieste per il parere favorevole

Il parere è favorevole solo a condizione che lo schema sia integrato con misure specifiche per impedire che il datore di lavoro acceda alle scelte del dipendente. Il Garante indica, a titolo esemplificativo: la cifratura preventiva del documento informatico da parte del lavoratore, mediante strumenti e chiavi crittografiche fornite dall’Agenzia; oppure la raccolta diretta delle scelte da parte dell’Agenzia presso il lavoratore, o tramite canali diversi dal sostituto d’imposta, come servizi telematici o CAF.

Come è indicizzato

Materiefiscalità e tributibasi giuridiche del trattamentodati particolaripubblica amministrazionesicurezza dei dati

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