Cassazione Civile, Ordinanza n. 05417/2026 del 11/03/2026
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente (contribuente)
La controversia
La controversia nasce dalla cessione onerosa, avvenuta nel 2007, di due particelle di terreno di proprietà del contribuente a favore di un soggetto che agiva per conto della società espropriante nell'ambito del progetto di raddoppio e potenziamento di una linea ferroviaria. L'Ufficio, a seguito del controllo della dichiarazione dei redditi, ha emesso avviso di accertamento IRPEF recuperando a tassazione la plusvalenza ritenuta derivante dalla cessione e irrogando una sanzione. Il contribuente ha impugnato l'atto davanti al giudice tributario. In Cassazione ha dedotto, con tre motivi, la nullità della sentenza d'appello per motivazione apparente e la violazione delle norme che disciplinano le varianti urbanistiche e la tassazione delle plusvalenze da espropriazione/cessione volontaria, sostenendo che l'approvazione del progetto dell'opera pubblica avrebbe comportato automaticamente la riclassificazione delle aree in zona F, con conseguente esclusione della tassazione. L'Agenzia ha resistito e, in via incidentale, ha censurato la conferma dell'annullamento della sanzione, lamentando motivazione apparente e l'erroneo riconoscimento dell'obiettiva incertezza normativa.
La decisione
La Corte ha respinto il ricorso principale del contribuente, ritenendo infondata la doglianza sulla motivazione e corretta la tassazione della plusvalenza, poiché al momento rilevante i terreni ricadevano ancora nelle zone omogenee B e D e non era automatica la riclassificazione in zona F per effetto della sola approvazione del progetto dell'opera pubblica. Ha invece accolto il primo motivo del ricorso incidentale dell'Agenzia delle Entrate, ravvisando motivazione solo apparente nella sentenza di appello nella parte in cui aveva confermato l'esonero da sanzioni, senza un effettivo esame delle censure sull'assenza di obiettive condizioni di incertezza. Il secondo motivo incidentale è rimasto assorbito. Ne è seguita la cassazione parziale con rinvio alla Corte di giustizia tributaria di secondo grado della Puglia, in diversa composizione, per un nuovo esame delle questioni accolte e assorbite e per le spese.
Norme richiamate
art. 360, primo comma, n. 4, c.p.c.
consente di censurare in cassazione la nullità della sentenza per motivazione apparente o mancante nei limiti del minimo costituzionale
art. 360, primo comma, n. 3, c.p.c.
è stato il veicolo delle censure per violazione o falsa applicazione di norme sostanziali e tributarie
art. 111, comma 6, Cost.
fissa il parametro del minimo costituzionale della motivazione
d.l. n. 83 del 2012, conv. dalla L. n. 134 del 2012
ha modificato l'art. 360, primo comma, n. 5, c.p.c. restringendo il controllo sulla motivazione
artt. 6 e seguenti della L. n. 167 del 1962
disciplinano la procedura di approvazione delle varianti urbanistiche richiamata nella decisione
art. 1, commi 1, 4 e 5, L. n. 1 del 1978
viene interpretato nel senso che l'approvazione del progetto di opera pubblica vale come dichiarazione di pubblica utilità e può integrare variante urbanistica, ma non comporta automaticamente la riclassificazione in zona F
art. 7, commi 1 e 3, L. n. 385 del 1990
richiamato dal ricorrente come norma coordinata sul procedimento di approvazione delle opere pubbliche
art. 11, comma 5, L. n. 413 del 1991
viene richiamato per affermare la tassabilità delle plusvalenze da cessione volontaria nel corso di procedimenti espropriativi relativi a terreni siti in determinate zone omogenee
art. 35, commi 1 e 2, d.P.R. n. 327 del 2001
riprende la disciplina fiscale delle plusvalenze da indennità di esproprio e cessioni volontarie nel procedimento espropriativo
art. 8 della L. n. 167 del 1962
invocato per sostenere che alcune varianti possano essere approvate con sola deliberazione comunale; la Corte esclude che ciò determini di per sé la riclassificazione automatica delle aree in zona F
art. 2 del D.M. 2 aprile 1968, n. 1444
definisce le zone omogenee, rilevanti ai fini dell'imposizione delle plusvalenze
art. 36, comma 2, n. 4, d.lgs. n. 546 del 1992
impone una motivazione della sentenza tributaria non meramente apodittica o apparente
art. 8 del d.lgs. n. 546 del 1992
richiamato nel secondo motivo incidentale, rimasto assorbito
art. 10 della L. n. 212 del 2000
richiamato per la causa di non punibilità legata all'obiettiva incertezza normativa
art. 6, comma 2, d.lgs. n. 472 del 1997
prevede la non punibilità in presenza di obiettive condizioni di incertezza sulla portata e sull'ambito di applicazione della norma tributaria
art. 384, ultimo comma, c.p.c.
consente la correzione o integrazione della motivazione quando il dispositivo è conforme a diritto
art. 155, quarto comma, c.p.c.
regola la proroga del termine quando la scadenza cade in giorno festivo
art. 369, primo comma, c.p.c.
richiamato per il termine di deposito del ricorso principale e, per relationem, per la tempestività dell'incidentale
art. 370, primo comma, c.p.c.
richiamato per il termine di proposizione del controricorso e del ricorso incidentale
art. 371, primo comma, c.p.c.
richiamato per la disciplina del ricorso incidentale
art. 13, comma 1-quater, d.P.R. n. 115 del 2002
giustifica l'attestazione dei presupposti per il contributo unificato aggiuntivo in caso di rigetto dell'impugnazione principale
d.l. n. 50 del 2017, art. 11, comma 9
ha sospeso per sei mesi i termini di impugnazione, anche incidentale, delle controversie tributarie definibili agevolmente
L. n. 96 del 2017
legge di conversione del d.l. n. 50 del 2017
Massime di principio
- In materia fiscale sulle plusvalenze da cessione volontaria nell'ambito di procedimenti espropriativi, il presupposto impositivo va verificato con riguardo alla zona omogenea in cui il terreno ricadeva all'inizio della procedura espropriativa, non alla successiva evoluzione della vicenda amministrativa.
- L'approvazione del progetto di opera pubblica può valere come dichiarazione di pubblica utilità e come variante urbanistica, ma non comporta automaticamente e immediatamente la riclassificazione dell'area in zona F se il testo normativo non lo prevede in modo inequivoco.
- La tassazione delle plusvalenze da indennità di esproprio o da corrispettivi di cessioni volontarie riguarda i terreni destinati a opere pubbliche siti nelle zone omogenee tipizzate dalla legge, senza che siano rilevanti distinzioni ulteriori non previste dalla disciplina.
- In cassazione la motivazione è apparente solo quando la sentenza non consente di ricostruire l'iter logico-giuridico seguito dal giudice; non basta che la motivazione sia sintetica o essenziale se rimane comprensibile.
- La sentenza d'appello motivata in modo meramente adesivo rispetto al primo grado, senza confronto con le specifiche censure di gravame, è nulla per motivazione apparente.
- Quando il dispositivo è conforme a diritto, la Corte può correggere o integrare la motivazione ai sensi dell'art. 384 c.p.c. senza travolgere la decisione sul punto sostanzialmente corretta.
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