Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 02719/2026 del 23/01/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza che ha respinto il riesame avverso la misura cautelare della custodia in carcere applicata dal GIP per ipotesi di cessione di sostanze stupefacenti. Il ricorso deduceva: 1) omessa e insufficiente motivazione circa l'adeguatezza della misura cautelare (contestando la mancata valutazione dell'alternativa della detenzione domiciliare con braccialetto elettronico e l'attualità del pericolo di reiterazione); 2) travisamento dei fatti con riferimento al numero dei consumatori (si contestava che fossero solo quattro e non una "consistente platea" come ritenuto dal Tribunale); 3) vizio nella valutazione del pericolo di reiterazione e della gravità della misura, anche tenendo conto del decorso temporale fra i provvedimenti.

La decisione

La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile come generico e manifestamente infondato. Ha ritenuto che il Tribunale, in sede di rinvio, potesse incorporare e richiamare la motivazione del primo provvedimento non annullata dalla Corte di Cassazione e che non sussista vizio di omessa motivazione. Quanto al merito delle esigenze cautelari, la Corte ha giudicato congrua la valutazione del Tribunale: l'attività di cessione era reiterata nel tempo a favore di una pluralità di consumatori e la misura domiciliare non sarebbe idonea a impedire la prosecuzione dell'attività di spaccio (anche in ambito domiciliare). Conseguentemente il ricorso è stato dichiarato inammissibile e il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 624 cod. proc. pen.

    Richiamato per il principio secondo cui, in caso di annullamento parziale da parte della Corte di Cassazione, il giudice del rinvio è tenuto a conformarsi al provvedimento della Corte solo nei limiti del motivo annullato; può quindi reiterare motivazioni non investite dall'annullamento.

  • Giurisprudenza: Sez. 6, n. 11949 del 31/01/2017 (Aquilone, Rv. 269383 - 01)

    La pronuncia è richiamata per affermare che il giudice del rinvio può essere impugnato per inosservanza del mandato di annullamento e che sono appellabili anche i punti in rapporto essenziale con quelli annullati o non decisi dalla Corte di cassazione se ritenuti assorbiti; in concreto qui ha supportato l'idea che il Tribunale non fosse obbligato a riformulare ex novo tutte le motivazioni già non censurate.

Massime di principio

  • Se la Corte di Cassazione annulla un provvedimento solo per specifici vizi (annullamento parziale), il giudice del rinvio è tenuto a conformarsi al mandato e non è obbligato a rielaborare o modificare motivazioni già non annullate dalla Cassazione; l'incorporazione per richiamo di una precedente motivazione è ammissibile se quella motivazione non è stata censurata.
  • Per contestare efficacemente una misura cautelare occorre dedurre vizi specifici di legge o di motivazione attuale e puntuale; censure generiche o ricostruzioni alternative dei fatti senza contestazioni circostanziate raramente risultano efficaci in sede di legittimità.
  • La valutazione del pericolo di reiterazione tiene conto della natura, della durata e della ripetitività dell'attività illecita: un'attività di spaccio ripetuta nel tempo e rivolta ad una pluralità di acquirenti può giustificare la custodia in carcere laddove la detenzione domiciliare non appaia idonea a interrompere l'attività.
  • La mera contestazione numerica (es. quattro versus nove consumatori) va dimostrata con riferimenti probatori concreti; la presenza di più acquirenti, la reiterazione temporale e la collaborazione con altri soggetti rafforzano la valutazione di pericolosità sociale.
  • In sede di ricorso in Cassazione è utile distinguere chiaramente i motivi effettivamente annullati dalla Corte da quelli che restano assorbiti: proporre nuovamente censure assorbite può essere possibile, ma occorre argomentare il vizio di diritto o di motivazione in modo non generico.

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.