Salta al contenuto
Regolamento

Regolamento (UE) 2016/1702

Regolamento di esecuzione (UE) 2016/1702 della Commissione, del 18 agosto 2016, che modifica il regolamento di esecuzione (UE) n. 680/2014 per quanto riguarda i modelli e le istruzioni (Testo rilevante ai fini del SEE)

Normativa europea32016R1702

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

Il regolamento aggiorna in modo puntuale il quadro di segnalazione prudenziale COREP/FINREP previsto dal regolamento di esecuzione (UE) n. 680/2014. Le modifiche riguardano soprattutto la sostituzione di modelli e istruzioni per i fondi propri, i requisiti patrimoniali, il rischio di credito, di mercato, operativo e il rischio di rettifica di valore su crediti, oltre all’adeguamento dei modelli FINREP IFRS e GAAP. La finalità è assicurare coerenza con l’evoluzione del CRR, chiarire le istruzioni di compilazione e correggere refusi e incongruenze.

Modifica delle norme tecniche di attuazione sulle segnalazioni prudenziali e finanziarie degli enti, con aggiornamento dei modelli COREP e FINREP.

Ambito di applicazione

Si applica agli enti creditizi e, per le parti pertinenti, alle imprese di investimento soggette agli obblighi di segnalazione previsti dal regolamento (UE) n. 575/2013 (CRR), nonché agli enti che redigono le segnalazioni finanziarie FINREP su base IFRS o su base GAAP nazionali. Il regolamento riguarda i modelli di segnalazione prudenziale consolidata e/o individuale previsti dal regolamento di esecuzione (UE) n. 680/2014, come modificato, con efficacia in tutti gli Stati membri e rilevanza SEE. Non introduce un nuovo regime materiale autonomo, ma sostituisce modelli, tabelle e istruzioni già esistenti; non contiene esclusioni generali ulteriori rispetto a quelle già previste nei singoli modelli e nelle istruzioni applicative.

Modifica del regolamento di esecuzione (UE) n. 680/2014 su modelli COREP e FINREP

Il regolamento aggiorna le norme tecniche di attuazione che disciplinano la segnalazione prudenziale e finanziaria degli enti soggetti al CRR. L’intervento risponde all’esigenza di allineare i modelli alle modifiche del quadro regolamentare UE, chiarire le istruzioni di compilazione, correggere refusi e incongruenze e sostituire diversi modelli e allegati.

Finalità e contesto normativo

Il provvedimento è adottato dalla Commissione sulla base del regolamento (UE) n. 575/2013 e dei progetti di norme tecniche di attuazione elaborati dall’ABE. Nei considerando si evidenzia che il regolamento di esecuzione n. 680/2014 deve essere aggiornato per riflettere l’evoluzione del CRR, per assicurare applicazione uniforme delle segnalazioni e per consentire agli enti e alle autorità competenti di adeguarsi alle modifiche.

Ambito di applicazione e decorrenza

Il regolamento si applica agli obblighi di segnalazione prudenziale degli enti ai fini del CRR e, per la parte FINREP, alle informazioni finanziarie da rendere secondo IFRS o GAAP nazionali. È direttamente applicabile in tutti gli Stati membri. Entra in vigore il ventesimo giorno successivo alla pubblicazione e si applica dal 1° dicembre 2016; la prima data di riferimento per le segnalazioni è il 31 dicembre 2016.

Modifiche ai modelli COREP sull’adeguatezza patrimoniale

Il blocco dedicato all’adeguatezza patrimoniale comprende i modelli CA1, CA2, CA3, CA4 e CA5.

Il modello CA1 disciplina la composizione dei fondi propri, distinguendo capitale di classe 1, capitale primario di classe 1, capitale aggiuntivo di classe 1 e capitale di classe 2, con numerose voci relative a strumenti ammissibili, utili non distribuiti, riserve, fondi per rischi bancari generali, interessi di minoranza, filtri prudenziali, deduzioni e soglie rilevanti. Il testo chiarisce il trattamento degli strumenti propri, degli obblighi effettivi o potenziali di acquisto, delle partecipazioni incrociate reciproche e degli investimenti in soggetti del settore finanziario, distinguendo tra investimento significativo e non significativo.

Il modello CA2 riassume gli importi complessivi dell’esposizione al rischio, articolati tra rischio di credito e controparte, rischio di regolamento/consegna, rischio di posizione, cambio e merci, rischio operativo, rischio di aggiustamento della valutazione del credito, grandi esposizioni interne al portafoglio di negoziazione e altri importi. Sono richiamati anche i requisiti prudenziali più rigorosi ai sensi degli articoli 458 e 459 del CRR e gli importi aggiuntivi dovuti all’articolo 3 del CRR.

Il modello CA3 mostra i coefficienti patrimoniali: CET1, Tier 1 e totale, con l’indicazione delle eventuali eccedenze o carenze rispetto alle soglie dell’articolo 92 del CRR (4,5 %, 6 % e 8 %). Sono inoltre previste celle relative agli aggiustamenti del secondo pilastro, da compilare solo se la decisione dell’autorità competente incide sui coefficienti.

Il modello CA4 raccoglie voci per memoria, in particolare sulle attività e passività fiscali differite, sugli scostamenti tra rettifiche di valore e perdite attese nel metodo IRB, sulle soglie di deduzione relative a partecipazioni e attività fiscali differite, sugli investimenti in soggetti del settore finanziario e sulle tempistiche di riconoscimento dei relativi importi. Include anche dati sul requisito minimo di Basilea I e sul suo eventuale deficit.

Il modello CA5 disciplina le disposizioni transitorie e la clausola grandfathering. Il sotto-modello CA5.1 riepiloga gli aggiustamenti transitori su capitale primario di classe 1, capitale aggiuntivo di classe 1, capitale di classe 2 e attività ponderate per il rischio; il sotto-modello CA5.2 dettaglia gli strumenti soggetti alla clausola grandfathering che non costituiscono aiuti di Stato. Le istruzioni chiariscono che il modello va compilato solo per il periodo di vigenza delle disposizioni transitorie e descrivono il trattamento delle deduzioni eccedenti il capitale disponibile.

Solvibilità di gruppo e informazioni sulle filiazioni

I modelli GS (C 06.01 e C 06.02) si applicano quando i requisiti di fondi propri sono calcolati su base consolidata. Essi raccolgono informazioni su tutti i soggetti inclusi nel consolidamento, distinguendo soggetti soggetti a requisiti individuali, contributi ai rischi e ai fondi propri, nonché le riserve di capitale.

La compilazione comprende nome, codice, LEI, paese, percentuale di partecipazione, ambito dei dati e, per i soggetti soggetti a requisiti di solvibilità, l’importo dell’esposizione al rischio e dei fondi propri rilevanti. Le istruzioni precisano che i dati riportati sono contributi di gruppo e non coefficienti individuali, e che il modello mira a rappresentare in modo omogeneo i contributi di rischio e di capitale all’interno del gruppo. È prevista una soglia dell’1 % per la segnalazione dei soggetti, salvo le filiazioni e i sottogruppi che apportano fondi propri al gruppo tramite interessi di minoranza o strumenti ammissibili.

Rischio di credito, controparte, regolamento e cartolarizzazioni

Il regolamento dedica un ampio blocco ai modelli di rischio di credito e di controparte. Il modello CR SA disciplina il metodo standardizzato e include la classificazione delle esposizioni per classi di esposizione, il trattamento delle tecniche di attenuazione del rischio di credito, il rischio di controparte, il rischio di regolamento e le voci per memoria relative a esposizioni garantite da immobili e a posizioni in default. Le istruzioni stabiliscono un ordine di priorità per l’assegnazione delle esposizioni alle classi dell’articolo 112 del CRR e chiariscono il trattamento delle esposizioni infragruppo, delle obbligazioni garantite, degli OIC e dei derivati su crediti nth-to-default.

Il modello CR IRB riguarda il metodo basato sui rating interni. È precisato l’ambito di applicazione: rischio di credito nel portafoglio bancario, rischio di controparte nel portafoglio bancario e di negoziazione, operazioni con regolamento non contestuale; sono invece esclusi strumenti di capitale, cartolarizzazioni, altre attività diverse da crediti e rischio CVA. Le istruzioni distinguono tra F-IRB e A-IRB in funzione dell’uso di stime interne della LGD e/o dei fattori di conversione del credito.

I modelli CR GB 1 e CR GB 2 introducono la ripartizione geografica delle esposizioni per residenza del debitore, rispettivamente per metodo standardizzato e IRB, con dati su esposizione originaria, default, nuovi default, rettifiche di valore, cancellazioni, valore dell’esposizione, RWA e, nel caso IRB, PD, LGD ed expected loss. Le istruzioni chiariscono che il dato geografico segue il debitore diretto o finale a seconda della voce.

Il modello CR EQU IRB riguarda le esposizioni in strumenti di capitale in IRB, includendo metodo della ponderazione semplice, metodo PD/LGD e metodo dei modelli interni. Sono escluse le posizioni di trading, le esposizioni soggette a trattamento standardizzato parziale, quelle dedotte dai fondi propri e alcuni casi specifici previsti dal CRR. Le istruzioni disciplinano anche il trattamento delle tecniche di attenuazione del rischio di credito e il calcolo di PD, LGD, RWA ed expected loss.

Il modello CR SETT disciplina il rischio di regolamento/consegna per operazioni non liquidate dopo la data di regolamento, con requisiti differenziati in base al numero di giorni di ritardo e con distinzione tra operazioni esterne e interne al portafoglio di negoziazione. Non rientrano nel modello le operazioni con regolamento non contestuale, che sono segnalate nei modelli di rischio di credito.

I modelli CR SEC SA e CR SEC IRB regolano le cartolarizzazioni rispettivamente nel metodo standardizzato e IRB. Le istruzioni coprono cartolarizzazioni tradizionali e sintetiche, ruoli di cedente, promotore e investitore, trasferimento significativo del rischio, protezione del credito, mantenimento dell’interesse economico netto, clausole di rimborso anticipato, posizioni dedotte dai fondi propri, fattori di ponderazione del rischio, look-through, formula di vigilanza, IAA, cartolarizzazioni di attività e di passività, nonché ricartolarizzazioni. Il modello SEC Details fornisce informazioni per singola operazione, comprese natura del pool, tipo di cartolarizzazione, trattamento contabile, mantenimento, segmenti senior/mezzanine/prime perdite, scadenze e caratteristiche del sottostante.

Rischio operativo

Il modello OPR disciplina la segnalazione dei requisiti di fondi propri per il rischio operativo secondo BIA, TSA, ASA e AMA. Le istruzioni spiegano come calcolare e segnalare l’indicatore rilevante per gli ultimi tre esercizi, i prestiti e anticipi ai fini ASA, il requisito di fondi propri e il corrispondente importo di esposizione al rischio. Per il metodo AMA sono previste voci per memoria su perdite attese, diversificazione e tecniche di attenuazione del rischio. Il modello non consente l’uso simultaneo di TSA e ASA per le linee di business indicate e prevede la possibilità di adeguamenti in presenza di circostanze eccezionali.

Il modello OPR Details dettaglia le perdite lorde e i recuperi dell’ultimo anno per linee di business e tipologie di evento, con definizioni di perdita lorda, recupero, eventi recuperati rapidamente, data di contabilizzazione e criteri di aggregazione. Sono previste soglie interne e soglie di comparabilità per gli eventi di perdita, nonché regole di imputazione delle perdite a più linee di business.

Rischio di mercato e CVA

Il blocco di modelli di rischio di mercato comprende MKR SA TDI, MKR SA SEC, MKR SA CTP, MKR SA EQU, MKR SA FX, MKR SA COM, MKR IM e CVA.

Per gli strumenti di debito negoziati, il modello MKR SA TDI distingue rischio generico e specifico, metodi per scadenza e durata finanziaria, posizioni in cartolarizzazioni e cartolarizzazioni di trading book, nonché rischio incrementale e requisiti aggiuntivi per opzioni. Per le cartolarizzazioni nel trading book, MKR SA SEC disciplina posizioni lunghe/corte, deduzioni dai fondi propri, ripartizione per fattori di ponderazione del rischio, metodi look-through, formula di vigilanza, IAA e rettifiche per violazioni delle regole di due diligence e per disallineamenti di durata.

Il modello MKR SA CTP riguarda il portafoglio di negoziazione di correlazione, distinguendo posizioni verso cartolarizzazioni, derivati su crediti nth-to-default e altre posizioni correlate, con la medesima logica di ponderazione e deduzione dai fondi propri.

Il modello MKR SA EQU tratta il rischio di posizione su strumenti di capitale nel trading book, con distinzione tra rischio generico e rischio specifico, mercati nazionali e contratti future su indici azionari ampiamente diversificati.

Il modello MKR SA FX disciplina il rischio di cambio, includendo tutte le valute, l’oro e gli OIC trattati come valute diverse; il calcolo è articolato tra posizioni lorde, nette e soggette a copertura patrimoniale, oltre alle voci per memoria per singole valute.

Il modello MKR SA COM riguarda il rischio su merci, con suddivisione per categorie merceologiche, metodi basati sulle fasce di scadenza, fasce di scadenza ampliate e metodo semplificato, oltre ai requisiti aggiuntivi per opzioni.

Il modello MKR IM raccoglie i dati dei modelli interni di mercato, compresi VaR, SVaR, rischio incrementale di default e migrazione e copertura patrimoniale per tutti i rischi di prezzo del CTP. Il modello CVA disciplina invece il rischio di rettifica di valore su crediti, con esposizione totale, derivati OTC, SFT, parametri VaR e SVaR, requisiti di fondi propri e voci di memoria su controparti, proxy, CVA sostenuto e CDS di copertura.

Modifiche FINREP per IFRS e GAAP nazionali

Gli allegati III e IV aggiornano i modelli FINREP rispettivamente per gli enti che applicano gli IFRS e per quelli che applicano i GAAP nazionali. La struttura comprende frequenza trimestrale, semestrale e annuale, con modelli su stato patrimoniale, conto economico, conto economico complessivo, disaggregazioni per strumento e controparte, esposizioni deteriorate e oggetto di tolleranza, derivati, fair value, garanzie, cartolarizzazioni, parti correlate, struttura del gruppo e altre informazioni di dettaglio.

Le istruzioni generali definiscono i riferimenti normativi, il consolidamento prudenziale, i portafogli contabili, le convenzioni di numerazione e di segno, nonché le regole per la segnalazione di attività, passività, strumenti finanziari, ricavi e costi. Per gli IFRS, il regolamento chiarisce la classificazione per portafogli contabili, la disaggregazione per settore della controparte, il trattamento del fair value, delle coperture, delle svalutazioni e dei contratti ibridi.

Per i GAAP nazionali, il regolamento introduce analoghe istruzioni, adattate alla BAD e ai principi nazionali compatibili, incluse le disaggregazioni specifiche per strumenti di capitale, titoli di debito, prestiti, passività finanziarie, derivati, accantonamenti, patrimonio netto e operazioni di cartolarizzazione.

Aspetti di rilievo operativo per i professionisti

Per gli intermediari vigilati, il regolamento ha impatto soprattutto operativo-documentale: occorre aggiornare i sistemi di reporting, le tassonomie, le mappature dei dati e le procedure di controllo interno per assicurare la corretta compilazione dei modelli modificati. Per avvocati e commercialisti, sono rilevanti in particolare le istruzioni su classificazione delle esposizioni, cartolarizzazioni, deduzioni dai fondi propri, trattamento delle partecipazioni nel settore finanziario, esposizioni deteriorate e misure di tolleranza, nonché le riconciliazioni tra perimetro contabile e perimetro prudenziale.

Nel complesso, il regolamento non modifica i requisiti prudenziali di sostanza, ma rende più dettagliata e coerente la loro rappresentazione nelle segnalazioni regolamentari, con effetti diretti su governance, compliance, reporting prudenziale e predisposizione dell’informativa finanziaria.

Disposizioni principali

Aggiornamento dei modelli COREP

L’articolo 1 sostituisce l’indice e numerosi modelli dell’allegato I del regolamento (UE) n. 680/2014, nonché gli allegati II, IV, V, VII e IX, con nuove versioni o istruzioni aggiornate. In particolare, sono sostituiti i modelli relativi a fondi propri, requisiti di fondi propri, solvibilità di gruppo, rischio di credito, rischio di mercato e rischio operativo.

Entrata in vigore e applicazione

Il regolamento entra in vigore il ventesimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea. Si applica dal 1° dicembre 2016 e la prima data di riferimento per le segnalazioni è il 31 dicembre 2016.

Modifiche ai modelli di adeguatezza patrimoniale

Gli allegati COREP aggiornano i modelli CA1, CA2, CA3, CA4 e CA5. Vengono chiarite le voci su fondi propri, capitale di classe 1, capitale aggiuntivo di classe 1, capitale di classe 2, deduzioni, filtri prudenziali, disposizioni transitorie e clausole grandfathering, nonché le riserve di capitale e gli aggiustamenti connessi al secondo pilastro.

Solvibilità di gruppo e contributi delle filiazioni

I modelli GS (C 06.01 e C 06.02) disciplinano la segnalazione della solvibilità su base consolidata, con informazioni per singolo soggetto incluso nel consolidamento, incluse le filiazioni, i contributi ai rischi e ai fondi propri, e le riserve di capitale. È prevista una soglia dell’1 % per la segnalazione dei contributi individuali, con specifiche eccezioni per le filiazioni che apportano fondi propri al gruppo.

Rischio di credito, controparte, regolamento e cartolarizzazioni

I modelli CR SA, CR IRB, CR GB, CR EQU IRB, CR SETT, CR SEC SA, CR SEC IRB e CR SEC Details sono riorganizzati e corredati da istruzioni dettagliate su classificazione delle esposizioni, tecniche di attenuazione del rischio, ripartizioni geografiche, esposizioni in default, PMI, cartolarizzazioni e ricartolarizzazioni. Sono fissate regole di priorità nella classificazione delle esposizioni e chiarite le modalità di segnalazione di garanzie, derivati su crediti, E* e massimali.

Rischio operativo

I modelli OPR e OPR Details disciplinano la segnalazione del requisito patrimoniale per rischio operativo secondo BIA, TSA, ASA e AMA, con specifiche su indicatore rilevante, perdite lorde, recuperi, linee di business e tipologie di evento. Sono previste istruzioni per il trattamento di dati provvisori, eventi con perdite recuperate rapidamente e ripartizione per soglie di perdita.

Rischio di mercato e CVA

Sono aggiornati i modelli MKR SA TDI, MKR SA SEC, MKR SA CTP, MKR SA EQU, MKR SA FX, MKR SA COM, MKR IM e CVA. Le istruzioni chiariscono la distinzione tra rischio generico e specifico, la classificazione dei derivati per tipo di rischio, le regole per il calcolo dei requisiti su posizioni in titoli di debito, strumenti di capitale, cambi, merci, portafoglio di negoziazione di correlazione e rischio di rettifica di valore su crediti.

Modelli FINREP IFRS e GAAP nazionali

Gli allegati III e IV aggiornano i modelli FINREP, con una struttura articolata in stato patrimoniale, conto economico, conto economico complessivo, disaggregazioni per strumento, controparte, area geografica, rischio di credito, fair value, cartolarizzazioni, parti correlate, struttura del gruppo e altre informazioni finanziarie. Le istruzioni definiscono criteri di classificazione, portafogli contabili, convenzioni di segno e regole di consolidamento prudenziale.

Come è indicizzato

Materievigilanza bancariaadeguatezza patrimonialesegnalazioni prudenzialicartolarizzazioniinformativa finanziaria

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale del documento, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Normativa europea, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.