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Ordinanza

Ordinanza n. 15183/2026 - Roma, Sezione 2T

per la nomina del commissario ad acta di cui alla sentenza 34742\2010.

Giustizia amministrativa201004055

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. II terOrdinanzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: istanza di nomina del commissario ad acta per l'esecuzione della sentenza n. 34742/2010, con contestuale liquidazione del compenso per l'attività commissariale

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (beneficiaria del giudicato)

Prevale il privato

La controversia

La controversia trae origine dalla nomina di un commissario ad acta per dare esecuzione alla sentenza n. 34742/2010, relativa alla rinnovazione di una procedura per l'assegnazione di quote di partecipazione alla società di gestione della farmacia comunale. Il commissario, dipendente pubblico, ha documentato l'attività svolta con depositi del 6 e dell'8 luglio 2026 e ha chiesto la liquidazione del compenso. Il testo non espone ulteriori motivi di ricorso o contestazioni delle parti.

La decisione

Il TAR ha ritenuto sussistenti i presupposti fattuali per liquidare il compenso. Poiché l'incarico era stato affidato a un dipendente pubblico, ha applicato analogicamente i parametri del d.m. 140/2012, assimilando l'attività a una prestazione stragiudiziale di avvocato in ambito amministrativo ai sensi dell'art. 18 del d.m. 55/2014. Ha collocato il valore dell'affare nella fascia da euro 52.000,01 a euro 260.000,00, assumendo come riferimento la base d'asta originaria di 220 milioni di lire, e ha liquidato euro 4.500,00 oltre alle spese documentate, a carico del Comune di Fiumicino. Ha dato atto che il commissario aveva operato anche quale ausiliario del Consiglio di Stato nel giudizio di reclamo in appello n. 6705/2024, conclusosi con la sentenza n. 11285/2026. Nessuna statuizione sulle spese di soccombenza della fase.

Norme richiamate

  • art. 1, comma 1, d.m. 140/2012

    assume un valore residuale e di chiusura, essendo applicabile in via analogica a casi non espressamente contemplati (art. 1, co. 1, secondo periodo), ed è da preferirsi una interpretazione che non frammenti la (fin troppo intricata) disciplina normativa in materia ma, al contrario, la riconduca ad unità

    I parametri del d.m. 140/2012 possono essere applicati analogicamente a incarichi commissariali affidati a dipendenti pubblici, quando la disciplina non contempla espressamente la fattispecie.

  • art. 18 d.m. 55/2014

    che tale attività, per analogia (art. 1 comma 1 DM n. 140\2012), può essere assimilata a quella di una prestazione stragiudiziale svolta da avvocati in ambito amministrativo, disciplinata dall’art. 18 del DM n. 55\2014;

    Per quantificare il compenso relativo all'attività commissariale volta a rinnovare una procedura amministrativa, è possibile assimilarla a una prestazione stragiudiziale in ambito amministrativo e applicare i relativi parametri.

Massime di principio

  • Quando manca una disciplina specifica per la liquidazione del compenso dovuto a un commissario ad acta che sia dipendente pubblico, i parametri previsti per le prestazioni dei liberi professionisti dal d.m. 140/2012 possono essere applicati analogicamente.
  • Per liquidare il compenso di un commissario ad acta incaricato di rinnovare una procedura amministrativa, l'attività può essere assimilata, ai fini dei parametri, a una prestazione stragiudiziale svolta da un avvocato in ambito amministrativo; il valore dell'affare può essere determinato facendo riferimento alla base d'asta della procedura originaria.
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