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Legge

L.R. Marche 30/2009

Nuove norme in materia di attività estrattive e modifiche ed integrazioni alla legge regionale 1° dicembre 1997, n. 71 "Norme per la disciplina delle attività estrattive"

Normativa regionaleL.R. Marche 30/2009

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La legge regionale Marche 7 dicembre 2009, n. 30 modifica la disciplina delle attività estrattive della l.r. 71/1997 e introduce agevolazioni per il recupero ambientale di cave di materiali difficili da reperire, cave dismesse e piccoli progetti per materiali ornamentali o edili. Prevede esenzioni da alcuni vincoli paesistici/estrattivi entro limiti e condizioni specifiche, applicabili nel territorio regionale.

Norme sulle attività estrattive e recupero ambientale di cave

Nuove norme in materia di attività estrattive e recupero ambientale

La legge regionale delle Marche n. 30 del 2009 interviene sulla disciplina delle attività estrattive, modificando la l.r. 71/1997 e introducendo regole speciali per favorire il recupero ambientale di cave esistenti o dismesse e, in casi limitati, per interventi estrattivi di materiali ornamentali o edili. La portata è circoscritta al territorio regionale e, per alcune previsioni, opera solo entro specifici limiti quantitativi e procedurali.

Modifiche alla disciplina previgente sulle attività estrattive

La legge apporta numerose modifiche alla l.r. 71/1997, tra cui:

  • l’introduzione di nuovi commi relativi alla programmazione e disciplina delle attività estrattive;
  • l’inserimento di un nuovo articolo dedicato a specifici profili della materia;
  • la revisione di disposizioni concernenti l’articolazione delle competenze e delle procedure autorizzative;
  • l’aggiornamento di alcune regole sui divieti e sulle modalità di svolgimento dell’attività estrattiva. Nel testo fornito non sono riportati integralmente i contenuti delle modifiche, ma solo il loro oggetto normativo.

Recupero ambientale di cave di materiali di difficile reperibilità e di cave dismesse

La disciplina speciale si applica alle Province che, concluso il procedimento previsto dai rispettivi PPAE, non abbiano assegnato tutti i quantitativi massimi estraibili stabiliti dal PRAE vigente al momento dell’entrata in vigore della legge. In tali casi, e solo per i quantitativi non assegnati, le Province possono:

  • pubblicare avvisi per consentire ai soggetti interessati di presentare varianti a progetti già autorizzati o nuovi progetti;
  • ammettere interventi di prosecuzione o ampliamento finalizzati al definitivo recupero ambientale di cave attive alla data di approvazione del PRAE;
  • prevedere poli estrattivi in siti compromessi da precedenti rilevanti attività estrattive. La deroga riguarda esclusivamente i materiali di difficile reperibilità individuati dal PRAE.

Esenzioni da vincoli e divieti per i progetti ammessi

Ai progetti presentati nell’ambito della disciplina speciale non si applicano alcune prescrizioni ordinarie, con limiti espressi:

  • non si applicano le prescrizioni di base del PPAR, salvo quelle relative agli ambiti di tutela dei corsi d’acqua di prima e seconda classe;
  • non si applicano i divieti dell’art. 6, comma 3, della l.r. 71/1997, salvo quelli espressamente richiamati dalla legge, e in particolare restano fermi quelli relativi:
    • alla lettera a);
    • all’escavazione in falda di cui alla lettera c);
    • ai parchi e alle riserve naturali regionali di cui alla lettera f), nei limiti e secondo le prescrizioni imposte in sede di conferenza dei servizi.

Aree esterne e opere di servizio ai bacini estrattivi

La legge estende l’esenzione dai vincoli di tutela del PPAR anche:

  • alle aree esterne ai perimetri dei bacini estrattivi delimitati dal PPAE;
  • alle aree interne ai bacini destinate, nei progetti di cave e torbiere e nelle loro varianti, a opere accessorie e funzionali quali strade di accesso, piazzali di manovra, trasporto di acqua ed energia, trasporto dei materiali, piste di arroccamento e opere per la sicurezza. Tali aree sono esentate dagli stessi vincoli cui sono sottratte le cave e le torbiere servite da tali opere.

Cave di materiali ornamentali o edili: disciplina speciale per piccoli volumi

Per i progetti che comportano l’estrazione di materiali di prevalente uso ornamentale o edile, la legge prevede un regime agevolato solo se il progetto resta entro i seguenti limiti:

  • massimo 25.000 metri cubi complessivi di materiale utile;
  • estrazione annua massima di 5.000 metri cubi. In tale perimetro si applicano le stesse esenzioni previste per i progetti di cui alla disciplina sul recupero ambientale, ossia quelle indicate al comma 3 dell’art. 2.

Regime applicativo e coordinamento con norme successive

La norma contiene un rinvio applicativo successivo, secondo cui per l’applicazione dell’articolo sul recupero ambientale occorre tenere conto dell’art. 24 della l.r. 33/2014. Inoltre, per i progetti di ampliamento richiamati dall’art. 4, comma 1, della l.r. 43/2019, si applicano le esenzioni previste dal comma 3 dell’art. 2 di questa legge.

Ambito territoriale e utilità pratica

La disciplina è rilevante solo per la Regione Marche e per i procedimenti connessi alla pianificazione e autorizzazione delle attività estrattive in tale ambito. È particolarmente significativa per interventi di recupero ambientale, per cave di materiali di difficile reperibilità e per piccoli interventi di estrazione ornamentale o edile che rientrino nei limiti quantitativi indicati.

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