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Legge

L.R. Puglia 16/2005

Deroghe alle volumetrie edilizie previste dagli indici di zona degli strumenti urbanistici generali in favore dei portatori di handicap grave(•)

Normativa regionaleL.R. Puglia 16/2005Non più vigente

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La legge regionale Puglia consentiva, per edifici esistenti al 31 dicembre 2006, ampliamenti volumetrici in deroga agli indici urbanistici fino a 120 mc e 45 mq per realizzare spazi e servizi indispensabili alle esigenze di vita di residenti con handicap grave. Prevedeva DIA, documentazione medica e tecnica, vincolo quinquennale e priorità istruttoria. È stata poi abrogata nel 2012.

Deroghe volumetriche per ampliamenti edilizi a favore di persone con handicap grave

Deroghe volumetriche per favorire l’adeguamento abitativo dei portatori di handicap grave

La legge regionale della Puglia disciplinava una misura edilizia speciale finalizzata a consentire, entro limiti predeterminati, l’ampliamento di edifici esistenti per renderli più idonei alle esigenze abitative di persone con handicap grave residenti nell’immobile. La disciplina è oggi solo di interesse storico, perché la legge è stata abrogata.

Finalità e ambito di applicazione

La norma perseguiva l’obiettivo di dotare gli edifici di spazi e strutture adeguati alle esigenze di vita delle persone con handicap grave ivi residenti. La deroga operava per gli edifici esistenti al 31 dicembre 2006 e consentiva interventi di ampliamento anche in contrasto con gli indici di zona previsti dagli strumenti urbanistici vigenti.

Limiti dell’ampliamento consentito

L’ampliamento era ammesso entro limiti massimi tassativi:

  • volumetria aggiuntiva massima di 120 mc;
  • superficie massima di 45 mq.

L’intervento doveva essere finalizzato alla creazione di servizi indispensabili alle esigenze di vita del portatore di handicap, tra cui bagno, doccia a pavimento, spogliatoio e spazio per apparecchiature per la riabilitazione fisioterapica e infermieristica.

Vincoli e limiti urbanistico-edilizi residuali

Restavano comunque fermi i vincoli e le discipline di tutela non derogabili. In particolare, gli ampliamenti dovevano rispettare:

  • le disposizioni a tutela dei beni ambientali e culturali;
  • la normativa sulle distanze dalle strade;
  • la normativa sulle distanze dai confini e tra pareti finestrate e pareti di edifici antistanti;
  • gli eventuali vincoli igienico-sanitari che vietavano ogni tipo di nuova edificazione.

Procedura e documentazione richiesta

Per realizzare le opere era necessario presentare al Comune una Denuncia di Inizio Attività (DIA) ai sensi del testo unico dell’edilizia. La domanda doveva essere corredata da:

  • certificazione medica dell’AUSL attestante la situazione di handicap grave della persona residente, ai sensi della legge n. 104/1992;
  • relazione di un progettista abilitato con rappresentazione grafica dello stato di fatto, che attestasse l’impossibilità tecnica di reperire spazi adeguati nell’edificio di residenza;
  • progetto del nuovo volume, con evidenza delle soluzioni tecniche adottate per conseguire le finalità dell’intervento nel rispetto della normativa vigente.

Vincolo quinquennale sulle volumetrie realizzate

Sulle volumetrie realizzate era imposto, a cura del richiedente, un vincolo di durata quinquennale di:

  • non variazione della destinazione d’uso;
  • non alienazione;
  • non locazione a soggetti non portatori di handicap.

Il vincolo doveva essere trascritto presso la Conservatoria dei registri immobiliari.

Priorità istruttoria

Le pratiche edilizie relative agli interventi disciplinati dalla legge godevano di assoluta priorità rispetto alle ordinarie pratiche edilizie.

Efficacia temporale e stato della legge

La legge era entrata in vigore il giorno stesso della sua pubblicazione nel Bollettino Ufficiale della Regione Puglia. È stata successivamente abrogata dall’art. 8, comma 1, lettera a), della legge regionale Puglia 10 dicembre 2012, n. 39, e pertanto non è più applicabile.

Testo integrale

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