Cassazione Civile, Sentenza n. 30944/2021 del 29/10/2021
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
La ricorrente impugnava la revoca anticipata di tutti gli incarichi di collaborazione autonoma conferitile dalla Regione Calabria (componente del nucleo di valutazione, coordinatrice del tavolo tecnico e responsabile unico del procedimento dell'UOA "Progetti complessi"), contestando la delibera della Giunta regionale n. 522/2005 e chiedendo l'accertamento dell'illegittimità della revoca e il risarcimento dei danni per mancata erogazione del corrispettivo e conseguenze professionali e morali
La decisione
La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto legittima la revoca, in quanto giustificata dalla riorganizzazione amministrativa disposta con il Decreto del Presidente della Giunta Regionale n. 71/2005 che ha soppresso l'UOA "Progetti complessi", configurando un'ipotesi di impossibilità sopravvenuta della prestazione ai sensi degli artt. 1256 e 1463 c.c.; inoltre i singoli rapporti di collaborazione erano qualificati come autonomi e corredati di facoltà di recesso libero, che legittimano la cessazione senza obbligo di reintegrale disponibilità dell'Ente. Il ricorso è stato quindi dichiarato infondato; le spese del giudizio di legittimità sono poste a carico della ricorrente e liquidate in euro 200,00 per esborsi ed euro 5.000,00 per compensi, oltre spese generali 15% e interessi/accessori previsti dalla legge
Norme richiamate
art. 1256 c.c.
Usato insieme all'art. 1463 c.c. per qualificare la soppressione dell'UOA come impossibilità sopravvenuta della prestazione che giustifica la cessazione dei rapporti di collaborazione
art. 1463 c.c.
Richiamato per l'istituto dell'impossibilità sopravvenuta e per la risoluzione per impossibilità dell'adempimento
art. 112 c.p.c.
Richiamato dalla ricorrente per censurare la violazione del principio di corrispondenza tra chiesto e pronunciato; la Corte ha ritenuto infondata l'eccezione
art. 1362 c.c.
Richiamato in relazione alle regole di interpretazione del contratto; la Corte ha ritenuto corretta l'interpretazione dei singoli contratti e del contesto organizzativo
art. 1324 c.c.
Richiamato in tema di interpretazione della volontà negoziale e del significato testuale degli atti
art. 1375 c.c.
Valutato insieme agli artt. 1175 e 1366 c.c. sul principio della buona fede e diligenza nell'esecuzione; la Corte ha ritenuto che la libera recedibilità convenuta non fosse contraria alla buona fede nel contesto
art. 1175 c.c.
Richiamato per il dovere di comportarsi secondo buona fede nella fase esecutiva del rapporto; non ha portato a ritenere il recesso illegittimo
D.L. 28 ottobre 2020 n. 137, art. 23, comma 8 bis
Norma processuale richiamata in motivazione per spiegare il deposito di conclusioni scritte da parte del Pubblico Ministero nel giudizio di legittimità
d.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, co. 1 quater
Richiamato in relazione all'ulteriore contributo unificato dovuto dal ricorrente se sussistenti i presupposti
Cass. 7.2.2004, n. 2365 (giurisprudenza)
Precedente giurisprudenziale richiamato a sostegno dell'applicabilità dell'istituto dell'impossibilità sopravvenuta per atti di riorganizzazione amministrativa che incidono sui rapporti di collaborazione
Massime di principio
- La soppressione di una struttura organizzativa pubblica può configurare "impossibilità sopravvenuta" della prestazione quando rende obiettivamente impraticabile lo svolgimento degli incarichi affidati, giustificando la cessazione dei rapporti di collaborazione autonoma
- Nei rapporti di collaborazione autonoma con la pubblica amministrazione, la qualificazione del rapporto come lavoro autonomo e la presenza di clausole di recesso libero rendono più agevole la legittimità della revoca anticipata, rispetto ai rapporti di lavoro subordinato pubblico
- Un atto amministrativo di riorganizzazione (decreto/atto esecutivo) ha rilievo giuridico anche nel processo civile quando incide direttamente sulla funzionalità dei rapporti negoziali; non è sufficiente contestare la natura politica dell'atto per escluderne effetti obbligatori
- Nel valutare un recesso operato dall'ente pubblico il giudice analizza sia il contenuto dei singoli contratti sia il contesto organizzativo complessivo; le censure procedurali (es. principio di corrispondenza) devono essere sollevate con precisione nel giudizio di merito
- Se si contesta la legittimità di atti amministrativi che hanno inciso sui rapporti privatistici, è opportuno valutare parallelamente gli strumenti del giudizio amministrativo (impugnazione degli atti) oltre al rimedio civile per il risarcimento, al fine di ottenere una pronuncia completa sugli effetti dell'atto
Testo integrale
Continua a leggere gratis
Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.
7 giorni di prova · Nessuna carta di credito
Hai già un account? Accedi
La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza giuslavoristica, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
Altri documenti di Giurisprudenza giuslavoristica
- Sentenza lavoro · 29 ott 2021Cassazione Civile, Sentenza n. 30788/2021 del 29/10/2021
- Sentenza lavoro · 29 ott 2021Cassazione Civile, Sentenza n. 30809/2021 del 29/10/2021
- Sentenza lavoro · 29 ott 2021Cassazione Civile, Sentenza n. 30815/2021 del 29/10/2021
- Sentenza lavoro · 29 ott 2021Cassazione Civile, Sentenza n. 30904/2021 del 29/10/2021
- Sentenza lavoro · 29 ott 2021Cassazione Civile, Sentenza n. 30907/2021 del 29/10/2021
- Sentenza lavoro · 29 ott 2021Cassazione Civile, Sentenza n. 30908/2021 del 29/10/2021
Cerchi altro? Cerca gratis in Giurisprudenza giuslavoristica →