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Regolamento

R.R. Puglia 26/2008

Regolamento per aiuti agli investimenti delle PMI nel risparmio energetico, nella cogenera-zione ad alto rendimento e per l'impiego di fonti di energia rinnovabile in esenzione ai sensi del Regolamento (CE) n. 800/2008

Normativa regionaleR.R. Puglia 26/2008

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

Regolamento della Regione Puglia che disciplina aiuti in esenzione, ai sensi del Reg. (CE) n. 800/2008, per investimenti delle PMI finalizzati al miglioramento del bilancio energetico, al risparmio energetico, alla cogenerazione ad alto rendimento e all’uso di fonti rinnovabili. Definisce beneficiari, requisiti di ammissibilità, nozioni tecniche e ambito di applicazione territoriale regionale.

Aiuti alle PMI per investimenti in risparmio energetico, cogenerazione e fonti rinnovabili

Aiuti alle PMI per efficienza energetica, cogenerazione e fonti rinnovabili

Il regolamento disciplina, per la Regione Puglia, un regime di aiuto in esenzione dall’obbligo di notifica alla Commissione europea, coerente con il Regolamento (CE) n. 800/2008. La finalità è sostenere le piccole e medie imprese che realizzano investimenti per migliorare il bilancio energetico aziendale, ridurre i consumi e favorire l’uso di energie rinnovabili e la cogenerazione ad alto rendimento.

Finalità e obiettivi dell’intervento

Il provvedimento si inserisce nelle politiche regionali di sviluppo sostenibile e collega la crescita economica al miglioramento dell’efficienza energetica, all’aumento della quota di energia da fonti rinnovabili e alla promozione del risparmio energetico. Il sostegno pubblico è pensato per compensare le difficoltà delle PMI nell’effettuare investimenti ambientali, spesso gravati da un aumento dei costi di produzione.

Soggetti beneficiari e requisiti di ammissibilità

Possono accedere alle agevolazioni le imprese che realizzano gli investimenti previsti dalla disciplina, con classificazione di piccola, media o grande impresa secondo la raccomandazione europea 2003/361/CE. In concreto il regime è rivolto alle PMI che presentano domanda e che, alla data di presentazione, risultano:

  • regolarmente costituite e iscritte nel Registro delle Imprese;
  • in pieno e libero esercizio dei propri diritti, non in liquidazione volontaria e non soggette a procedure concorsuali;
  • operative;
  • non destinatarie di aiuti illegali o incompatibili non rimborsati o depositati su conto bloccato;
  • in regola con norme edilizie, urbanistiche, del lavoro, prevenzione infortuni, tutela ambientale e obblighi contributivi;
  • non colpite, nei sei anni precedenti, da revoche di agevolazioni pubbliche, salvo quelle dovute a rinuncia;
  • in regola con eventuali restituzioni di agevolazioni già erogate;
  • non qualificabili come impresa in difficoltà;
  • in contabilità ordinaria. Le condizioni di ammissibilità devono permanere fino alla data di erogazione finale del contributo.

Obblighi economici del beneficiario e mantenimento dell’investimento

Il beneficiario deve apportare un contributo finanziario pari almeno al 25% dei costi ammissibili, con risorse proprie oppure tramite finanziamento esterno privo di sostegno pubblico. Inoltre, i beni agevolati devono essere mantenuti per almeno 5 anni dalla data di ultimazione dell’investimento, intesa come data dell’ultimo titolo di spesa ammissibile.

Definizioni rilevanti per l’applicazione del regime

Il regolamento precisa le principali nozioni tecniche utili per individuare gli interventi finanziabili. Sono definite, tra le altre, la piccola e media impresa, il risparmio energetico, la produzione di energia da fonti rinnovabili, le fonti rinnovabili e la biomassa, la cogenerazione e la cogenerazione ad alto rendimento. Sono inoltre definiti gli attivi materiali, gli attivi immateriali e il soggetto intermediario che opera sotto la responsabilità dell’Assessorato regionale competente.

Ambito di applicazione e limiti settoriali

La disciplina si applica nei settori contemplati dal Trattato e anche in alcuni settori soggetti a regole comunitarie specifiche sugli aiuti di Stato, come trasformazione dell’acciaio, costruzione navale, autoveicoli, fibre sintetiche, trasporti, agricoltura e pesca, salvo diverse previsioni della disciplina comunitaria sugli aiuti ambientali. Non possono comunque essere finanziati progetti né erogati aiuti a imprese in crisi ai sensi degli orientamenti comunitari sul salvataggio e la ristrutturazione delle imprese in difficoltà.

Testo integrale

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