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Sentenza

Sentenza n. 1629/2026 - Salerno, Sezione 2

Giustizia amministrativa202601556

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Salerno, Sez. IISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego dell’istanza di permesso di costruire in sanatoria ai sensi dell’art. 36-bis d.P.R. 380/2001, motivato con la carenza di titolarità sul bene e con l’inapplicabilità della disposizione alle opere

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (proprietario)

Prevale il privato

La controversia

Le società proprietarie di un complesso industriale hanno impugnato il diniego del 22 giugno 2026, nonché la comunicazione dei motivi ostativi e una nota comunale richiamata nel diniego, relativi all’istanza del 30 aprile 2026 per la sanatoria di alcune opere ai sensi dell’art. 36-bis d.P.R. 380/2001. Il Comune aveva ritenuto l’istanza improcedibile e inammissibile per difetto di titolarità sul bene e, comunque, non accoglibile perché le opere non rientravano nell’ambito della norma. La vicenda si inseriva nel contenzioso avviato con l’ordinanza comunale di demolizione del 30 gennaio 2023 e nei successivi procedimenti e giudizi relativi alla fiscalizzazione e alla sanatoria. Le ricorrenti hanno chiesto l’annullamento del nuovo diniego, deducendone l’illegittimità; il testo non espone analiticamente le singole articolazioni dei motivi.

La decisione

Il TAR, con sentenza in forma semplificata ex art. 60 c.p.a., ha accolto il ricorso e annullato il diniego del 22 giugno 2026. Ha ritenuto illegittimo il provvedimento alla luce della sequenza dei procedimenti e dei giudizi concernenti l’ordine demolitorio e le successive istanze, rilevando che il termine di 90 giorni per ottemperare all’ordine era rimasto sospeso in ragione del contenzioso pendente. Ha richiamato il principio per cui l’incertezza conseguente alla pendenza del giudizio può preservare la possibilità del privato di interloquire con l’amministrazione dopo la definizione del contenzioso e di procedere spontaneamente al ripristino; la scadenza del termine durante il giudizio non rende di per sé irrilevante tale possibilità. Le spese sono state compensate.

Norme richiamate

  • art. 60 c.p.a.

    Sussistono le condizioni per la definizione della controversia mediante sentenza in forma semplificata ex art. 60 cpa.

    La controversia, ritenuta manifestamente fondata e decidibile sulla base degli atti, è stata definita con sentenza in forma semplificata.

  • art. 34 d.P.R. 380/2001

    In data 4.08.2024, la ricorrente depositava istanza ex art. 34 del D.P.R. n. 380/2001, al fine di ottenere la fiscalizzazione dell’abuso.

    La disposizione è menzionata quale base della precedente istanza di fiscalizzazione; la sentenza non ne sviluppa un’autonoma interpretazione.

  • art. 36-bis d.P.R. 380/2001

    Con il provvedimento, n. 15 del 22.06.2026, prot. n. 15093, la P.A. rigettava l’istanza, ritenendola improcedibile ed inammissibile in quanto la ricorrente sarebbe priva di titolarità sul bene; in ogni caso, non accoglibile in quanto le opere non rientrerebbero nel campo di applicazione di cui all’art. 36 bis.

    Il Comune aveva negato l’applicabilità della sanatoria alle opere e la legittimazione dell’istante; il TAR ha annullato il diniego, ma il testo non espone una specifica interpretazione sostanziale dei presupposti dell’art. 36-bis.

Massime di principio

  • Quando la pendenza di un giudizio mantiene incerta la situazione relativa all’esecuzione di un ordine di ripristino edilizio, la scadenza del termine per ottemperare maturata durante il contenzioso non esclude automaticamente la possibilità per il privato di interloquire con l’amministrazione, dopo la definizione del giudizio, per adempiere spontaneamente.
  • Nella gestione dell’ordine di ripristino edilizio, l’amministrazione deve considerare la condotta e la disponibilità del privato ad adempiere spontaneamente; l’incertezza derivante dal contenzioso può incidere sulla valutazione dei termini e delle conseguenze dell’inottemperanza.

Come è indicizzato

MaterieSanatoria e condono edilizio
RamiEdilizia
IstitutiBuona fede e correttezza della PATermini del procedimento

Testo integrale

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