L.R. Abruzzo 19/2023
Norme in materia di gestione dei corsi d'acqua e di interventi di manutenzione fluviale a compensazione.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa legge Abruzzo disciplina la riqualificazione integrata dei corsi d’acqua naturali, i progetti generali di gestione e gli interventi di manutenzione fluviale anche a compensazione mediante cessione dei materiali rimossi. Prevede linee guida regionali, pareri dell’Autorità di bacino, possibili convenzioni e coperture nei limiti delle risorse di bilancio. Vigente dal 26/10/2023 nel testo consolidato.
Gestione dei corsi d’acqua e manutenzione fluviale a compensazione
Gestione dei corsi d’acqua e manutenzione fluviale a compensazione
La legge regionale dell’Abruzzo disciplina la riqualificazione integrata dei corsi d’acqua naturali e gli interventi di manutenzione fluviale, con finalità di prevenzione del rischio idrogeologico, messa in sicurezza del territorio e tutela degli ecosistemi fluviali. La disciplina opera nel territorio regionale ed è costruita in attesa di una futura legge organica sul governo del territorio e sullo sviluppo sostenibile.
Finalità e ambito di applicazione
La legge mira a definire regole per la gestione dei corsi d’acqua naturali abruzzesi attraverso progetti generali di riqualificazione e gestione, compatibili con lo sviluppo sostenibile e con i principi di tutela ambientale e paesaggistica. Gli interventi devono essere ricondotti anche al Piano di gestione richiamato dal decreto legislativo 152/2006, così da coniugare prevenzione delle alluvioni e protezione degli ecosistemi fluviali.
Progetti generali di gestione dei corsi d’acqua
I Servizi regionali competenti, di concerto con le Autorità idrauliche individuate dalla normativa richiamata, approvano progetti generali di gestione da redigere per ciascuna unità omogenea di corso d’acqua. Tali progetti definiscono le modalità operative puntuali da seguire per:
- manutenzione ordinaria e straordinaria;
- tutela dell’ecosistema fluviale;
- controlli e polizia idraulica;
- uso e valorizzazione del demanio idrico;
- eventuale valorizzazione del materiale litoide e della massa legnosa residuale.
I progetti sono sottoposti al preventivo parere dell’Autorità di bacino distrettuale competente, secondo la procedura della legge 241/1990. La Giunta regionale adotta Linee guida per l’elaborazione dei progetti, definendo criteri, modalità e procedure per l’individuazione delle unità omogenee e per le principali tipologie di intervento; tali Linee guida sono aggiornate di regola ogni cinque anni.
Contenuti delle Linee guida e tipologie di intervento
Le Linee guida regionali disciplinano, tra l’altro:
- la perimetrazione dell’unità omogenea sulla base delle caratteristiche geomorfologiche e idrogeologiche;
- gli interventi selvicolturali sulle formazioni riparie e sulla vegetazione in alveo, spondale e golenale;
- la manutenzione e il ripristino di opere idrauliche longitudinali e trasversali e di presidi idraulici, anche in concessione;
- la manutenzione di altre opere in concessione;
- gli interventi sulle sponde naturali e per l’invarianza idraulica;
- la gestione e valorizzazione del demanio idrico;
- l’utilizzo del materiale litoide e della massa legnosa residuale;
- l’esercizio dei controlli e della polizia idraulica;
- le procedure di approvazione dei progetti generali.
La Giunta regionale promuove inoltre intese con il Comando Carabinieri Forestali e con i Carabinieri per la tutela del patrimonio culturale per i controlli connessi alla salvaguardia del patrimonio artistico, storico, culturale e ambientale, nonché forme di collaborazione con Province, Università e operatori professionali per valorizzare le conoscenze territoriali.
Progetti di manutenzione e utilizzo delle formazioni ripariali
I progetti di manutenzione ordinaria e straordinaria, redatti in attuazione dei progetti generali di gestione, sono approvati dai Servizi regionali competenti quali Autorità idraulica e devono includere uno studio di fattibilità finanziaria adeguato, nel rispetto delle norme tecniche del Piano Stralcio Difesa Alluvioni.
L’utilizzo delle formazioni ripariali radicanti nel demanio fluviale è autorizzato dalla Regione Abruzzo tramite i Servizi competenti, secondo le modalità fissate dalle Linee guida, che devono anche prevedere forme di promozione del ruolo attivo dell’operatore agricolo. Lo studio di fattibilità finanziaria individua la quota percentuale del materiale litoide e della massa legnosa residuale che può essere valorizzata, nel rispetto delle funzioni ecosistemiche del corso d’acqua.
Convenzioni, sfangamento e rimozione della barra di foce
La Regione o gli enti locali, singoli o associati, possono stipulare convenzioni con soggetti pubblici e privati per svolgere attività di manutenzione dei corsi d’acqua e di gestione della vegetazione ripariale, individuando i tratti di fiume interessati.
Gli interventi di sfangamento degli invasi artificiali possono prevedere la valorizzazione del materiale di dragaggio. Anche gli interventi di rimozione della barra di foce, sia nel demanio idrico sia in quello marittimo, se finalizzati esclusivamente alla sicurezza della navigazione dell’asta terminale dei corsi d’acqua regionali, possono prevedere valorizzazione del materiale rimosso, previo parere della Capitaneria di porto e nel rispetto della normativa vigente.
Tutela paesaggistica e culturale
I progetti generali di gestione devono tenere conto delle esigenze di tutela del patrimonio culturale e del paesaggio, in conformità al piano paesaggistico regionale. L’autorizzazione degli interventi è subordinata anche al rispetto del Codice dei beni culturali e del paesaggio. Inoltre, gli interventi di manutenzione ordinaria, straordinaria, urgente e di somma urgenza disposti dalle Autorità idrauliche sono soggetti, ove previsto, alle procedure di autorizzazione paesaggistica del medesimo Codice e del DPR 31/2017.
Interventi di manutenzione fluviale a compensazione
Per ripristinare l’officiosità idraulica dei corsi d’acqua e prevenire situazioni di pericolo per la pubblica incolumità, la legge prevede interventi di manutenzione fluviale a compensazione. In occasione dei Programmi triennali delle opere idrauliche, i Servizi regionali competenti redigono un piano dei tratti fluviali che necessitano della rimozione o migrazione di materiale litoide e vegetale, anche tenendo conto della valorizzazione del materiale estratto.
Per tali interventi, senza oneri per il bilancio regionale, i materiali rimossi dal demanio idrico e marittimo possono essere ceduti all’appaltatore come compensazione delle attività svolte. È ammessa anche una compensazione analoga per i costi di sistemazione dei tronchi fluviali, calcolata sul valore del materiale riutilizzabile e sui canoni demaniali vigenti. La compensazione opera, per l’appaltatore, sull’importo dei lavori al netto di IVA e delle spese generali.
Procedure di affidamento, canoni e criteri operativi
Per la scelta degli appaltatori si applicano le procedure del Codice dei contratti pubblici richiamato dal testo. La Giunta regionale determina annualmente, con proprio provvedimento e su proposta del Dipartimento competente in materia di demanio idrico, l’entità dei canoni e i relativi aggiornamenti, tenendo conto dell’indice dei prezzi al consumo, anche ai fini della rimozione dei sedimenti fluviali per le finalità della legge.
Con ulteriore provvedimento la Giunta definisce i criteri e le direttive procedurali e operative per l’attuazione degli interventi di manutenzione fluviale mediante compensazione monetaria.
Regime finanziario
L’attuazione della legge non comporta nuovi oneri per il bilancio regionale. Gli adempimenti sono finanziati nei limiti delle risorse annualmente stanziate dalla legge di bilancio nelle Missioni 09 e 11, Programma 01, Titolo 2, e l’autorizzazione di spesa è ammessa solo entro gli stanziamenti iscritti in bilancio.
Decorrenza
La legge è entrata in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nel BURA; nel testo consolidato è indicata la vigenza dal 26/10/2023. Il contenuto attualmente consolidato recepisce successive modifiche regionali intervenute nel 2023.
Testo integrale
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