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Legge

L.R. Molise 15/2006

Norme per favorire l'esodo volontario dei dipendenti della Regione Molise

Normativa regionaleL.R. Molise 15/2006

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La legge disciplina, per la Regione Molise, un sistema di incentivo all’esodo volontario dei dipendenti a tempo indeterminato, per favorire snellimento organizzativo e contenimento della spesa. Prevede criteri e attuazione periodica da parte della Giunta, limiti alla copertura dei posti vacanti, regole di incumulabilità e divieti di reimpiego. La fase transitoria del 2006 prevedeva il parere consiliare entro 15 giorni.

Incentivi all'esodo volontario dei dipendenti della Regione Molise

Incentivi all’esodo volontario dei dipendenti della Regione Molise

La legge disciplina, nel solo ambito della Regione Molise, un meccanismo di uscita volontaria dal servizio rivolto al personale regionale a tempo indeterminato, con finalità di riorganizzazione amministrativa e contenimento della spesa corrente. Il provvedimento si inserisce nella pianificazione regionale del personale e collega gli esodi a una più razionale gestione della dotazione organica.

Finalità e logica dell’intervento

La Regione assume la riqualificazione della dotazione organica e l’efficienza gestionale come strumenti per favorire lo snellimento e la riorganizzazione della struttura burocratico-amministrativa. L’obiettivo è perseguire criteri di produttività, razionalità, integrazione funzionale e flessibilità operativa, a tutela dell’interesse generale dell’utenza molisana. In tale quadro, la Regione favorisce annualmente l’esodo volontario del personale prossimo al pensionamento per ridurre in modo significativo la spesa corrente.

Ambito soggettivo di applicazione

La disciplina si applica al personale del comparto regionale, in coerenza con la legislazione nazionale e regionale vigente. Possono inoltre utilizzare strumenti incentivanti analoghi:

  • gli enti strumentali, con esclusione di quelli la cui dotazione organica è costituita da personale regionale;
  • le Aziende sanitarie locali;
  • l’ARPAM.

Per tali soggetti gli oneri restano a carico dei rispettivi bilanci e l’applicazione avviene nel rispetto delle procedure previste per la Regione.

Disciplina dell’incentivo e ruolo della Giunta

L’istituto consiste nella risoluzione consensuale del rapporto di lavoro del personale di ruolo non dirigenziale, accompagnata dalla corresponsione di un incentivo. La Giunta regionale, nell’ambito delle politiche di contenimento della spesa del personale e anche in relazione alla contrazione della dotazione organica:

  • definisce i criteri generali di disciplina dell’istituto;
  • applica l’istituto con cadenza periodica;
  • verifica preventivamente le esigenze organizzative e funzionali;
  • accerta la compatibilità economico-finanziaria dell’operazione.

Utilizzo dei risparmi e formazione del personale

Una quota dei risparmi derivanti dall’esodo volontario è vincolata alla formazione del personale. In particolare, non oltre il 10% del risparmio può essere impegnato per tale finalità. La gestione della formazione è affidata alla Scuola regionale della formazione continua della Pubblica Amministrazione.

Copertura dei posti vacanti e reclutamento

I posti che risultano vacanti per effetto delle cessazioni possono essere coperti solo entro il limite massimo del 50% e nel rispetto della normativa di settore sul reclutamento. Le assunzioni devono essere orientate prioritariamente verso professionalità utili alle funzioni istituzionali regionali, in particolare nei campi:

  • programmazione economica e finanziaria;
  • produzione di atti normativi;
  • indirizzo e controllo politico;
  • controllo interno;
  • organizzazione delle risorse;
  • organizzazione di funzioni e compiti a livello regionale e locale.

I reclutamenti avvengono, salvo i casi di avviamento a selezione, mediante concorsi pubblici aperti a tutti; per le professionalità elevate è preferito il corso-concorso con prove finali scritte e orali, con utilizzo della Scuola superiore dell’amministrazione regionale e locale per la formazione.

Modalità di accesso all’esodo

Il dipendente che intende beneficiare dell’incentivo presenta domanda formale di cessazione dal servizio secondo le modalità stabilite nel documento definito dalla Giunta ai sensi della disciplina generale dell’istituto. La scelta di uscire dal servizio è quindi volontaria e subordinata alle regole applicative fissate in sede regionale.

Incumulabilità, divieti e effetti sul rapporto successivo

Ai dipendenti che beneficiano della legge non si applicano le disposizioni della legge regionale 27 maggio 2005, n. 25. Inoltre, il personale dimissionario è soggetto a un divieto assoluto di reimpiego presso la Regione: non può essere riammesso in servizio e non può instaurare con la Regione rapporti di lavoro a tempo determinato, rapporti di parasubordinazione né rapporti aventi ad oggetto consulenze o prestazioni occasionali.

Copertura finanziaria

Gli oneri derivanti dall’applicazione della legge sono coperti mediante apposito stanziamento da prevedere nella relativa manovra finanziaria annuale, secondo quanto stabilito nella disciplina attuativa dell’istituto. La copertura è quindi rimessa alla programmazione di bilancio.

Regime transitorio di prima applicazione

Per il solo anno 2006, in prima applicazione, la Giunta regionale trasmetteva il documento attuativo alla Commissione consiliare competente, che doveva esprimere il parere entro 15 giorni dalla trasmissione. Decorso inutilmente il termine, il parere si intendeva acquisito favorevolmente.

Valutazione di attualità

La disciplina appare sostanzialmente riferita a un meccanismo di riduzione del personale e di gestione di esodi collegati a specifici equilibri organizzativi e finanziari. Il regime transitorio è esaurito; tuttavia la legge mantiene una funzione di cornice per l’eventuale applicazione dell’istituto da parte della Regione Molise e dei soggetti indicati, nei limiti previsti dal testo vigente.

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