Cassazione Civile, Sentenza n. 7408/2021 del 17/03/2021
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione in Cassazione della sentenza della Corte d'Appello di Venezia che aveva confermato la declaratoria di inefficacia, ai sensi dell'art. 2901 c.c., dell'ipoteca volontaria costituita il 29/12/2003 da Centro Europa su un immobile di Schio a garanzia di un mutuo erogato dalla BNL/BNP Paribas a favore di Central Park. Il ricorrente ha dedotto quattordici motivi (mutatio libelli in appello, carenza di interesse/cessazione della materia del contendere, errori sulla sussistenza dell'eventus damni e del consilium fraudis, errata applicazione dell'art. 2901, comma 3 c.c. relativo ai pagamenti di debiti scaduti, errata distribuzione dell'onere della prova, omessa valutazione di prove legali, nullità della motivazione, questioni processuali varie). La vicenda di fatto: preliminare del 23/05/2003 tra Centro Europa e Central Park; mutuo e ipoteca del 29/12/2003; contratto definitivo di compravendita del 17/02/2004; successiva riconosciuta inadempienza di Central Park e fallimento di Centro Europa; la curatela ha chiesto l'inefficacia dell'ipoteca e la revocatoria.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto infondati o inammissibili la maggior parte dei motivi. In particolare: non è stata riconosciuta una mutatio libelli in appello; l'azione revocatoria esperita dalla curatela è stata correttamente interpretata come strumento volto a neutralizzare il pregiudizio per i creditori e a garantire la fruttuosità dell'esecuzione (non necessariamente il 'recupero' materiale del bene nel patrimonio del disponente); l'art. 2901, comma 3 c.c. (che esclude la revocatoria per l'adempimento di debiti scaduti) non è applicabile per estensione al caso di costituzione volontaria di ipoteca; alcune censure processuali sono state dichiarate inammissibili per novità o per omessa deduzione in appello; la Corte ha osservato un errore formale dell'appello circa la distribuzione dell'onere della prova ma ha ritenuto il vizio inidoneo a incidere sul decisum perché il giudice di merito aveva comunque ritenuto raggiunta la prova dell'eventus damni; pertanto è stata confermata l'inefficacia dell'ipoteca nei confronti della curatela e respinto il ricorso di BPI/BNP Paribas. Spese e contributo unificato a carico della ricorrente.
Norme richiamate
art. 2901 cod. civ.
L'azione revocatoria mira a neutralizzare il pregiudizio per i creditori e ad assicurare la fruttuosità dell'esecuzione: non implica necessariamente il rientro materiale del bene nel patrimonio del disponente, ma la 'neutralizzazione' della preferenza del creditore garantito
art. 2901, comma 3 cod. civ.
Non è estensivamente applicabile: la deroga che esclude la revoca per l'adempimento di debiti scaduti riguarda atti di effettivo adempimento dovuto, non può essere estesa per analogia alla costituzione volontaria di garanzie reali
art. 66 legge fallimentare
Il curatore, che rappresenta la massa dei creditori, può promuovere l'azione revocatoria anche in forma ordinaria e la tutela della par condicio creditorum ha rilievo specifico nell'ambito dell'azione promossa dal curatore
art. 118, comma 2 legge fallimentare
Rilevata dalla ricorrente ma le questioni connesse (presunta rinuncia o preclusione di azioni successive) non erano state adeguatamente dedotte in appello; la Corte ha ritenuto tali rilievi inammissibili per novità
artt. 99 e 345 cod. proc. civ.
Richiamati in relazione alla presunta mutatio libelli: la Corte ha escluso che si fosse verificata una mutazione del petitum o della causa petendi tale da integrare una nova in appello
art. 360 cod. proc. civ.
Norme di riferimento per le doglianze in Cassazione: diversi motivi sono stati esaminati ai sensi delle distinte lettere dell'art. 360; molti sono risultati inammissibili o manifestamente infondati
art. 2697 cod. civ.
Richiamato in tema di onere della prova: la Corte ha osservato che il principio generale non consente di scaricare sul beneficiario dell'atto (terzo garantito) l'onere di provare l'assenza dell'eventus damni quando l'attore-curatore è nella posizione di migliore conoscenza; ha però considerato il difetto di attribuzione dell'onere nella motivazione di merito come privo di incidenza sul risultato, essendo l'eventus damni comunque provato
artt. 113, 115, 116 cod. proc. civ.
Riferiti in relazione alla prova legale e valutazione delle prove: la Corte territoriale ha fatto uso di presunzioni e di prove documentali valutabili in sede di merito, e il sindacato di Cassazione su tali valutazioni è limitato
art. 348-ter cod. proc. civ.
Applicato ratione temporis in tema di doppia conforme di merito: il ricorrente aveva l'onere di indicare le ragioni di fatto diverse tra primo grado e appello per far valere l'omesso esame di fatti decisivi
art. 384 cod. proc. civ.
Strumento utilizzato dalla Corte di Cassazione per correggere parti della motivazione di merito ritenute errate ma non idonee a mutare il decisum
art. 111 Cost. e art. 132 cod. proc. civ.
Richiamati in tema di adeguata motivazione e diritto al giusto processo: la Corte ha verificato la sufficienza della motivazione della Corte d'Appello dentro i limiti del sindacato di legittimità, ritenendola non meramente apparente
Massime di principio
- L'azione revocatoria (art. 2901 c.c.) ha come scopo principale la tutela della fruttuosità dell'esecuzione e la neutralizzazione della preferenza ottenuta dal beneficiario dell'atto, non necessariamente il ripristino materiale del bene nel patrimonio del disponente
- La deroga di cui all'art. 2901, comma 3 (esclusione della revoca per adempimenti di debiti scaduti) non si estende automaticamente a costituzioni volontarie di garanzie reali; va valutata la natura concreta dell'atto e se si tratta di un atto dovuto
- Il curatore, che agisce a tutela della massa dei creditori, può fondare la revocatoria anche sulla lesione della par condicio creditorum; in tal contesto la prova può essere fornita anche tramite presunzioni adeguatamente motivate dal giudice di merito
- L'accertamento del consilium fraudis e dell'eventus damni può essere desunto da presunzioni e valutazioni di merito che sono difficilmente sindacabili in Cassazione se adeguatamente motivate
- La mutatio libelli in appello è una questione di stretta natura processuale: per essere riconosciuta occorre che il petitum o la causa petendi siano effettivamente mutati; se non emerge una vera 'nova' le eccezioni sul punto sono destinate a fallire
- L'onere della prova in materia di revocatoria promossa dal curatore resta gravoso per il curatore quanto alla dimostrazione dell'eventus damni e della situazione patrimoniale pregiudicata; errori formali nella distribuzione dell'onere della prova in motivazione possono essere superati se il giudice di merito ha comunque accertato l'evento dannoso
- In Cassazione molte censure sono inammissibili se introducono questioni di fatto non dedotte in appello o nuove rispetto ai motivi di gravame: è essenziale aver dedotto e documentato le questioni già in sede di merito
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