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Legge

L.R. Basilicata 16/2016

“ISTITUZIONE DEL NIDO FAMILIARE CON "TAGESMUTTER - MAMMA DI GIORNO”

Normativa regionaleL.R. Basilicata 16/2016

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La legge istituisce in Basilicata il nido familiare “Tagesmutter – mamma di giorno”, servizio socio-educativo per bambini da 3 mesi a 3 anni. Disciplina destinatari, capienza massima, requisiti del personale e della struttura, modalità di avvio con comunicazione al Comune, vigilanza, contributi regionali e regime transitorio per i servizi già attivi.

Istituzione del nido familiare Tagesmutter - mamma di giorno

Istituzione del nido familiare “Tagesmutter – mamma di giorno”

La legge della Regione Basilicata disciplina il nido in famiglia come servizio socio-educativo, con caratteristiche familiari e flessibili, rivolto alla prima infanzia. Il modello è pensato come alternativa ai servizi tradizionali, con finalità di socializzazione, conciliazione tra tempi di vita e di lavoro e coinvolgimento diretto delle famiglie.

Finalità e natura del servizio

Il servizio accoglie minori in un contesto abitativo di tipo familiare e si distingue per:

  • integrazione con l’ambiente domestico;
  • flessibilità organizzativa e degli orari;
  • capacità ricettiva ridotta;
  • valorizzazione del ruolo genitoriale;
  • promozione di reti relazionali tra famiglie e vicinato;
  • contributo alla riduzione dei tempi di attesa per l’accesso ai servizi per l’infanzia;
  • creazione di opportunità di lavoro. L’attivazione deve essere concordata con l’ente locale di riferimento, per garantire coordinamento con la rete dei servizi per la prima infanzia e raccordo con i servizi sociali territoriali.

Destinatari e capacità ricettiva

Il servizio è destinato ai bambini di età non inferiore a 3 mesi e non superiore a 3 anni. È riconosciuta priorità ai bambini disabili o in situazione di svantaggio sociale.

La capienza massima è pari a 8 bambini contemporaneamente, compresi quelli appartenenti al nucleo familiare. La permanenza dei bambini non appartenenti al nucleo familiare di base non può superare 5 ore continuative. Deve inoltre essere tenuta una scheda settimanale con l’elenco dei minori ospitati, esposta nei locali e accessibile agli organi di vigilanza.

Personale conduttore e requisiti professionali

L’attività può essere svolta da un operatore in possesso di specifici titoli di studio in ambito pedagogico e formativo, tra cui lauree triennali e magistrali nelle classi indicate dalla legge, nonché dal diploma di maturità del liceo socio-psico-pedagogico, con condizioni integrative dopo il 31 dicembre 2018 e nei limiti previsti dalla disciplina transitoria richiamata.

Il servizio può essere condotto anche da un genitore, a condizione che:

  • sia dimostrato il supporto gestionale di esperti in materia di servizi educativi per la prima infanzia, oppure la frequenza di un corso di alta formazione organizzato da enti accreditati dalla Regione Basilicata, di durata non inferiore a 250 ore;
  • il genitore sia in possesso dell’attestato di partecipazione ad almeno un corso di primo soccorso pediatrico.

Requisiti strutturali e dimensionali

Il nido in famiglia deve essere ubicato in immobili ad uso abitativo, nel rispetto della normativa comunale. La struttura deve garantire:

  • stabilità in condizioni ordinarie ed eccezionali;
  • requisiti igienici minimi previsti dai regolamenti locali e dalle normative vigenti;
  • sicurezza degli impianti e, ove necessario, prevenzione incendi;
  • adattabilità ai soggetti con disabilità motoria su sedia a ruote;
  • licenza di abitabilità.

Per l’avvio dell’attività devono essere disponibili:

  • uno spazio autonomo con lavandino e fasciatoio;
  • un servizio igienico adeguato ai bambini;
  • uno spazio interno esclusivo per l’ospitalità dei bambini di almeno 5 mq per bambino, con minimo complessivo di 25 mq in deroga;
  • uno spazio esterno esclusivo di almeno 9 mq per bambino, con minimo complessivo di 45 mq in deroga;
  • un locale cucina con attrezzature idonee per cottura, riscaldamento e conservazione dei cibi.

Integrazione dei bambini disabili e in situazione di svantaggio

I servizi educativi per la prima infanzia, in collaborazione con i servizi delle ASL e con i servizi sociali comunali, devono garantire l’inserimento e l’integrazione dei bambini disabili e di quelli in situazione di disagio relazionale e socio-culturale, secondo la legge n. 104 del 1992. Le medesime strutture devono individuare forme specifiche di collaborazione per assicurare piena integrazione e interventi di educazione alla salute.

Servizio alimentare

L’attività di nido in famiglia, non avendo natura di ristorazione collettiva e svolgendosi in normali abitazioni, non richiede autorizzazione sanitaria ai sensi della legge n. 283 del 1962. È comunque consentita la preparazione e somministrazione di alimenti, con obbligo di rispettare corrette norme igieniche in tutte le fasi.

Avvio dell’attività, comunicazioni e controlli

L’esercizio non è soggetto ad autorizzazione, ma a comunicazione di avvio da presentare al Comune sede dell’attività almeno 30 giorni prima dell’inizio. La comunicazione deve essere corredata da:

  • perizia asseverata di un tecnico abilitato che attesti la conformità ai requisiti strutturali, dimensionali e di capienza;
  • dichiarazione sostitutiva del titolare sulla sussistenza dei requisiti professionali;
  • relazione descrittiva con modalità, tempi, tariffe, regole di svolgimento e indicazioni sul servizio alimentare.

Il Comune, entro 30 giorni dal ricevimento, informa l’organo competente alla vigilanza sui servizi socio-assistenziali ed educativi, l’ASL e la Regione Basilicata. L’attività è soggetta a vigilanza.

Sicurezza sanitaria, assicurazione e continuità del servizio

Per il primo ingresso del bambino il genitore, o chi ne fa le veci, deve dichiarare per iscritto che il minore ha effettuato le vaccinazioni obbligatorie e non è affetto da malattie infettive o contagiose clinicamente accertate. Tutte le persone addette devono sottoporsi ai controlli sanitari richiesti dalle ASL.

L’attività deve essere coperta da adeguata polizza assicurativa. Le regole di funzionamento devono prevedere un nido in famiglia alternativo in caso di indisponibilità del gestore principale oppure, in alternativa, il ricorso al servizio tradizionale di riferimento, ove esistente. Orari di apertura, tariffe e regole di servizio devono essere esposti in modo visibile all’ingresso. Ogni variazione delle caratteristiche del servizio deve essere comunicata al Comune.

Contributi pubblici e regime economico

Il servizio può beneficiare di contributi annuali erogati direttamente dalla Regione Basilicata tramite il piano di assegnazione dei contributi ai Comuni lucani per la gestione degli asili nido.

Regime per i servizi già attivi e vigilanza

I servizi socio-educativi per la prima infanzia già avviati dai Comuni continuano a funzionare secondo le modalità originariamente stabilite. Gli organi titolari della vigilanza devono sanzionare, secondo la normativa vigente, le attività prive dei requisiti di legge.

Abrogazioni ed efficacia

Sono abrogate tutte le norme incompatibili con la legge. Il provvedimento è pubblicato sul Bollettino ufficiale della Regione Basilicata ed entra in vigore il quindicesimo giorno successivo alla pubblicazione. Le modifiche richiamate nel testo coordinato incidono soprattutto sui requisiti professionali e sulla capienza massima del servizio.

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