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Ordinanza

Ordinanza n. 3238/2026 - Roma, Sezione 1T

Giustizia amministrativa202605306

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. I terOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: decreto di revoca della licenza ex art. 88 TULPS e dell’autorizzazione alla commercializzazione dei giochi pubblici

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (operatore giochi pubblici)

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il provvedimento con cui la Questura di Rieti aveva revocato la licenza ex art. 88 TULPS e l’autorizzazione alla commercializzazione dei giochi pubblici, chiedendone l’annullamento previa sospensione cautelare. Tra le censure dedotte è stata espressamente valorizzata la violazione dell’art. 24, commi 20 e 21, del d.l. n. 98/2011. Secondo la prospettazione del ricorrente, la sanzione prevista dalla disposizione presuppone l’effettiva partecipazione di minori a giochi pubblici con vincita in denaro e non può fondarsi sulla mera presenza di un minore all’interno del locale. Gli episodi contestati erano tre; dagli atti risultava che nessun minore aveva effettuato giocate né era stato trovato in possesso di ticket o ricevute. In uno degli episodi, inoltre, una dipendente dell’esercizio era stata vista chiedere il documento d’identità a due giovani che stavano per effettuare una giocata.

La decisione

Il TAR ha accolto la domanda cautelare ritenendo sussistente un adeguato fumus boni iuris, in particolare con riferimento alla violazione dell’art. 24, commi 20 e 21, del d.l. n. 98/2011. In sede cautelare il Collegio ha interpretato la disposizione nel senso che l’illecito consiste nel consentire la partecipazione di minori ai giochi pubblici con vincita in denaro; elemento costitutivo della violazione è quindi l’effettiva partecipazione al gioco, non la semplice presenza del minore nel locale. Poiché dagli atti non emergeva che i minori avessero giocato o posseduto ticket o ricevute, gli episodi non apparivano integrare, allo stato della delibazione, una condotta di consentita partecipazione. È stato ravvisato anche il periculum in mora, sulla base di quanto evidenziato dal ricorrente. Il giudice ha pertanto sospeso l’efficacia dell’atto impugnato, compensando le spese della fase cautelare e fissando l’udienza pubblica per il prosieguo del giudizio.

Norme richiamate

  • art. 24, commi 20 e 21, d.l. n. 98/2011

    consentire la partecipazione di minori ai giochi pubblici con vincita in denaro

    La disposizione sanziona la condotta di consentire l’effettiva partecipazione di minori al gioco; la mera presenza del minore all’interno del locale non è sufficiente a integrare l’illecito.

  • art. 88 TULPS

    La licenza di pubblica sicurezza costituisce uno degli atti revocati dal provvedimento impugnato; l’ordinanza ne sospende cautelarmente l’efficacia.

  • art. 55 c.p.a.

    La domanda cautelare è stata esaminata secondo i presupposti del fumus boni iuris e del periculum in mora.

Massime di principio

  • La violazione che sanziona il consentire la partecipazione di minori a giochi pubblici con vincita in denaro presuppone l’effettiva partecipazione del minore al gioco; la mera presenza del minore nei locali dell’esercizio non integra, di per sé, la condotta illecita.
  • In sede cautelare, l’assenza di giocate effettuate dal minore e l’assenza di ticket o ricevute a lui riferibili costituiscono elementi idonei a escludere, allo stato della delibazione, la configurabilità della condotta di consentita partecipazione richiesta dalla norma sanzionatoria.
  • La sospensione cautelare di un provvedimento di revoca di licenze e autorizzazioni è concedibile quando la contestazione presenta un adeguato fumus boni iuris e la perdita immediata dell’abilitazione determina un pregiudizio grave e attuale, integrando il periculum in mora.

Come è indicizzato

MaterieGiochi e scommesseLicenze e autorizzazioni di poliziaTutela cautelare
RamiCommercio e attività produttiveProcedimento amministrativoProcesso amministrativo
IstitutiTutela cautelareProporzionalità e ragionevolezzaDifetto di istruttoria

Testo integrale

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