Cassazione Civile, Sentenza n. 34838/2023 del 13/12/2023
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
Impugnazione dell'ammontare dell'indennità d'esproprio (decreto di stima 21/7/2014) per un'area di 7.902 mq destinata a nuova zona produttiva "via Einstein Sud e via Aeroporto": la ricorrente contestava che la Corte d'appello non avesse considerato, ai fini della determinazione dell'indennità, le specifiche caratteristiche urbanistiche e le concrete possibilità edificatorie impresse alle aree dal piano di attuazione (e sue varianti) che aveva introdotto indici e limiti edilizi diversi da quelli generali del PUC e che, perciò, modificavano la potenzialità edificatoria effettiva dei lotti; inoltre censurava la mancata corretta valutazione della porzione ricompresa nella zona di tutela A del piano di rischio aeroportuale.
La decisione
La Corte di Cassazione ha ritenuto fondato il ricorso, affermando che le previsioni del piano di attuazione possono avere valore conformativo ai fini della determinazione dell'indennità quando, in via immediata, determinano le potenzialità edificatorie della porzione di territorio e incidono su una generalità di beni. Ha cassato l'ordinanza impugnata e rinviato la causa alla Corte d'appello di Trento - sezione distaccata di Bolzano, perché si conformi ai principi di diritto indicati.
Norme richiamate
art. 29 del d.lgs. n. 150/2011
Richiamato in relazione alla possibilità di proporre opposizione avverso il decreto di stima: norma procedurale che regola l'opposizione nell'ambito dell'espropriazione.
art. 42 delle Norme di Attuazione (PUC di Bolzano)
Nel caso concreto indicava prescrizioni generali (parametri quali copertura, altezza, distanze) che la Corte ha ritenuto utili per la comparazione con le maggiori specificazioni introdotte dal piano di attuazione.
art. 45 l.p. n. 13/1997
Norma provinciale che prevedeva la redazione del piano di attuazione; la Corte ha esaminato se il piano adottato ai sensi di tale articolo avesse carattere conformativo rilevante ai fini indennitari.
artt. 38 e 45 l.p. n. 13/1997
Richiamati nel motivo di ricorso: la censura verteva sulla corretta interpretazione dell'effetto delle norme provinciali sull'edificabilità ai fini dell'indennità.
art. 7‑quinquies, commi 1 e 2, l.p. n. 10/1991
Normativa regionale richiamata dal ricorrente tra le disposizioni urbanistiche rilevanti; la Corte ha valutato l'incidenza delle norme regionali e provinciali sulle potenzialità edificatorie.
art. 1 e ss. delle Norme di Attuazione del piano di attuazione della zona produttiva (Del. G.P. 12.3.2007 e varianti)
Il ricorso sosteneva che tali norme di attuazione, e le varianti, avessero introdotto indici urbanistici rilevanti e quindi modificato la stima del valore; la Corte ha ritenuto che le previsioni del piano di attuazione potessero assumere valore conformativo quando abbiano effetti immediati sulla edificabilità.
art. 5‑bis del d.l. 11 luglio 1992 n. 333 (conv. dalla l. n. 359/1992)
Richiamato nella giurisprudenza citata circa il principio che per l'indennità va valutata la edificabilità legale ed effettiva alla data dell'apposizione del vincolo o del decreto di esproprio.
d.P.R. n. 327/2001
Riferimento alla disciplina procedurale dell'esproprio; la Corte ha ricordato che il decreto di esproprio è condizione dell'azione per la determinazione dell'indennità.
Massime di principio
- L'indennità d'esproprio va determinata con riferimento alla edificabilità legale ed effettiva esistente alla data del trasferimento coattivo (decreto di esproprio); occorre valutare le concrete possibilità di sfruttamento giuridicamente ammissibili al momento della stima.
- Le previsioni di un piano di attuazione possono avere valore conformativo (e quindi incidere sul valore venale ai fini indennitari) se, in via immediata, stabiliscono le potenzialità edificatorie di una porzione di territorio e incidono su una generalità di beni e su una pluralità indifferenziata di soggetti.
- La distinzione fra norme conformative e vincoli preordinati all'espropriazione non dipende dalla categoria formale dello strumento urbanistico, ma dagli effetti concreti dell'atto: se l'atto incide in modo generale e astratto sulla titolarità del diritto edificatorio esso è conformativo; se impone vincoli particolari riferiti a un'opera pubblica è preordinato all'esproprio e può non essere considerato.
- I piani di attuazione che introducono indici e limiti diversi rispetto alle norme generali del PUC devono essere attentamente valutati: se tali indici sono immediatamente applicabili e generali devono essere presi in considerazione nella stima; se invece hanno natura meramente esecutiva interna a un programma di espropriazione e non modificano la disciplina generale, possono essere esclusi.
- Vincoli settoriali (es. piano di rischio aeroportuale) che limitano la cubatura o gli usi incidono sulla stima e devono essere considerati nella quantificazione dell'indennità.
- Prassi consigliata: verificare pubblicazione e impugnabilità dello strumento, la generalità/astrattezza delle sue disposizioni, la data di efficacia, gli indici urbanistici assegnati ai singoli lotti e richiedere una CTU che quantifichi il valore tenendo conto di tutte le prescrizioni effettivamente vincolanti alla data del decreto di esproprio.
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