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Sentenza

Sentenza n. 1626/2026 - Salerno, Sezione 2

Giustizia amministrativa202601568

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Salerno, Sez. IISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: annullamento d’ufficio degli effetti del silenzio-assenso formatosi sull’istanza di permesso di costruire per la realizzazione di quattro villette a schiera unifamiliari

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (proprietario)

Prevale il privato

La controversia

La società, proprietaria di un’area in zona urbanistica B7-s, aveva presentato l’11 dicembre 2025 un’istanza di permesso di costruire per quattro villette. Dopo una comunicazione dei motivi ostativi dell’11 febbraio 2026 e il decorso del termine previsto per la formazione del silenzio-assenso, il Comune aveva dapprima respinto tardivamente l’istanza il 4 maggio 2026, poi annullato quel diniego e, con provvedimento dell’8 luglio 2026, annullato d’ufficio gli effetti del silenzio-assenso. La ricorrente ha contestato tale ultimo provvedimento, deducendo la violazione dell’art. 21-nonies l. 241/1990 per carenza dei presupposti e della motivazione sull’interesse pubblico concreto e attuale, distinto dal mero ripristino della legalità e comparato con l’affidamento e gli interessi privati. Ha inoltre impugnato la comunicazione di avvio e l’art. 37.3 R.U.E.C., nonché gli atti connessi.

La decisione

Il TAR ha accolto il ricorso, ritenendo manifestamente fondato il motivo relativo alla violazione dell’art. 21-nonies l. 241/1990. Le formule utilizzate dal Comune — richiamo alla natura residenziale dell’intervento, al rispetto delle prescrizioni urbanistiche e alla corretta applicazione della disciplina urbanistico-edilizia e tutela del territorio — non individuano una ragione concreta e attuale di interesse pubblico alla rimozione, distinta dalla mera esigenza di ripristinare la legalità, né danno conto della comparazione con gli interessi della destinataria. Il provvedimento dell’8 luglio 2026 è stato quindi annullato. Non risultano autonome statuizioni sulle ulteriori censure, né una decisione sull’art. 37.3 R.U.E.C. Le spese sono state compensate.

Norme richiamate

  • art. 21-nonies l. 241/1990

    Per annullare d’ufficio un’autorizzazione edilizia ai sensi dell’art. 21-nonies della legge n. 241 del 1990 non basta accertarne l’illegittimità originaria. Occorre anche individuare un interesse pubblico concreto e attuale alla rimozione, distinto dalla semplice esigenza di ripristinare la legalità violata, e compararlo con gli interessi dei destinatari dell’atto

    L’annullamento d’ufficio di un titolo edilizio formatosi anche per silenzio-assenso richiede, oltre all’illegittimità originaria, l’individuazione di un interesse pubblico concreto e attuale alla rimozione, distinto dal mero ripristino della legalità, e la comparazione con gli interessi del destinatario.

Massime di principio

  • L’annullamento d’ufficio di un titolo edilizio formatosi per silenzio-assenso è soggetto ai presupposti dell’art. 21-nonies l. 241/1990: non è sufficiente accertare l’illegittimità originaria del titolo o richiamare genericamente la corretta applicazione della disciplina urbanistica.
  • La motivazione dell’annullamento d’ufficio deve individuare un interesse pubblico concreto e attuale alla rimozione, distinto dalla mera esigenza di ripristinare la legalità violata, e dar conto della sua prevalenza mediante comparazione con l’affidamento e gli interessi del destinatario.

Come è indicizzato

MaterieTitoli abilitativi ediliziAutotutela
RamiEdiliziaProcedimento amministrativo
IstitutiAutotutela decisoriaDifetto di motivazioneLegittimo affidamentoPonderazione degli interessi e interesse pubblico

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