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Cassazione Civile, Ordinanza n. 06511/2025 del 11/03/2025

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO CON RINVIO

Favorevole al ricorrente (pubblica amministrazione)

La controversia

La controversia nasce da una verifica doganale avviata nei confronti di una società licenziataria del marchio Guess per accertare la corretta determinazione del valore in dogana di merci importate nel periodo 2010-2012. L’Ufficio ha rilevato che al valore dichiarato non erano state aggiunte le royalties dovute dalla licenziataria alla capogruppo titolare del marchio, ritenendo che tali corrispettivi dovessero concorrere al valore doganale perché riferiti alle merci importate e dovuti come condizione di vendita. Sono stati quindi emessi avvisi di rettifica e atti sanzionatori, impugnati dai destinatari. In appello la CTR ha rigettato la pretesa erariale, ritenendo non provato che il pagamento delle royalties fosse condizione della vendita e che lo spedizioniere doganale/rappresentante indiretto fosse solidalmente responsabile. L’Agenzia ha proposto ricorso per cassazione con due motivi: (1) violazione delle norme sull’interpretazione contrattuale e della disciplina doganale sul valore in dogana, per avere il giudice di merito escluso l’inclusione delle royalties senza correttamente scrutinare le clausole del contratto di licenza e gli indicatori del controllo del licenziante sulla filiera produttiva e distributiva; (2) violazione della norma sulla responsabilità del rappresentante indiretto, per avere escluso la solidarietà dello spedizioniere doganale senza considerare che, quale dichiarante, egli risponde dell’esattezza delle dichiarazioni rese e deve operare con diligenza qualificata.

La decisione

La Corte ha accolto entrambi i motivi del ricorso dell’Agenzia. Ha ritenuto fondato il primo motivo perché la CTR non ha applicato correttamente i criteri normativi e giurisprudenziali per stabilire se le royalties dovessero essere aggiunte al valore di transazione: occorre verificare se i diritti di licenza si riferiscano alle merci importate e se il loro pagamento costituisca una condizione di vendita, anche alla luce dell’ampia nozione di controllo elaborata dalla giurisprudenza unionale e degli indicatori tratti dal Commento n. 11. La sentenza di merito, invece, si è limitata ad affermazioni generiche, senza esaminare in concreto le clausole contrattuali richiamate dall’Ufficio. È stato accolto anche il secondo motivo, perché il rappresentante indiretto risponde in solido dell’obbligazione doganale in quanto dichiarante e deve vigilare con diligenza qualificata sull’esattezza delle informazioni contenute nella dichiarazione; la CTR ha errato nel pretendere una prova specifica della sua conoscenza dell’obbligo di pagamento delle royalties, invece di verificare l’adempimento dei suoi obblighi di controllo e informazione. La sentenza impugnata è stata quindi cassata con rinvio alla Corte di giustizia tributaria di secondo grado della Lombardia, in diversa composizione, per nuovo esame.

Norme richiamate

  • art. 32, par. 1, lett. c), Reg. CEE n. 2913/1992

    I corrispettivi e i diritti di licenza relativi alle merci da valutare vanno aggiunti al prezzo effettivamente pagato o da pagare quando l’acquirente è tenuto a versarli, direttamente o indirettamente, come condizione della vendita delle merci.

  • art. 157, par. 2, Reg. CEE n. 2454/1993

    Le royalties si aggiungono al valore in dogana solo se si riferiscono alle merci oggetto di valutazione e costituiscono una condizione di vendita.

  • art. 159, Reg. CEE n. 2454/1993

    Nel caso di marchi di fabbrica, il diritto di licenza si aggiunge al prezzo solo se le merci sono rivendute tal quali o subiscono solo lavorazioni secondarie, sono commercializzate con il marchio e l’acquirente non è libero di approvvigionarsi da altri fornitori non legati al venditore.

  • art. 160, Reg. CEE n. 2454/1993

    Se il corrispettivo è pagato a un terzo, le condizioni dell’art. 157, par. 2, si presumono soddisfatte solo se il venditore o una persona ad esso legata chiede all’acquirente di effettuare tale pagamento.

  • artt. 1362 e 1363 c.c.

    Le clausole del contratto di licenza devono essere interpretate secondo i canoni legali dell’interpretazione contrattuale, senza fermarsi a letture meramente letterali o isolate e verificando la comune intenzione delle parti.

  • art. 143 DAC

    Ai fini del valore in dogana, il controllo può essere anche di fatto e rileva la capacità di esercitare un potere di costrizione o di orientamento sull’altra parte.

  • art. 23 DAC

    Richiamato nel quadro della disciplina doganale applicabile ratione temporis, quale norma di contesto della materia del valore in dogana.

  • art. 201, par. 3, CDC

    Il rappresentante indiretto/dichiarante risponde dell’obbligazione doganale in quanto autore della dichiarazione e deve vigilare sull’esattezza dei dati dichiarati.

  • art. 199 Reg. CEE n. 2454/1993

    Il dichiarante si impegna per l’esattezza delle indicazioni contenute nella dichiarazione, per l’autenticità dei documenti presentati e per l’osservanza degli obblighi connessi alle merci importate.

  • art. 1176, comma 2, c.c.

    La diligenza richiesta al rappresentante indiretto è quella qualificata propria dell’attività professionale esercitata.

  • art. 380-bis.1 c.p.c.

    Il ricorso è stato trattato in camera di consiglio secondo il rito camerale previsto per la decisione in Cassazione.

  • art. 375 c.p.c.

    La Corte ribadisce che, dopo la riforma, la trattazione in camera di consiglio è regola e la pubblica udienza è eccezione.

  • art. 391-quater c.p.c.

    Richiamato quale ipotesi eccezionale che può giustificare la pubblica udienza nel giudizio di cassazione.

  • art. 360, n. 3, c.p.c.

    Censura proposta per violazione e falsa applicazione di norme di diritto.

  • art. 348-ter c.p.c.

    La doppia conforme non osta al motivo quando la censura è di violazione di legge e non di omesso esame.

  • art. 10 L. n. 212/2000

    Richiamato nei gradi di merito in relazione alle sanzioni; dalla sentenza di legittimità non emerge una specifica statuizione sul punto.

Massime di principio

  • Nel valore in dogana delle merci importate, le royalties devono essere incluse nel valore di transazione quando siano riferite alle merci oggetto di importazione e il loro pagamento costituisca una condizione della vendita, da verificarsi in concreto sulla base dei rapporti contrattuali e degli indici di controllo del titolare del diritto immateriale.
  • La nozione di "condizione di vendita" va accertata sostanzialmente, verificando se il venditore o la persona a lui legata sarebbe disponibile a vendere anche senza il pagamento del diritto di licenza; il controllo rilevante può essere anche di fatto e può desumersi da poteri di influenza sulla produzione, logistica, distribuzione e approvazione dei materiali commerciali.
  • Il giudice di merito, quando è investito della questione dell’incidenza delle royalties sul valore doganale, deve esaminare specificamente le clausole del contratto di licenza e confrontarle con i criteri normativi e giurisprudenziali pertinenti; non è sufficiente una motivazione generica che escluda in astratto la condizione di vendita.
  • Lo spedizioniere doganale che agisce come rappresentante indiretto risponde solidalmente dell’obbligazione doganale in quanto dichiarante e deve esercitare un controllo diligente sulla correttezza dei dati forniti, non potendo invocare l’estraneità alla conoscenza del contenuto economico della dichiarazione quando la legge gli impone un obbligo professionale di verifica.
  • Nel giudizio di cassazione, il motivo dedotto come violazione di legge può essere ammissibile anche se investe l’interpretazione del contratto, purché indichi specificamente le norme ermeneutiche asseritamente violate e spieghi in che modo il giudice di merito se ne sia discostato.

Come è indicizzato

MaterieContenzioso tributarioAccertamento
RamiTributiProcesso civile
IstitutiOnere della provaBuona fede e correttezza

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