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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 1599/2022 del 19/01/2022

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Le società resistenti contestavano a SEA l'applicazione di tariffe di subconcessione di spazi ad uso ufficio ritenute eccedenti e discriminatorie rispetto a un provvedimento ENAC del 4/10/2007; denunziavano abuso di posizione dominante del gestore aeroportuale (art. 102 TFUE) e illecito concorrenziale (art. 2597 c.c., art. 9 legge n. 192/1998), chiedendo la restituzione delle somme pagate in eccesso. SEA deduceva, tra l'altro, che le tariffe invocate si riferivano ad attività di handling non svolte dalle attrici, che si dovevano applicare corrispettivi contrattuali diversi e che parte del credito era prescritto; propose inoltre domanda riconvenzionale.

La decisione

La Corte di Cassazione, Sezioni Unite, ha dichiarato inammissibile il primo motivo di ricorso proposto da SEA (difetto di giurisdizione) per l'intervenuto giudicato interno sulla giurisdizione (il primo giudice aveva deciso nel merito e le parti non avevano impugnato la sentenza sotto il profilo della giurisdizione). Le Sezioni Unite hanno inoltre chiarito l'interpretazione dell'art. 374 c.p.c.: la sezione semplice può decidere sui motivi di giurisdizione quando le Sezioni Unite si sono già pronunciate sulla regola finale di riparto, nonché quando sussistono ragioni di inammissibilità inerenti alle modalità di formulazione del motivo (es. art. 366 c.p.c.) o all'esistenza di un giudicato sulla giurisdizione (esterno o interno, esplicito o implicito), includendo nella nozione di "questione di giurisdizione" anche la verifica della formazione del giudicato. Per quanto attiene agli altri motivi, la causa è stata rimessa alla sezione semplice competente per la decisione. In precedenza il Tribunale aveva accolto la domanda delle attrici e la Corte d'appello di Milano aveva ridotto l'entità della condanna di SEA; parte dei ricorsi è stata estinta per rinuncia.

Norme richiamate

  • Trattato sul Funzionamento dell'Unione Europea (TFUE), art. 102

    Invocato dalle attrici come norma che vieta l'abuso di posizione dominante; la vicenda ha riguardato la presunta violazione di tale divieto da parte del gestore aeroportuale nell'applicazione di tariffe discriminatorie

  • Codice civile, art. 2597

    Richiamato in relazione all'ipotesi di illecito concorrenziale dedotto dalle attrici contro il gestore aeroportuale

  • Legge 11/12/1998 n. 192, art. 9

    Norma richiamata dalle attrici per la regolamentazione delle attività aeroportuali in materia concorrenziale; utilizzata nella contestazione delle pratiche tariffarie

  • Direttiva 96/67/CE, art. 16, comma 3

    Citata come criterio europeo di riferimento per la determinazione dei corrispettivi e per la nullità delle tariffe eccedenti i criteri indicati dalla direttiva

  • D.lgs. 18/1999

    Normativa di recepimento/attuazione rilevante nel quadro normativo richiamato dalle parti per l'applicabilità delle tariffe e delle regole sul settore aeroportuale

  • Provvedimento ENAC 4/10/2007

    Provvedimento amministrativo che le attrici ritenevano vincolante per la misura delle tariffe di subconcessione e rispetto al quale contestavano la misura applicata da SEA

  • Codice di procedura civile, art. 374, comma 1

    Interpretato dalla Corte nel senso che le sezioni semplici possono decidere sui motivi di giurisdizione quando le Sezioni Unite si sono già pronunciate sulla regola di riparto, e anche quando esistono ragioni di inammissibilità (compreso il giudicato sulla giurisdizione)

  • Codice di procedura civile, art. 360, comma 1, n. 1

    Norma che disciplina il motivo di ricorso per cassazione relativo al difetto di giurisdizione, qui oggetto del primo motivo del ricorso di SEA

  • Codice di procedura civile, art. 366

    Richiamato per il requisito di autosufficienza del ricorso per cassazione: un motivo sulla giurisdizione è inammissibile se non contiene le precisazioni necessarie; la sezione semplice può valutare l'inosservanza di tali requisiti

  • Codice di procedura civile, art. 37

    Riferimento alla formazione del giudicato implicito; la Corte ha ritenuto che la verifica della formazione del giudicato sia parte della questione di giurisdizione che la sezione può esaminare

  • Codice di procedura civile, art. 38

    Richiamato nell'analogia con le regole dinamiche della competenza, per affermare che anche le modalità e i tempi della deduzione dell'eccezione (qui giurisdizionale) sono rilevanti

Massime di principio

  • Se il giudice di primo grado decide nel merito e le parti non impugnano la sentenza sotto il profilo della giurisdizione in grado d'appello, si costituisce giudicato interno sulla giurisdizione che rende inammissibile una dedotta eccezione di difetto di giurisdizione sollevata solo in cassazione
  • La sezione semplice della Corte di Cassazione può decidere sui motivi di giurisdizione quando le Sezioni Unite si sono già pronunciate sulla regola finale di riparto, ma anche quando il motivo è inammissibile per vizi formali (es. mancanza di autosufficienza ex art. 366 c.p.c.) o quando sussiste un giudicato sulla giurisdizione (esterno o interno, esplicito o implicito)
  • Un motivo di cassazione che invoca il difetto di giurisdizione deve rispettare il principio di autosufficienza: deve contenere tutte le precisazioni e i riferimenti necessari a individuare la dedotta violazione processuale, altrimenti è inammissibile e la sezione semplice può dichiararlo tale
  • La verifica sulla giurisdizione include la valutazione se e come si sia formato un giudicato (implicito o esplicito); la formazione del giudicato può precludere l'esame della questione di giurisdizione in sede successiva
  • In contenziosi che coinvolgono tariffe e corrispettivi regolamentati da norme amministrative o provvedimenti dell'ENAC, la controversia può avere profili sia di diritto amministrativo sia di diritto civile/antitrust; tuttavia, le questioni di giurisdizione e la loro tempestiva deduzione sono decisive per la corretta canalizzazione della lite

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