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Legge

L.R. Sardegna 8/2003

Dichiarazione della Sardegna territorio denuclearizzato

Normativa regionaleL.R. Sardegna 8/2003Non più vigente

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La legge regionale dichiarava la Sardegna territorio denuclearizzato, vietando il transito e la presenza, anche transitoria, di materiali nucleari non prodotti nell’Isola, con limitate esclusioni per usi sanitari, sicurezza, controllo, produzione industriale e ricerca scientifica. Prevedeva inoltre una commissione d’inchiesta e misure urgenti di vigilanza. È però stata dichiarata incostituzionale nel 2005.

Dichiarazione della Sardegna territorio denuclearizzato

Dichiarazione della Sardegna territorio denuclearizzato

La legge regionale della Sardegna mirava a qualificare il territorio regionale come “denuclearizzato” e a introdurre divieti e misure di controllo sui materiali nucleari e radioattivi non prodotti nell’Isola. Tuttavia, l’atto è stato successivamente dichiarato incostituzionale dalla Corte costituzionale con sentenza n. 62 del 2005, con conseguente inattualità pratica della disciplina.

Oggetto e ambito della dichiarazione

La Regione autonoma della Sardegna affermava, in base alle competenze richiamate in materia di urbanistica, ambiente, salute pubblica, protezione civile e governo del territorio, la volontà di precludere il territorio regionale alla presenza di materiali nucleari esterni al contesto produttivo regionale. La disciplina si applicava esclusivamente al territorio della Sardegna.

Divieto di transito e presenza di materiali nucleari

La legge stabiliva il divieto di transito e di presenza, anche temporanea, di materiali nucleari non prodotti nel territorio regionale. L’obiettivo era impedire qualsiasi contiguità di tali materiali con la popolazione e con le strutture civili insediate nell’Isola.

Esenzioni dal divieto

Erano esclusi dal divieto i materiali necessari per:

  • scopi sanitari;
  • supporto della sicurezza;
  • attività di controllo e di produzione industriale;
  • ricerca scientifica.

Commissione d’inchiesta e indirizzo politico

Era prevista, entro dieci giorni dall’entrata in vigore, la nomina di una commissione d’inchiesta con il compito di verificare e monitorare:

  • l’eventuale presenza in Sardegna di materiali radioattivi;
  • lo stato di avanzamento degli studi relativi a depositi provvisori, di stoccaggio o di smaltimento di materiali radioattivi nel territorio regionale.

Sulla base degli esiti dell’inchiesta, il Presidente della Regione doveva esprimere la posizione definitiva della Regione, previo parere obbligatorio e vincolante del Consiglio regionale, adottato a maggioranza dei due terzi dei componenti assegnati, sia sull’utilizzo e deposito di sostanze radioattive o di scorie e rifiuti radioattivi, sia sullo stoccaggio in Sardegna di rifiuti pericolosi o dannosi non prodotti nel territorio regionale.

Ulteriori iniziative normative e controlli

Ove necessario, il Consiglio regionale era chiamato a promuovere norme di attuazione statutaria per regolare i controlli e le azioni amministrative necessarie all’effettiva denuclearizzazione del territorio. La Regione, tramite le strutture competenti per la vigilanza ambientale e sanitaria, doveva inoltre effettuare rilevazioni tecniche e strumentali e adottare misure di prevenzione contro ulteriori introduzioni di materiali nucleari.

Entrata in vigore e attualità

La legge entrava in vigore il giorno della pubblicazione sul BURAS. In ogni caso, il provvedimento è oggi privo di utilità applicativa perché dichiarato illegittimo costituzionalmente dalla Corte costituzionale nel 2005.

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