Cassazione Penale, Sentenza n. 18067/2025 del 13/05/2025
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
I ricorrenti hanno impugnato la sentenza della Corte d'Appello di Milano del 10/06/2024 che aveva confermato le condanne per bancarotta fraudolenta patrimoniale e documentale in relazione al fallimento della GIUDICI Retail s.r.l. Landenna Flora ha denunciato, in particolare, l'indeterminatezza del capo 1) (quantificazione e specificazione delle somme distratte per spese personali) e l'utilizzabilità di dichiarazioni di un terzo (Anselmo Cingoli) inserite nella relazione del curatore fallimentare. Campisi ha censurato la violazione del principio di correlazione tra imputazione e sentenza in relazione al capo 4), sostenendo che la condanna si fondasse su fatti diversi da quelli contestati e ha contestato la valutazione della sua responsabilità penale.
La decisione
La Corte di Cassazione ha ritenuto infondato il motivo relativo all'indeterminatezza dell'imputazione proposto da Landenna (per carenza di tempestiva eccezione nel corso del processo). Ha invece accolto il motivo relativo all'inutilizzabilità delle dichiarazioni riconducibili a Cingoli, perché quelle dichiarazioni non erano state rese al curatore fallimentare ma solo al coimputato e quindi non potevano essere utilizzate tramite la relazione del curatore: per tale profilo la sentenza è stata annullata nei confronti di Landenna Flora limitatamente alla distrazione di risorse impiegate per lavori di ristrutturazione, con rinvio ad altra sezione della Corte d'appello di Milano per nuovo giudizio. Il ricorso di Campisi è stato invece respinto nella sua totalità: la Corte ha ritenuto corretta la valutazione del nucleo essenziale della condotta distrattiva operata dalla Corte territoriale e non ha ravvisato violazione del principio di correlazione; inoltre ha escluso vizio di motivazione manifestamente rilevante sulla responsabilità penale del ricorrente. Conseguentemente il ricorso di Campisi è stato rigettato e questi è stato condannato al pagamento delle spese processuali.
Norme richiamate
art. 521 cod. proc. pen.
Richiama il principio di correlazione tra imputazione e sentenza: la Cassazione applica la giurisprudenza che richiede una trasformazione radicale del fatto per ritenere violato il principio; differenze marginali o integrazioni fattuali riconducibili al medesimo nucleo essenziale non configurano automatica violazione.
art. 429 comma 2 cod. proc. pen.
Disciplina la nullità del decreto che dispone il giudizio per indeterminatezza dell'imputazione. La Corte osserva che l'eccezione deve essere tempestivamente proposta secondo le scadenze previste dalle norme processuali.
art. 181 comma 3 e art. 491 comma 1 cod. proc. pen.
Queste norme indicano i termini e le modalità per eccepire nullità del decreto che dispone il giudizio; la Corte ha ritenuto che la mancata tempestiva eccezione preclude la censura sull'indeterminatezza dell'imputazione.
art. 33 legge fallimentare
La relazione del curatore può contenere informazioni utili per l'azione penale; tuttavia la Cassazione chiarisce che sono utilizzabili le dichiarazioni rese effettivamente al curatore e trasfuse nella relazione, non invece dichiarazioni rese ad altri e semplicemente acquisite a titolo documentale senza escussione.
art. 195 cod. proc. pen.
Norma sulla testimonianza indiretta: la Corte ha escluso che la difesa potesse colmare la lacuna invocando l'art.195 quando l'elemento dichiarativo non risulta essere stato acquisito mediante escussione al curatore; la inutilizzabilità è rilevabile d'ufficio.
Massime di principio
- L'eccezione di insufficiente determinazione dell'imputazione va sollevata tempestivamente nei termini processuali (art.181/491 cpv.); una contestazione tardiva può essere preclusa anche se l'imputazione appare imprecisa.
- Le dichiarazioni inserite nella relazione del curatore fallimentare sono utilizzabili solo se il dichiarante ha effettivamente reso quelle dichiarazioni al curatore; dichiarazioni raccolte altrove e semplicemente allegate alla documentazione del curatore non sono automaticamente utilizzabili in dibattimento.
- Per valutare la presunta violazione del principio di correlazione imputazione-sentenza bisogna verificare se è intervenuta una trasformazione radicale del fatto che abbia effettivamente pregiudicato il diritto di difesa; differenze di dettaglio o elementi integrativi riconducibili allo stesso nucleo essenziale non determinano automaticamente la nullità.
- In sede di legittimità la Corte di Cassazione non rivaluta il merito probatorio se la motivazione del giudice di merito non appare manifestamente illogica o contraddittoria; la censura che richiede diversa valutazione delle prove è, di norma, inammissibile.
- Se è accertata l'inutilizzabilità di una prova ritenuta decisiva, la conseguenza può essere l'annullamento parziale con rinvio per nuovo giudizio limitato al profilo affetto da vizio.
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