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Sentenza lavoro

Cassazione Civile, Sentenza n. 04584/2026 del 01/03/2026

Giurisprudenza giuslavoristica

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente ha impugnato la sentenza della Corte d'Appello che aveva riconosciuto al lavoratore, agente di polizia provinciale (vigile venatorio), il diritto a percepire le indennità previste dagli artt. 22 e 24 del CCNL Comparto Enti Locali 14.09.2000 per il lavoro prestato in turno nel periodo 2004-2007. Il Tribunale di primo grado aveva respinto la domanda ritenendo che l'indennità spettasse solo ai lavoratori che prestassero almeno 10 ore continue di lavoro individuale; la Provincia ha proposto ricorso in Cassazione sostenendo che mancava l'inserimento del lavoratore in turni che comportassero prestazioni continuative di almeno 10 ore e l'attestazione del dirigente prevista dall'art. 10 lett. 1-b del contratto decentrato locale.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della Provincia di Taranto. Ha confermato la valutazione della Corte d'Appello che aveva accertato che il servizio di vigilanza ittico-venatoria era organizzato in turni poiché il servizio doveva essere garantito per almeno dieci ore consecutive e che il ricorrente aveva effettivamente partecipato ai turni. La Cassazione ha richiamato il precedente orientamento (tra cui Cass. n. 8254/2010) e ha precisato che il requisito delle 10 ore riguarda l'orario del servizio/struttura (ossia la continuità dell'orario di apertura del servizio) e non la prestazione individuale giornaliera del lavoratore. Perciò sono risultate soddisfatte le condizioni per la corresponsione dell'indennità di turno e il ricorso è stato rigettato. Condanna della Provincia al pagamento delle spese di giudizio liquidate in euro 3.000,00 per compensi + euro 200,00 per esborsi, con spese generali 15% e accessori, e riconoscimento del diritto dell'avv. Meo alla distrazione; attestazione dell'obbligo di versamento dell'ulteriore contributo unificato ai sensi del DPR n. 115/2002.

Norme richiamate

  • CCNL Comparto Enti Locali 14.09.2000

    art. 22 (turni giornalieri; distribuzione equilibrata dei turni; i turni diurni possono essere attuati in strutture operative che prevedano un orario di servizio giornaliero di almeno 10 ore; indennità al personale turnista) e art. 24

    La Corte interpreta l'art. 22 nel senso che il requisito delle 10 ore si riferisce all'orario di servizio della struttura (l'esigenza organizzativa che giustifica l'istituzione di turni per garantire continuità nell'arco di almeno 10 ore), non alla prestazione individuale continua del singolo lavoratore. Per la corresponsione dell'indennità devono coesistere: a) orario di servizio continuativo di almeno 10 ore, b) articolazione in turni e distribuzione equilibrata dei turni nel mese, c) effettiva partecipazione del lavoratore ai turni.

  • Contratto decentrato locale (CDL) 1.4.1999 - contrattazione integrativa 1998-2001

    art. 10, lett. 1-b (richiama l'attestazione del dirigente in ordine all'inserimento in turni con apertura di almeno 10 ore)

    La Corte osserva che anche la contrattazione integrativa fa riferimento all'orario di servizio della struttura (parla di 'apertura') e non muta la natura del requisito: l'attestazione del dirigente, se prevista, è elemento utile ma l'accertamento può fondarsi sugli atti organizzativi e sui turni di servizio documentati; la censura sull'integrativo è stata ritenuta generica e quindi inammissibile.

  • Cass. n. 8254/2010

    principio di diritto già affermato in giurisprudenza di legittimità

    Precedente giurisprudenziale che ha stabilito che il diritto all'indennità di turno è subordinato all'istituzione di turni in strutture operative con orario giornaliero continuativo di almeno 10 ore; non è sufficiente la mera rotazione oraria senza il requisito dell'estensione del servizio.

  • Richiami giurisprudenziali recenti

    Cass. n. 10034/2025 e Cass. n. 24498/2024

    Pronunce citate dalla Corte che evidenziano la medesima interpretazione: l'errore di interpretazione che contesta la decisione non coglie la ratio decidendi quando il problema è la carenza di prova dell'inserimento del lavoratore in un servizio la cui estensione oraria supera le dieci ore.

  • D.P.R. n. 115/2002

    art. 13, comma 1-quater (contributo unificato)

    La Corte dà atto dei presupposti per l'applicazione dell'ulteriore importo a titolo di contributo unificato dovuto dalla ricorrente.

Massime di principio

  • L'indennità di turno prevista dall'art. 22 CCNL è collegata all'orario del servizio/struttura: il requisito delle 10 ore riguarda la continuità dell'orario di apertura del servizio e non l'obbligo del singolo lavoratore a prestare quotidianamente 10 ore di lavoro continuative.
  • Per ottenere l'indennità è necessario provare tre condizioni congiunte: a) l'esistenza di un orario di servizio continuativo di almeno 10 ore, b) l'effettiva articolazione del lavoro in turni (rotazione antimeridiana/pomeridiana/notturna secondo quanto previsto), c) la partecipazione concreta del singolo lavoratore ai turni nel periodo contestato.
  • La documentazione utile in giudizio comprende turni di servizio ufficiali, atti organizzativi dell'ente che fissano l'orario di apertura del servizio, registri presenze/turnazioni e, se esistenti, attestazioni dirigenziali; l'assenza di una attestazione formale non esclude il diritto se vi sono altri elementi probatori chiari.
  • Se l'amministrazione contesta il diritto all'indennità deve specificare quale delle condizioni richieste manca e fornire prove contrarie; le censure generiche sulla presunta violazione di norme integrative sono spesso inammissibili se non specificano le clausole interpretative rilevanti.
  • Nelle valutazioni giudiziarie va evitata una interpretazione che trasformi il requisito in un obbligo di lavoro straordinario quotidiano del singolo: occorre distinguere tra esigenza organizzativa della struttura e prestazione individuale.
  • Per gli enti pubblici è prudente formalizzare nei regolamenti e nelle discipline interne l'articolazione dei servizi e, ove previsto, le attestazioni dirigenziali sull'inserimento in turni per ridurre il rischio contenzioso.

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