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Legge

L.R. Liguria 2/2024

MODIFICHE ALLA LEGGE REGIONALE 5 MARZO 2012, N. 7 (INIZIATIVE REGIONALI PER LA PREVENZIONE DEL CRIMINE ORGANIZZATO E MAFIOSO E PER LA PROMOZIONE DELLA CULTURA DELLA LEGALITÀ) E ALLA LEGGE REGIONALE 16 FEBBRAIO 2016, N. 1 (LEGGE SULLA CRESCITA) IN MATERIA DI BENI CONFISCATI ALLA CRIMINALITÀ ORGANIZZATA

Normativa regionaleL.R. Liguria 2/2024

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La legge introduce un Piano strategico regionale triennale per il riutilizzo dei beni confiscati, disciplina contributi e misure di supporto per enti locali e altri soggetti, rafforza monitoraggio e rendicontazione, e adegua la legge regionale sulla crescita. Prevede un contributo di 600.000 euro per il 2024 e l’approvazione del Piano entro sei mesi dall’entrata in vigore.

Valorizzazione dei beni confiscati alla criminalità organizzata in Liguria

Valorizzazione dei beni confiscati alla criminalità organizzata in Liguria

La legge regionale disciplina in modo organico, per il territorio della Liguria, la programmazione e il sostegno al riutilizzo dei beni confiscati alla criminalità organizzata. L’intervento si innesta sulla l.r. 7/2012 e sulla l.r. 1/2016, rafforzando pianificazione, contributi, coordinamento istituzionale e monitoraggio.

Piano strategico regionale per la valorizzazione dei beni confiscati

La Regione riconosce la valorizzazione dei beni confiscati come strumento di prevenzione dei fenomeni criminali, promozione della legalità, solidarietà, inclusione sociale e sviluppo territoriale sostenibile. A tal fine la Giunta regionale adotta un Piano strategico regionale per la valorizzazione dei beni confiscati.

Il Piano:

  • è approvato dalla Giunta, sentiti la Commissione consiliare competente e il Consiglio delle autonomie locali;
  • ha durata triennale ed è aggiornabile annualmente;
  • deve essere coerente con la programmazione regionale, in particolare con il Documento di economia e finanza regionale;
  • tiene conto della Strategia nazionale per la valorizzazione dei beni confiscati, dei dati dell’Osservatorio regionale e delle risultanze del Tavolo regionale.

Il Piano indica:

  • obiettivi specifici;
  • consistenza quantitativa e qualitativa del patrimonio confiscato presente in Liguria;
  • tipologie di intervento e priorità;
  • risorse finanziarie, organizzative e strutture regionali competenti.

Può inoltre prevedere programmi specifici o straordinari, anche con il coinvolgimento di altri attori istituzionali ed enti del settore sociale mediante protocolli d’intesa.

Tipologie di intervento previste

La disciplina individua un insieme ampio di interventi ammissibili, coerenti con le finalità di riutilizzo dei beni confiscati e con altre politiche regionali, in particolare sociali, abitative, di riqualificazione urbana e di sviluppo economico e occupazionale.

Sono espressamente richiamati:

  • recupero e rifunzionalizzazione per finalità sociali, in particolare servizi socio-sanitari, educativi e socio-culturali;
  • recupero e rifunzionalizzazione per finalità istituzionali, in particolare emergenza abitativa, protezione civile e presidi di legalità;
  • sostegno ad attività sociali o culturali da svolgere nei beni confiscati;
  • sostegno alla ripresa o all’avvio di attività economiche, soprattutto nell’imprenditoria sociale;
  • azioni di rafforzamento delle competenze tecnico-amministrative e progettuali del personale degli enti locali assegnatari, anche tramite convenzioni con l’Università;
  • assistenza agli enti locali assegnatari;
  • rafforzamento della cooperazione tra gli attori istituzionali tramite protocolli d’intesa;
  • iniziative di informazione ed educazione alla legalità per diffondere la conoscenza dei progetti di riutilizzo presenti sul territorio ligure, anche con scuole, forze dell’ordine, università, comuni e associazioni.

Contributi regionali per gli enti locali

Gli enti locali accedono ai contributi regionali tramite bando della Giunta, che definisce criteri, modalità e termini di accesso. Il bando deve prevedere, di norma, una compartecipazione finanziaria minima del 20% del costo complessivo.

Non sono comunque ammissibili progetti non coerenti con le finalità indicate dall’ANBSC nel provvedimento di destinazione dell’immobile.

È ammessa la presentazione della domanda anche da parte di enti locali che abbiano procedure di destinazione in corso; in tal caso la concessione del contributo è subordinata alla successiva presentazione del provvedimento di destinazione dell’ANBSC entro un termine utile per l’impegno di spesa.

Rafforzamento delle competenze e protocolli di collaborazione

La Regione può promuovere, nell’ambito dell’offerta formativa regionale, momenti di confronto e sviluppo delle competenze tecniche e gestionali, anche con ANBSC, Università di Genova, associazioni ed enti, inclusi soggetti del terzo settore con esperienza nella materia.

Promuove inoltre, senza oneri per il bilancio regionale, protocolli d’intesa con ANBSC, Prefetture-UTG, ANCI Liguria, enti locali e altri soggetti pubblici o del privato sociale, per migliorare il sistema informativo sul patrimonio confiscato e facilitare l’avvio dei progetti.

Tavolo regionale, composizione e partecipazione pubblica

Il Tavolo regionale previsto dalla l.r. 7/2012 è integrato con ulteriori soggetti, tra cui:

  • il Garante regionale per la tutela delle vittime di reato;
  • il Difensore civico regionale;
  • un rappresentante dell’ANBSC.

Ogni tre anni il Tavolo è convocato in forma aperta al pubblico, come momento di confronto sull’attuazione degli obiettivi del Piano strategico.

Monitoraggio, clausola valutativa e trasparenza

La Giunta regionale verifica l’attuazione del Piano mediante monitoraggio degli interventi realizzati e dei risultati conseguiti. Gli esiti confluiscono nella relazione prevista dalla clausola valutativa.

Il Consiglio regionale valuta i risultati della legge sulla base di una relazione della Giunta da trasmettere:

  • entro il 30 giugno 2025;
  • successivamente con cadenza biennale.

La relazione deve contenere dati e informazioni su interventi e iniziative finanziate, risorse impiegate, progetti finanziati per ciascuna linea del Piano, tempi di attuazione, soggetti coinvolti, finanziamenti concessi, distribuzione territoriale delle risorse, modalità di selezione dei beneficiari, iniziative svolte ai sensi delle nuove disposizioni e criticità emerse.

Alla relazione sono allegati il Piano, gli esiti del monitoraggio e le relazioni annuali dell’Osservatorio regionale, riferiti al periodo considerato. È prevista la divulgazione degli esiti del controllo anche tramite il sito istituzionale.

Aiuti di Stato

Le agevolazioni previste dalla legge sono concesse nel rispetto della normativa eurounitaria sugli aiuti di Stato.

Prima applicazione

In sede di prima applicazione, il Piano strategico deve essere approvato entro sei mesi dall’entrata in vigore della legge.

Nelle more dell’approvazione del Piano, la Giunta può comunque emanare il bando per i contributi agli enti locali.

Modifica alla legge regionale sulla crescita

La legge sulla crescita è integrata tra le finalità regionali con la valorizzazione dei beni confiscati alla criminalità organizzata.

Disposizioni finanziarie

Per il 2024 sono stanziati 600.000 euro, mediante riduzione di pari importo di un fondo della Missione 20 e corrispondente autorizzazione di spesa nella Missione 18, entrambi in conto capitale. Per gli esercizi successivi la copertura è demandata alla legge di bilancio.

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