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Sentenza

Sentenza n. 3314/2026 - Milano, Sezione 2

per l'ottemperanza del giudicato formatosi sulla sentenza n.2913/2023 della Sezione Lavoro del Tribunale di Milano.

Giustizia amministrativa202600624

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lombardia - Milano, Sez. IISentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: mancata esecuzione spontanea della sentenza n. 2913/2023 del Tribunale di Milano, Sezione Lavoro, relativa all'assegnazione della carta elettronica per l'aggiornamento e la formazione del docente

Esito

CESSATA MATERIA DEL CONTENDERE

Favorevole al ricorrente (docente creditrice)

Prevale il privato

La controversia

La ricorrente ha promosso il giudizio di ottemperanza per ottenere l'esatta esecuzione del giudicato formatosi sulla sentenza n. 2913/2023 del Tribunale di Milano, Sezione Lavoro. La sentenza aveva condannato il Ministero dell'Istruzione e del Merito a corrisponderle, per gli anni scolastici dal 2016/2017 al 2020/2021, la somma complessiva di euro 2.500,00 mediante l'assegnazione della carta elettronica prevista dall'art. 1, comma 121, della legge n. 107/2015. La ricorrente deduceva che la pronuncia era passata in giudicato, era stata notificata all'Amministrazione e non era stata spontaneamente eseguita. Chiedeva quindi l'ordine di conformazione al giudicato, la nomina preventiva di un commissario ad acta in caso di ulteriore inottemperanza e la condanna del Ministero alle spese di giudizio.

La decisione

Il TAR ha preso atto della dichiarazione depositata dalla parte ricorrente il 16 giugno 2026, attestante l'avvenuto accreditamento dell'importo oggetto della sentenza di cui era chiesta l'esecuzione. Poiché la pretesa sostanziale è stata soddisfatta successivamente alla proposizione del ricorso, il Collegio ha dichiarato cessata la materia del contendere, senza procedere alla nomina del commissario ad acta. Il Ministero è stato condannato alla rifusione delle spese del giudizio, quantificate in euro 800,00 per compensi, oltre IVA, CPA, spese generali del 15% e contributo unificato se dovuto, con distrazione in favore dei difensori dichiaratisi antistatari. La condanna alle spese è stata giustificata dal fatto che l'Amministrazione ha soddisfatto la pretesa solo dopo la proposizione del ricorso.

Norme richiamate

  • art. 34, comma 5, c.p.a.

    La sopravvenuta soddisfazione della pretesa azionata consente al giudice di dichiarare la cessazione della materia del contendere.

  • art. 1, comma 121, legge n. 107/2015

    Prevede la carta elettronica per l'aggiornamento e la formazione del docente, oggetto della condanna contenuta nel giudicato da eseguire.

  • art. 93 c.p.c.

    Consente la distrazione delle spese in favore dei difensori che si dichiarano antistatari.

  • artt. 26 e 39 c.p.a.

    Rilevano per la regolazione delle spese del giudizio amministrativo e per la disciplina applicabile al processo amministrativo.

  • art. 13, comma 6-bis.1, d.P.R. n. 115/2002

    Richiamato per l'onere relativo al contributo unificato, se dovuto nel giudizio.

Massime di principio

  • Nel giudizio di ottemperanza, l'integrale soddisfazione della pretesa risultante dal giudicato, intervenuta dopo la proposizione del ricorso, determina la cessazione della materia del contendere ai sensi dell'art. 34, comma 5, c.p.a.
  • Quando l'Amministrazione adempie al giudicato solo dopo la proposizione del ricorso per ottemperanza, la cessazione della materia del contendere non esclude la condanna dell'Amministrazione alla rifusione delle spese processuali, poiché la necessità del giudizio è stata provocata dalla precedente inerzia amministrativa.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaTrattamento economico e previdenzialeEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiProcesso amministrativoPubblico impiego e concorsi
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaSopravvenuta carenza di interesse

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