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Legge

L.R. Toscana 34/2013

Disciplina del sostegno regionale alle imprese di informazione. Modifiche alla l.r. 35/2000, alla l.r. 22/2002 ed alla l.r. 32/2002.

Normativa regionaleL.R. Toscana 34/2013Non più vigente

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La legge disciplina per la Toscana contributi, garanzie e altre misure a favore delle imprese di informazione locali che rispettino requisiti occupazionali, professionali e di produzione informativa. Prevede criteri specifici per settore, controlli e revoca dei benefici, agevolazioni IRAP facoltative per tre annualità e modifiche coordinate ad altre leggi regionali.

Sostegno regionale alle imprese di informazione toscane

Sostegno regionale alle imprese di informazione locali

La legge disciplina, per la Regione Toscana, misure di sostegno alle imprese di informazione operanti in ambito locale, in attuazione delle finalità statutarie di promozione del pluralismo dell’informazione e della comunicazione. Gli interventi sono impostati nel rispetto della disciplina europea sugli aiuti di Stato e mirano soprattutto a tutelare occupazione, qualità del lavoro, innovazione organizzativa e tecnologica.

Ambito soggettivo e definizioni

Sono considerate imprese dell’informazione operanti in ambito locale quelle, di qualsiasi forma giuridica, iscritte al registro degli operatori della comunicazione e con sede operativa in Toscana, che svolgono attività in uno dei seguenti settori:

  • emittenza televisiva digitale terrestre;
  • emittenza radiofonica via etere;
  • web tv;
  • web radio;
  • stampa quotidiana e periodica;
  • quotidiani e periodici online;
  • agenzie di stampa quotidiana via web.

Requisiti per l’accesso ai benefici

Le imprese possono accedere agli interventi solo se risultano in regola con il pagamento di stipendi e oneri del personale, con verifica tramite DURC e regolarità contributiva INPGI. È inoltre richiesta la presenza di personale giornalistico dipendente con contributi versati all’INPGI e con contratto di categoria sottoscritto da FNSI e, per le emittenti radiotelevisive locali, anche da FRT. I collaboratori redazionali devono essere inquadrati secondo i contratti giornalistici oppure retribuiti con equo compenso.

Requisiti specifici per settore

Per ciascun ambito sono previsti ulteriori requisiti di contenuto, struttura e diffusione.

Emittenze televisive digitali terrestri

Devono avere copertura del territorio ricadente per almeno il 70% in Toscana oppure, in alternativa, il 90% del territorio toscano per chilometri quadrati illuminati. L’attività giornalistica deve essere svolta da giornalisti iscritti all’albo, con praticanti in numero non superiore a uno ogni due iscritti impiegati. La redazione deve contare almeno tre giornalisti dipendenti a tempo pieno o equivalenti. Inoltre, il palinsesto diurno tra le 7:00 e le 22:30 deve trasmettere almeno due ore e mezza al giorno di informazione locale autoprodotta, di cui almeno mezz’ora con contenuti autoprodotti da soggetti indipendenti operanti in Toscana o relativi a tradizione, cultura, costume, territorio e attività regionali.

Emittenze radiofoniche via etere

È richiesta una copertura territoriale di almeno il 70% in Toscana. L’attività giornalistica deve essere svolta da giornalisti iscritti all’albo, con praticanti in numero non superiore a uno per ogni iscritto impiegato. La redazione deve avere almeno due giornalisti dipendenti a tempo pieno o equivalenti. Deve inoltre essere garantita informazione locale autoprodotta per almeno due ore e mezza del palinsesto diurno (7:00-22:30).

Web tv

L’attività giornalistica deve essere svolta da giornalisti iscritti all’albo, con praticanti in numero non superiore a uno ogni due iscritti impiegati. La redazione deve comprendere almeno due giornalisti dipendenti. È richiesto il rilascio di almeno due ore e mezza quotidiane di informazione locale autoprodotta nel palinsesto diurno, con almeno mezz’ora di contenuti autoprodotti da soggetti indipendenti toscani o attinenti alla realtà regionale.

Web radio

L’attività giornalistica deve essere svolta da giornalisti iscritti all’albo, con praticanti in numero non superiore a uno per ciascun iscritto impiegato. La redazione deve comprendere almeno un giornalista dipendente. È richiesta informazione locale autoprodotta per almeno due ore e mezza del palinsesto diurno.

Stampa quotidiana e periodica

Il prodotto deve essere diffuso a pagamento in almeno un terzo dei comuni della Toscana. L’attività giornalistica deve essere svolta da giornalisti iscritti all’albo, con praticanti in numero non superiore a uno ogni tre iscritti impiegati. La redazione deve avere almeno tre giornalisti dipendenti a tempo pieno o equivalenti. Inoltre, almeno il 60% della foliazione complessiva deve essere costituita da informazione locale autoprodotta.

Quotidiani e periodici online

L’attività giornalistica deve essere svolta da giornalisti iscritti all’albo, con praticanti in numero non superiore a uno per ogni iscritto impiegato. La redazione deve comprendere almeno un giornalista dipendente a tempo pieno o equivalente. L’informazione locale autoprodotta deve rappresentare almeno il 60% degli articoli pubblicati.

Agenzie di stampa quotidiana via web

L’attività giornalistica deve essere svolta da giornalisti iscritti all’albo, con praticanti in numero non superiore a uno per ogni iscritto impiegato. La redazione deve comprendere almeno due giornalisti dipendenti, di cui uno a tempo pieno o equivalente. L’informazione locale autoprodotta deve costituire almeno il 60% delle notizie pubblicate.

Cause di esclusione

Sono escluse dai benefici:

  • le imprese sanzionate da AGCOM per violazioni della disciplina sulla tutela dei minori, se la violazione è successiva all’entrata in vigore della legge e la sanzione è intervenuta nei dodici mesi precedenti il termine di presentazione delle domande;
  • le emittenti di televendita.

Tipologie di intervento

Il sostegno regionale può assumere diverse forme:

  • contributi in conto capitale, in conto interessi e prestazioni di garanzia per l’accesso al credito, destinati a innovazione tecnologica e organizzativa, con priorità agli effetti sull’occupazione e alle imprese multipiattaforma;
  • contributi per la stabilizzazione di personale con contratti non a tempo indeterminato;
  • sostegno alla formazione del personale direttivo e giornalistico stabilmente impiegato;
  • contributi per progetti di particolare rilievo informativo per le comunità locali.

Programmazione degli interventi e riparto delle risorse

Gli interventi sono inseriti negli strumenti di programmazione regionale previsti dalla normativa sulla programmazione economica e finanziaria. Tali strumenti devono prevedere misure specifiche per le emittenti radiotelevisive comunitarie e per le imprese che utilizzano strumenti di inclusione sociale. Possono inoltre disciplinare l’accesso per imprese che acquisiscono i requisiti tramite fusione societaria prima dell’erogazione del contributo, purché la fusione non riduca il numero complessivo dei dipendenti rispetto alla somma degli occupati delle imprese originarie.

Con il DEFR sono indicate le quote percentuali di risorse da destinare agli interventi e quelle da riservare, per ciascun intervento, alle diverse tipologie di impresa indicate dalla legge.

Controlli, revoca e dati per la verifica dei requisiti

Le strutture individuate dagli strumenti di programmazione come gestori delle procedure effettuano i controlli sulla corretta gestione degli interventi secondo le modalità previste dagli atti di programmazione. La perdita dei requisiti richiesti tra il riconoscimento del beneficio e la sua completa erogazione comporta la revoca. Costituisce inoltre causa di revoca l’inadempimento totale o parziale degli obblighi assunti dal beneficiario.

La Giunta regionale stipula protocolli con il CORECOM per la raccolta e la messa a disposizione dei dati necessari a verificare la permanenza dei requisiti di accesso.

Agevolazioni fiscali IRAP

La Regione può stabilire annualmente, con legge finanziaria, l’entità di deduzioni da applicare alla base imponibile IRAP per soggetti che sottoscrivono aumenti di capitale o acquisiscono quote di capitale nelle imprese di informazione locale disciplinate dalla legge. L’agevolazione può essere riconosciuta per tre annualità successive.

Clausola valutativa e monitoraggio

A partire dal 2015, la Giunta regionale trasmette ogni anno alla commissione consiliare competente, entro il 30 aprile, una relazione sullo stato di attuazione degli interventi. La relazione deve indicare somme stanziate, importi concessi, numero di domande presentate, accolte e finanziate, modalità di controllo ed esiti.

Il Consiglio regionale, d’intesa con il CORECOM, promuove con cadenza triennale un rapporto sullo stato delle imprese di informazione toscane, con dati su numero e tipologia delle imprese, nuove costituzioni e cessazioni, addetti e contratti, nonché fatturato, con particolare attenzione alle entrate pubblicitarie.

Modifiche e abrogazioni coordinate

La legge interviene anche su altre norme regionali, aggiornando il richiamo agli interventi di sostegno all’informazione in altre leggi regionali e attribuendo priorità, in specifici ambiti, alle imprese dell’informazione in possesso dei requisiti previsti. Sono inoltre abrogati alcuni articoli e una previsione della l.r. 22/2002, che quindi non fanno più parte della disciplina vigente.

Copertura finanziaria

Le risorse per gli interventi sono definite, in coerenza con il bilancio regionale, dagli strumenti di programmazione: il piano regionale dello sviluppo economico e il piano di indirizzo generale integrato.

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