Ordinanza n. 576/2026 - Roma, Sezione 2B
per l'annullamento previa sospensione dell'efficacia, dei seguenti atti: per quanto concerne il ricorso principale determinazione dirigenziale del Municipio Roma III, Direzione Tecnica E.Q. Edilizia Privata: ispettorato, disciplina, idoneità alloggiative, Ufficio Disciplina Edilizia, n. repertorio CD/1797/2025, Protocollo n. CD/96536/2025 del 15/07/25 avente ad oggetto l’“ingiunzione a demolire per rimettere in pristino, ai sensi dell’art. 33 del D.P.R. n. 380/01 e dell’art. 16 della Legge Regione Lazio n. 15/08, le opere e gli interventi di ristrutturazione edilizia abusivamente realizzati a Roma (…)”; per quanto riguarda il ricorso per motivi aggiunti: determinazione dirigenziale prot. n. CD/151758/2025 del 06.11.2025 emessa da Roma Capitale, Municipio III E.Q. Attività Produttive – SUAP, notificata in pari data recante il divieto di prosecuzione dell’attività di somministrazione al pubblico di alimenti e bevande ivi indicata;
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeIl TAR ha dato atto della rinuncia alla domanda cautelare, senza esaminare il fumus boni iuris né il periculum in mora e senza pronunciarsi sulla legittimità degli atti impugnati. Le spese della fase cautelare sono state compensate, in considerazione dell'evoluzione procedimentale della vicenda.
Atto impugnato: ingiunzione di demolizione e rimessione in pristino di opere di ristrutturazione edilizia abusivamente realizzate, nonché successivo divieto di prosecuzione dell'attività di somministrazione di alimenti e bevande
Esito
La controversia
La società e la persona fisica hanno proposto ricorso principale e motivi aggiunti per l'annullamento, previa sospensione cautelare, dell'ingiunzione di demolizione e rimessione in pristino adottata da Roma Capitale ai sensi dell'art. 33 del d.P.R. n. 380/2001 e dell'art. 16 della legge regionale Lazio n. 15/2008, nonché del successivo provvedimento del SUAP recante il divieto di prosecuzione dell'attività di somministrazione al pubblico di alimenti e bevande. Il testo dell'ordinanza non espone specifici motivi di illegittimità dedotti contro gli atti impugnati. Nel corso della camera di consiglio, la parte ricorrente ha dichiarato di rinunciare alla domanda cautelare.
Norme richiamate
art. 33 d.P.R. n. 380/2001
Indicato quale base normativa dell'ingiunzione di demolizione e rimessione in pristino per opere di ristrutturazione edilizia abusivamente realizzate; l'ordinanza non ne esamina l'applicazione nel merito.
art. 16 legge Regione Lazio n. 15/2008
Indicato quale ulteriore base normativa dell'ingiunzione di demolizione e rimessione in pristino; l'ordinanza non ne esamina l'applicazione nel merito.
art. 55 c.p.a.
Richiamato in relazione alla domanda cautelare; la rinuncia della parte ha escluso ogni valutazione giudiziale sui presupposti cautelari.
Massime di principio
- La rinuncia espressa alla domanda cautelare deve essere dichiarata dal giudice, che non procede all'esame del fumus boni iuris e del periculum in mora né alla sospensione dell'atto impugnato.
- La rinuncia alla domanda cautelare non determina, di per sé, la definizione della domanda di annullamento, che resta distinta e prosegue secondo le regole del giudizio principale, salvo ulteriori vicende processuali.
- In presenza di un'evoluzione procedimentale della vicenda, il giudice può compensare le spese della fase cautelare.
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