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Ordinanza

Ordinanza n. 573/2026 - Roma, Sezione 2B

per l’annullamento, previa adozione di idonee misure cautelari, delle determinazioni dirigenziali n. 647, 648 e 649 del 17 ottobre 2025, emesse dal Comune di Fiano Romano, aventi a oggetto la revoca del provvedimento di sospensione dell’autorizzazione amministrativa, stante l’accertata rimozione delle cause che l’avevano determinata, con contestuale irrogazione della sanzione amministrativa pecuniaria di € 3.000,00, di cui all’art. 13, comma 1, lett. a), L.R. n. 41 del 12.12.2003, per la permanenza di irregolarità documentali;

Giustizia amministrativa202600548

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. II bisOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: determinazioni dirigenziali di revoca della sospensione dell'autorizzazione amministrativa e contestuale irrogazione di tre sanzioni amministrative pecuniarie di € 3.000,00 per la permanenza di irregolarità documentali

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La società ricorrente ha impugnato le determinazioni dirigenziali con cui il Comune, preso atto della rimozione delle cause che avevano determinato la sospensione dell'autorizzazione amministrativa, ne ha disposto la revoca, irrogando contestualmente una sanzione amministrativa pecuniaria di € 3.000,00 per ciascuna delle tre strutture gestite, in ragione della permanenza di irregolarità documentali. È stata proposta domanda cautelare di sospensione dell'esecuzione degli atti. Il testo non espone gli specifici motivi dedotti quanto al fumus boni iuris.

La decisione

Il TAR ha respinto l'istanza cautelare ai sensi dell'art. 55 c.p.a., ritenendo insussistente il periculum in mora. L'importo della sanzione, pari a € 3.000,00 per ciascuna delle tre strutture, non è stato considerato di per sé idoneo a integrare un pregiudizio grave e irreparabile. La ricorrente non ha allegato né comprovato circostanze concrete capaci di incidere sul mantenimento in vita e sul funzionamento delle strutture. I motivi relativi al fumus boni iuris sono stati assorbiti. Le spese della fase cautelare sono state integralmente compensate tra le parti.

Norme richiamate

  • art. 55 c.p.a.

    Il testo richiama il pregiudizio grave e irreparabile di cui all’art. 55, comma 1, c.p.a.

    La tutela cautelare richiede la deduzione e la prova di un pregiudizio grave e irreparabile; la mera irrogazione di una sanzione pecuniaria di importo contenuto, in assenza di elementi concreti sulla sua incidenza sull'attività del ricorrente, non è sufficiente.

  • art. 13, comma 1, lett. a), L.R. n. 41 del 12.12.2003

    Sanzione amministrativa pecuniaria di € 3.000,00

    È indicata quale base normativa della sanzione amministrativa pecuniaria irrogata per la permanenza di irregolarità documentali.

Massime di principio

  • Ai fini della concessione della tutela cautelare, il ricorrente deve allegare e comprovare circostanze concrete idonee a dimostrare che l'esecuzione dell'atto arrechi un pregiudizio grave e irreparabile.
  • La mera irrogazione di una sanzione pecuniaria, anche reiterata per più strutture, non integra automaticamente il periculum in mora quando non sia dimostrata una concreta incidenza sul mantenimento in vita o sul funzionamento dell'attività esercitata.
  • L'insussistenza del periculum in mora consente al giudice cautelare di respingere l'istanza senza esaminare i motivi relativi al fumus boni iuris.

Come è indicizzato

MaterieAccreditamento e convenzionamentoTutela cautelare
RamiSanitàProcesso amministrativo
IstitutiTutela cautelareOnere della prova e principio dispositivo

Testo integrale

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