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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 18072/2025 del 13/05/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorrente ha impugnato la sentenza del Tribunale di Catania sostenendo: 1) violazione di legge e vizio di motivazione riguardo all'attribuzione della condotta contestata (logica e completezza della motivazione sulla responsabilità); 2) violazione di legge e vizio di motivazione in relazione all'applicazione della causa di non punibilità ex art. 131-bis c.p. (tenuità del fatto) e alla concessione della sospensione condizionale della pena ex art. 163 c.p., richieste specificamente dalla difesa ma non trattate nel giudizio di merito.

La decisione

La Corte di Cassazione ha respinto il primo motivo ritenendo la motivazione del Tribunale adeguata (il Tribunale aveva ricostruito la condotta del ricorrente: rifiuto di esibire documenti, allontanamento e identificazione successiva tramite fotografia della targa). Ha invece accolto il secondo motivo perché dagli atti risulta che la difesa aveva chiesto l'applicazione dell'art. 131-bis e la sospensione condizionale ex art. 163, ma la sentenza di merito non ha motivato in ordine a tali richieste. Per questa carenza la Cassazione ha annullato la sentenza limitatamente ai punti relativi all'art. 131-bis e alla sospensione condizionale e ha disposto il rinvio per un nuovo giudizio su tali questioni al Tribunale (rinvio per nuovo esame, libero nell'esito).

Norme richiamate

  • art. 337 c.p.

    Norma richiamata come reato per il quale il Tribunale ha pronunciato l'assoluzione; la Corte ha ritenuto che la valutazione probatoria in merito alla responsabilità fosse adeguatamente motivata e non sindacabile in Cassazione.

  • art. 341-bis c.p.

    Altro capo di imputazione da cui l'imputato è stato assolto; la Corte ha confermato che il merito probatorio è rimesso al giudice di merito e la motivazione era congrua.

  • art. 651 c.p.

    Norma relativa al rifiuto di dare indicazione sulla propria identità personale; il Tribunale ha condannato il ricorrente a una ammenda e la Corte non ha ritenuto violata la motivazione rispetto a tale condotta.

  • art. 131-bis c.p.

    Causa speciale di non punibilità per particolare tenuità del fatto; la difesa aveva chiesto la sua applicazione e la mancata motivazione sul punto da parte del giudice di merito ha determinato l'annullamento parziale con rinvio.

  • art. 163 c.p.

    Norma sulla sospensione condizionale della pena; la Corte ha ritenuto che la richiesta della difesa fosse stata posta e che la sentenza di merito non avesse fornito motivazione circa la concessione o meno della sospensione, giustificando il rinvio.

Massime di principio

  • Se la difesa richiede l'applicazione dell'art. 131-bis (tenuità del fatto) e/o la sospensione condizionale ex art. 163, il giudice di merito è obbligato a pronunciarsi e a motivare espressamente la decisione su tali richieste; l'omessa motivazione può determinare l'annullamento con rinvio in Cassazione.
  • La Corte di Cassazione, come giudice di legittimità, non può rimettere in discussione l'intrinseca attendibilità delle prove né sostituirsi al giudice di merito nella valutazione del fatto, ma può censurare la decisione quando la motivazione è illogica, incompleta o mancante su punti rilevanti.
  • La decisione di annullamento può essere limitata solo alle questioni carenti di motivazione (annullamento parziale) lasciando impregiudicate le altre statuizioni che risultano adeguatamente motivate.
  • In casi di identificazione differita (es. identificazione tramite fotografia della targa o altri mezzi), il giudice deve spiegare la valutazione probatoria; tuttavia la Corte di legittimità tende a ritenere legittima la valutazione del merito se la motivazione è congrua.
  • Per salvaguardare le possibilità di impugnazione, la difesa deve formulare esplicitamente e tempestivamente le richieste relative a cause di non punibilità e benefici sospensivi; la mancata pronuncia motivata del giudice su tali richieste costituisce un vizio rilevante.

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