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Legge

L.R. Toscana 61/2007

Modifiche alla legge regionale 18 maggio 1998, n. 25 (Norme per la gestione dei rifiuti e la bonifica dei siti inquinati) e norme per la gestione integrata dei rifiuti.

Normativa regionaleL.R. Toscana 61/2007Non più vigente

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La legge toscana riorganizza la disciplina dei rifiuti sostituendo i piani provinciali con piani interprovinciali, ridefinendo ATO e comunità d’ambito, e regolando procedimenti, effetti e poteri sostitutivi per pianificazione, affidamento del servizio e bonifiche. Prevede inoltre norme transitorie per l’avvio del nuovo sistema. Gli adempimenti erano concentrati nei primi 180/20 mesi dall’entrata in vigore, quindi oggi il testo ha rilievo soprattutto storico e sistematico.

Gestione integrata dei rifiuti e modifica della l.r. Toscana 25/1998

Gestione integrata dei rifiuti e modifica della l.r. Toscana 25/1998

La legge regionale Toscana 22 novembre 2007, n. 61 interviene in modo organico sulla disciplina regionale dei rifiuti, adeguando la l.r. 25/1998 al nuovo assetto della gestione integrata. Il provvedimento ridefinisce la pianificazione, gli ambiti territoriali ottimali, le comunità d’ambito, l’affidamento del servizio e i poteri sostitutivi regionali e provinciali.

Modifiche alla disciplina delle definizioni e della pianificazione regionale

La nozione di “gestore” viene ricondotta al soggetto affidatario della gestione integrata dei rifiuti da parte della comunità d’ambito, comprensiva anche dello spazzamento delle strade. Vengono abrogate alcune definizioni ormai non più coerenti con il nuovo assetto.

Il piano regionale di gestione dei rifiuti è qualificato come piano settoriale e la sua approvazione, le modifiche e gli aggiornamenti seguono il procedimento della normativa regionale sulla programmazione e sul governo del territorio. Il piano può essere approvato anche per stralci funzionali e tematici e acquista efficacia dalla pubblicazione dell’avviso di approvazione sul BURT.

Piani interprovinciali: contenuti, approvazione ed effetti

La disciplina passa dai piani provinciali ai piani interprovinciali, approvati dalle province appartenenti a ciascun ATO in un unico piano dei rifiuti. Il piano interprovinciale segue un procedimento articolato in più fasi, con coinvolgimento delle province, della comunità d’ambito e della Regione.

Sono previste tempistiche puntuali:

  • convocazione della conferenza tecnica entro 30 giorni dall’approvazione di un nuovo piano regionale o di sue modifiche;
  • elaborazione della proposta entro 120 giorni dalla convocazione;
  • approvazione della proposta da parte delle province entro 60 giorni dalla trasmissione;
  • stipula dell’intesa preliminare entro i 15 giorni successivi;
  • adozione del piano entro 30 giorni dall’intesa;
  • deposito per 60 giorni e raccolta delle osservazioni;
  • parere regionale obbligatorio e vincolante sulla conformità;
  • approvazione definitiva mediante accordo e ratifica entro 60 giorni.

Il piano interprovinciale è vincolante per i piani industriali e per gli atti comunali, integra il quadro conoscitivo dei PTC e attribuisce effetti prescrittivi a determinate individuazioni, criteri e localizzazioni. Le localizzazioni comportano anche misure di salvaguardia urbanistica.

Coordinamento con la pianificazione territoriale

Se occorre coordinare il piano interprovinciale con altri strumenti di pianificazione territoriale, le province possono promuovere un accordo di pianificazione. In tal caso il procedimento del piano interprovinciale si svolge contestualmente alla variazione degli strumenti territoriali e il termine complessivo non può superare 20 mesi dall’intesa preliminare.

La Regione partecipa come soggetto necessario all’intesa preliminare e all’accordo, per verificare la conformità del piano regionale ai contenuti del piano dei rifiuti e alla normativa vigente.

Comunità d’ambito, ATO e gestione integrata dei rifiuti urbani

Per la gestione integrata dei rifiuti urbani sono istituiti tre ATO:

  • ATO Toscana Centro: province di Firenze, Prato, Pistoia;
  • ATO Toscana Costa: province di Massa Carrara, Lucca, Pisa, Livorno;
  • ATO Toscana Sud: province di Arezzo, Siena, Grosseto.

I comuni compresi negli ATO devono costituire, entro 180 giorni dall’entrata in vigore della legge, le comunità d’ambito in forma di consorzio. Fino alla loro effettiva istituzione continuano a operare le comunità esistenti, che subentrano nei rapporti attivi e passivi delle precedenti strutture.

Le comunità d’ambito curano l’individuazione di un unico gestore affidatario del servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani e avviano le procedure di affidamento entro 120 giorni dalla costituzione. La legge disciplina anche la determinazione dell’importo a base di gara, imponendo di considerare costi di sicurezza, manodopera, gestione e utile d’impresa.

Piani industriali delle comunità d’ambito

Entro 180 giorni dalla pubblicazione dei piani interprovinciali, le comunità d’ambito adottano e trasmettono alle province e alla Regione i piani industriali. Al momento dell’adozione nominano un garante dell’informazione, incaricato di assicurare la partecipazione e la comunicazione ai cittadini.

Il piano adottato resta depositato per 30 giorni nelle sedi interessate, durante i quali chiunque può presentare osservazioni. Le province possono prescrivere modifiche per assicurare la conformità al piano interprovinciale. La comunità d’ambito approva il piano entro 60 giorni dall’adozione; il piano è poi trasmesso alle province, che lo adeguano se necessario, e acquista efficacia con la pubblicazione dell’avviso sul BURT.

Il piano è reso accessibile anche in via telematica e le relazioni sul suo stato di attuazione sono rese pubbliche e trasmesse periodicamente ai consigli comunali e provinciali.

Autosufficienza, flussi di rifiuti e convenzioni tra ambiti

Se all’adozione dei piani interprovinciali non è pienamente perseguibile l’autosufficienza a livello di ATO per insufficienza di capacità di smaltimento, le province indicano nel piano i quantitativi eccedenti e formulano proposte di convenzione con altre comunità d’ambito per lo smaltimento.

Qualora l’autosufficienza non sia comunque assicurabile, la Giunta regionale può autorizzare il conferimento dei rifiuti eccedentari in specifiche discariche, applicando il tributo previsto dalla legge regionale.

Bonifiche, siti contaminati e vincoli sugli ambiti da bonificare

Il piano regionale può individuare aree da bonificare o da mettere in sicurezza; tale inserimento comporta un vincolo all’utilizzazione dell’area e l’obbligo di realizzare l’intervento sulla base di specifici progetti a cura del soggetto obbligato. L’uso dell’area è consentito solo in conformità all’atto di certificazione di avvenuta bonifica o messa in sicurezza rilasciato dalla provincia competente.

L’inserimento nell’elenco degli ambiti da bonificare determina quindi una forte limitazione alla futura destinazione d’uso fino al completamento degli interventi.

Regime transitorio e prima attuazione

La legge contiene un’articolata disciplina transitoria per l’avvio del nuovo sistema:

  • entro 180 giorni i comuni costituiscono le nuove comunità d’ambito;
  • entro 20 mesi le province approvano i piani interprovinciali;
  • entro 15 giorni dall’entrata in vigore avvia il procedimento la provincia con il maggior numero di abitanti;
  • i piani provinciali vigenti restano efficaci fino all’entrata in vigore dei piani interprovinciali;
  • il piano regionale vigente resta valido fino all’approvazione del nuovo piano.

Le comunità d’ambito trasmettono inoltre relazioni semestrali al Consiglio regionale, alla Giunta e alle province sullo stato di attuazione della legge.

Poteri sostitutivi e commissariamento

La Regione può esercitare poteri sostitutivi in caso di inerzia nella formazione dei piani interprovinciali, nella costituzione delle comunità d’ambito o nell’affidamento del servizio.

In particolare:

  • se non viene approvato il piano straordinario nei 90 giorni previsti, il Presidente della Giunta diffida gli enti e poi la Giunta procede con l’istruttoria di una commissione tecnica;
  • se non si costituisce la comunità d’ambito entro 180 giorni, o se non vengono nominati gli organi, può essere nominato un commissario;
  • il commissario può sostituire i comuni o la comunità per diverse funzioni, compresa l’approvazione di convenzione, statuto, atto costitutivo e l’affidamento del servizio;
  • la nomina è preceduta da diffida ad adempiere.

Piani straordinari per i primi affidamenti del servizio

Per avviare i primi affidamenti del servizio di gestione integrata, le comunità d’ambito esistenti dovevano approvare, entro 90 giorni dall’entrata in vigore della legge, un piano straordinario comune per ciascun ATO. Il piano conteneva censimento di opere e servizi, individuazione degli interventi necessari all’autosufficienza, piani economico-finanziari e indirizzi organizzativi.

Tali piani erano pubblicati sul BURT, efficaci dalla pubblicazione e destinati a restare in vigore fino all’approvazione dei piani di ambito. La disciplina successiva ha poi previsto ulteriori modifiche e abrogazioni di disposizioni transitorie, ma il quadro originario era strettamente legato alla fase di avvio del nuovo modello organizzativo.

Disposizioni finali e decorrenza

La legge è entrata in vigore il giorno successivo alla pubblicazione sul Bollettino ufficiale della Regione Toscana. Gran parte delle disposizioni ha natura transitoria o è collegata a procedure e termini ormai ampiamente decorsi, sicché oggi il testo ha soprattutto rilievo ricostruttivo e sistematico.

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