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Cassazione Civile, Ordinanza n. 33492/2025 del 22/12/2025

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO SENZA RINVIO

Favorevole al ricorrente (pubblica amministrazione)

La controversia

Le amministrazioni pubbliche hanno proposto ricorso per correzione di errore materiale ai sensi dell'art. 391-bis c.p.c., in combinato disposto con l'art. 288 c.p.c., chiedendo di correggere il dispositivo dell'ordinanza di Cassazione n. 10781/2025. In particolare hanno segnalato due discrasie tra motivazione e dispositivo: da un lato, nella motivazione si affermava che tutti i ricorrenti soccombenti difesi dall'avv. Tortorella erano condannati in solido alla rifusione delle spese, mentre nel dispositivo mancava il nome della dott.ssa Maria Assunta Scollo; dall'altro, il dispositivo indicava come beneficiaria della liquidazione delle spese la sola Presidenza del Consiglio dei Ministri, mentre la motivazione e la struttura della decisione facevano riferimento anche alle altre amministrazioni controricorrenti. Gli intimati non hanno svolto difese nel procedimento di correzione.

La decisione

La Corte ha ritenuto il ricorso per correzione tempestivo e rituale, e lo ha accolto, qualificando le discordanze indicate come meri errori materiali. Ha quindi ordinato la correzione del dispositivo dell'ordinanza n. 10781/2025, inserendo tra i condannati alle spese anche la dott.ssa Maria Assunta Scollo e specificando che la rifusione delle spese va disposta in favore della Presidenza del Consiglio dei Ministri e delle altre amministrazioni controricorrenti, in solido tra loro. È stato inoltre disposto che resti fermo il resto dell'ordinanza e che la Cancelleria provveda agli adempimenti di competenza. Nessuna statuizione sulle spese del procedimento di correzione.

Norme richiamate

  • art. 391-bis c.p.c.

    norma che consente la correzione degli errori materiali contenuti nei provvedimenti della Corte di cassazione, nel rispetto delle forme e dei termini previsti

  • art. 288 c.p.c.

    norma richiamata per il procedimento di correzione dell'errore materiale e per gli adempimenti di cancelleria

  • art. 380-bis.1 c.p.c.

    norma indicata per la trattazione in adunanza camerale del ricorso per correzione

  • art. 96, terzo comma, c.p.c.

    richiamato solo per chiarire che l'esclusione della dott.ssa Scollo dalla condanna alla ulteriore somma non incide sulla diversa statuizione sulle spese

  • art. 360-bis n. 2 c.p.c.

    richiamato come riferimento alla valutazione della non decisività dell'error in procedendo dedotto nel ricorso presupposto

  • Cass. Sez. U. 14/11/2024, n. 29432

    richiamata per affermare che non vi è luogo a provvedere sulle spese del procedimento di correzione

Massime di principio

  • La correzione ex art. 391-bis c.p.c. è ammissibile quando il dispositivo presenti un errore materiale rispetto alla volontà chiaramente desumibile dalla motivazione, senza che sia necessario riaprire il merito della decisione.
  • La discrasia tra motivazione e dispositivo sulla individuazione delle parti condannate o beneficiarie delle spese può integrare errore materiale emendabile, se la motivazione rende univoca la reale statuizione del collegio.
  • L'esclusione di una parte da una diversa sanzione processuale non impedisce, di per sé, che essa sia ricompresa nella condanna alle spese, ove tale diversa esclusione dipenda da un autonomo e distinto presupposto decisorio.
  • Nel procedimento di correzione dell'errore materiale, il giudice deve limitarsi a rendere il dispositivo conforme alla volontà effettivamente espressa, lasciando fermo il resto del provvedimento.
  • Se il provvedimento corretto non determina una statuizione nuova ma solo la rettifica di un lapsus calami o di un'omissione materiale, la decisione si conclude con correzione senza rinvio.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioni
RamiProcesso civile
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiOnere della prova

Testo integrale

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