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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 11489/2025 del 21/03/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

La ricorrente impugnava la sentenza di secondo grado che, riformando parzialmente la pronuncia di primo grado, aveva dichiarato la non punibilità per particolare tenuità del fatto con riferimento al capo n.10 e aveva ritenuto la delibera comunale n.83/08/10/2019 ideologicamente falsa perché nel computo metrico erano stati inseriti lavori (sostituzione della condotta idrica in via del Telegrafo) già eseguiti ad agosto 2019 dalla ditta De Summa s.r.l. Il motivo di ricorso era il vizio di difetto di motivazione in ordine alla consapevolezza dell'imputata che nel computo metrico fossero compresi lavori già eseguiti.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile perché non conteneva una critica argomentata alla motivazione della sentenza di appello, limitandosi a proporre una diversa valutazione di fatti riservata al giudice di merito. La Corte ha ritenuto adeguata e logica la motivazione della sentenza impugnata, che documentava che i lavori di via del Telegrafo erano stati eseguiti nell'agosto 2019 e che l'imputata ne era consapevole, come emergeva dalle intercettazioni telefoniche. Per tale motivo il ricorso è stato respinto e la ricorrente è stata condannata al pagamento delle spese processuali e al versamento di euro 3.000 alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • Codice penale, art. 110

    Richiamato come norma di concorso di persone nel reato; menzionato tra i capi di imputazione nella sentenza di primo grado.

  • Codice penale, art. 353-bis

    Articolo richiamato tra le imputazioni (probabilmente in tema di false attestazioni/abuso inerente atti pubblici); la sentenza di primo grado aveva assolto l'imputata da tale capo per non aver commesso il fatto.

  • Codice penale, art. 479

    Norma relativa alla falsità ideologica in atti pubblici richiamata come capo di imputazione (capo n.10); la Corte d'appello ha ritenuto la delibera ideologicamente falsa ma ha poi dichiarato la non punibilità per particolare tenuità del fatto.

  • Codice penale, art. 131-bis, comma terzo

    La Corte ha rilevato che sussiste interesse ad impugnare una sentenza che esclude la punibilità ai sensi dell'art.131-bis perché tale pronuncia ha efficacia di giudicato sull'accertamento del fatto e può essere iscritta nel casellario giudiziale, potendo ostacolare future applicazioni della stessa causa di non punibilità ai sensi del terzo comma.

Massime di principio

  • La Corte di Cassazione non è sede per una 'rilettura' dei fatti: i ricorsi che si limitano a proporre una diversa valutazione delle risultanze processuali sono inammissibili.
  • Per impugnare con successo in Cassazione una decisione di merito concernente valutazioni probatorie (es. esecuzione di lavori o consapevolezza dell'agente) occorre dimostrare un vizio giuridico nella motivazione (contraddittorietà, illogicità manifesta, violazione di legge o di regole istruttorie), non la semplice difformità di apprezzamento.
  • La qualificazione di un atto come ideologicamente falso può essere affetta da non punibilità per particolare tenuità: tuttavia la non punibilità ai sensi dell'art.131-bis ha effetti di giudicato sull'accertamento del fatto e produce conseguenze pratiche (iscrizione nel casellario) che giustificano l'interesse all'impugnazione.
  • Quando si contestano valutazioni basate su prove specifiche (es. intercettazioni), il ricorso deve indicare come la valutazione probatoria abbia violato principi di diritto o regole di valutazione delle prove; la mera contestazione del contenuto probatorio è insufficiente.
  • Attenzione al rischio di inammissibilità: ricorrere in Cassazione senza argomentazione giuridica mirata può comportare condanna alle spese e sanzione alla Cassa delle ammende (es. la somma di euro 3.000).

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