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Sentenza

Sentenza n. 936/2026 - Salerno, Sezione 3

per l'annullamento del provvedimento adottato dal Comandante dei Vigili del Fuoco di-OMISSIS- in data -OMISSIS-, recante la sospensione del precedente parere favorevole rilasciato in data-OMISSIS- per la realizzazione di un impianto di distribuzione carburanti;

Giustizia amministrativa202300744

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Salerno, Sez. IIISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: provvedimento di sospensione del precedente parere favorevole sul progetto antincendio relativo alla realizzazione di un impianto di distribuzione carburanti

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (amministrazione antincendio)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La società ha chiesto l’annullamento del provvedimento con cui il Comandante provinciale dei Vigili del Fuoco aveva sospeso un precedente parere favorevole sul progetto per la realizzazione di un impianto di distribuzione carburanti, richiamando una comunicazione e una perizia tecnica che segnalavano presunte incongruenze o irregolarità nel progetto antincendio approvato. Nel corso del giudizio è emerso che erano stati impugnati anche altri atti connessi al procedimento amministrativo, concernenti l’approvazione del progetto esecutivo, della convenzione urbanistica e delle opere di urbanizzazione. Tale distinto giudizio era stato dichiarato inammissibile e, successivamente, il Comune aveva comunicato i motivi ostativi al rilascio dell’autorizzazione unica per l’impianto, sulla base di reiterati pareri negativi del servizio comunale competente. Il TAR ha quindi disposto istruttoria per verificare lo stato della procedura e la permanenza dell’interesse al ricorso. Gli interventori hanno depositato documentazione relativa a sopravvenienze procedimentali e a un provvedimento di archiviazione del procedimento comunale. La società ricorrente non ha fornito elementi idonei a dimostrare la persistente utilità dell’annullamento dell’atto impugnato.

La decisione

Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse. Le circostanze sopravvenute, e in particolare l’adozione del preavviso di rigetto nell’ambito del procedimento unico per l’autorizzazione dell’impianto, hanno reso oggettivamente non più perseguibile l’intervento progettato, facendo venir meno l’utilità concreta e attuale dell’annullamento della sospensione del parere antincendio. La decisione non contiene una valutazione nel merito della legittimità del provvedimento impugnato. Le spese sono state compensate nei rapporti con l’Amministrazione statale e gli interventori; nulla è stato disposto nei rapporti con il Comune non costituito. Il contributo unificato è rimasto a carico della ricorrente.

Norme richiamate

  • art. 35, comma 1, lett. c, c.p.a.

    "improcedibile per sopravvenuta carenza d'interesse"

    Consente di definire il giudizio senza esame del merito quando, per circostanze sopravvenute, non permane un interesse concreto e attuale alla decisione.

  • art. 73, comma 3, c.p.a.

    Richiamato nell’ambito dell’istruttoria disposta per verificare la procedibilità del ricorso e la permanenza dell’interesse della parte ricorrente.

  • art. 85, comma 9, c.p.a.

    Richiamato nell’intestazione della sentenza, senza ulteriore interpretazione specifica nel testo.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Ha costituito il presupposto, unitamente al GDPR, per disporre l’oscuramento dei dati identificativi e dei riferimenti geografici.

  • artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamati, unitamente alla disciplina nazionale sulla privacy, a fondamento dell’oscuramento dei dati nella pubblicazione della decisione.

Massime di principio

  • Il ricorso avverso un provvedimento amministrativo è improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse quando circostanze successive rendano oggettivamente non più perseguibile l’intervento cui l’atto impugnato si riferisce, facendo venir meno l’utilità concreta dell’eventuale annullamento.
  • La permanenza dell’interesse a ricorrere deve essere verificata anche d’ufficio dal giudice in relazione agli sviluppi sopravvenuti del procedimento amministrativo, potendo a tal fine essere disposti specifici incombenti istruttori.
  • L’adozione, nel procedimento autorizzatorio complessivo, di un preavviso di rigetto fondato su ragioni ostative alla realizzazione dell’intervento può determinare il venir meno dell’interesse all’annullamento di un atto presupposto o strumentale, qualora renda non più concretamente realizzabile il progetto.

Come è indicizzato

MaterieEstinzione, perenzione e improcedibilitàIstruttoria processuale
RamiProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesseLegittimazione e interesse a ricorrere

Testo integrale

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