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Regolamento

R.R. Puglia 15/2014

Regolamento per la concessione di aiuti di importanza minore (de minimis) alle PMI ed abrogazione dei Regolamenti regionali 31 gennaio 2012, n. 2, 29 maggio 2012, n. 9, 20 agosto 2012, n. 19 e 7 febbraio 2013, n.1.

Normativa regionaleR.R. Puglia 15/2014

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

Regolamento della Regione Puglia sugli aiuti de minimis alle PMI, incluse le imprese fino a medie dimensioni e, per effetto delle modifiche, i liberi professionisti equiparati. Definisce beneficiari, esclusioni, tipologie di aiuto e limiti UE (200.000 euro in tre esercizi, 100.000 per trasporto merci). Prevede disciplina attuativa per investimenti, formazione, occupazione e servizi, oggi integrata da modifiche successive.

Aiuti de minimis alle PMI in Regione Puglia

Regolamento per la concessione di aiuti de minimis alle PMI

Il regolamento disciplina, nel territorio della Regione Puglia, la concessione di aiuti di importanza minore (“de minimis”) a favore di micro, piccole e medie imprese e, come successivamente precisato, anche dei liberi professionisti equiparati alle PMI. La disciplina opera nel quadro del regolamento UE n. 1407/2013 e delle norme europee sui fondi SIE.

Ambito di applicazione ed esclusioni

Il regolamento si applica agli aiuti concessi dalla Regione Puglia, direttamente o tramite soggetti attuatori, a imprese di qualsiasi settore, salvo alcune esclusioni tassative. Restano fuori:

  • il settore della pesca e dell’acquacoltura;
  • la produzione primaria dei prodotti agricoli;
  • la trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli in specifiche ipotesi legate al prezzo/quantitativo o al trasferimento dell’aiuto ai produttori primari;
  • gli aiuti connessi all’esportazione verso paesi terzi o Stati membri;
  • gli aiuti subordinati all’impiego di prodotti nazionali rispetto a quelli importati.

Per le attività agricole sono chiarite anche le nozioni di trasformazione e commercializzazione, escludendo dalla trasformazione/commercializzazione la preparazione del prodotto per la prima vendita nell’azienda agricola e la prima vendita del produttore primario a rivenditori o imprese di trasformazione.

Soggetti beneficiari e requisiti di accesso

I beneficiari sono le micro, piccole e medie imprese secondo la raccomandazione 2003/361/CE; tra i soggetti agevolabili sono ricompresi anche i liberi professionisti, equiparati alle PMI come esercenti attività economica.

Alla data di presentazione della domanda i soggetti devono:

  • essere regolarmente costituiti e iscritti nel Registro delle imprese, oppure negli albi/collegi professionali, per i liberi professionisti;
  • essere nel pieno e libero esercizio dei propri diritti, non in liquidazione volontaria e non soggetti a procedure concorsuali;
  • non aver ricevuto e non rimborsato aiuti dichiarati illegali o incompatibili dalla Commissione europea;
  • operare nel rispetto della normativa edilizia, urbanistica, del lavoro, della sicurezza e dell’ambiente, compresi gli obblighi contributivi;
  • non avere subito, nei sei anni precedenti, revoche di agevolazioni pubbliche, salvo quelle dovute a rinuncia dell’impresa;
  • aver restituito eventuali agevolazioni per le quali sia stata disposta la restituzione dall’organismo competente;
  • non trovarsi in condizioni di “impresa in difficoltà”, salvo la disciplina speciale introdotta per le imprese in crisi che abbiano avviato processi di riqualificazione e rilancio industriale;
  • non essere oggetto di procedura concorsuale per insolvenza e non soddisfare le condizioni per l’apertura di tale procedura su richiesta dei creditori.

Per i liberi professionisti tali requisiti si applicano in quanto compatibili con la natura giuridica e con la disciplina professionale.

Limiti degli aiuti e nozione di impresa unica

Gli aiuti de minimis sono concessi nel rispetto del limite complessivo di 200.000 euro nell’arco di tre esercizi finanziari per ciascuna impresa unica. Per le imprese attive nel trasporto di merci su strada per conto terzi, il massimale è di 100.000 euro nello stesso periodo.

Il regolamento definisce anche l’“impresa unica”, ricomprendendo le imprese legate da rapporti di controllo o influenza dominante, diretta o indiretta, secondo i criteri di maggioranza dei diritti di voto, potere di nomina/revoca degli organi, influenza dominante contrattuale o controllo congiunto dei voti.

Tipologie di aiuto previste

La disciplina contempla diverse forme di agevolazione:

  • aiuti agli investimenti iniziali in attivi materiali e immateriali;
  • aiuti al funzionamento e ai costi operativi;
  • aiuti alla formazione;
  • aiuti all’occupazione in favore di lavoratori svantaggiati e disabili;
  • aiuti per servizi di innovazione e internazionalizzazione, ambiente, responsabilità sociale ed etica.

Sono inoltre definite le principali nozioni finanziarie utilizzate: mutuo, prestito, microcredito, contributo in conto impianti, contributo in conto esercizio, ESL, soggetti attuatori, intermediario finanziario, dotazione finanziaria e investimenti per il finanziamento del rischio.

Disciplina degli investimenti iniziali

Gli aiuti agli investimenti iniziali riguardano attivi materiali e immateriali funzionali all’attività d’impresa, come opere murarie, progettazione ingegneristica, impianti, macchinari, attrezzature e programmi informatici, nei limiti e secondo le condizioni stabilite dal regolamento.

Regole residuali e prevalenza del diritto UE

Per quanto non espressamente disciplinato, si applicano le norme dei regolamenti europei sui Fondi SIE, che prevalgono in caso di contrasto. Il regolamento esclude inoltre la concessione di aiuti individuali fuori da un quadro di misure di aiuto.

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