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Legge

L.R. Emilia-Romagna 21/2022

RICONOSCIMENTO E VALORIZZAZIONE DEI CIMITERI MONUMENTALI E STORICI DELLA REGIONE EMILIA-ROMAGNA. MODIFICHE ALLA LEGGE REGIONALE 24 MARZO 2000, N. 18 (NORME IN MATERIA DI BIBLIOTECHE, ARCHIVI STORICI, MUSEI E BENI CULTURALI)

Normativa regionaleL.R. Emilia-Romagna 21/2022

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La legge istituisce in Emilia-Romagna il riconoscimento dei “cimiteri monumentali e storici”, ne disciplina requisiti, procedimento e forme di valorizzazione, prevedendo contributi regionali e iniziative di promozione. Modifica inoltre la l.r. 18/2000 per includere tali luoghi tra i beni culturali regionali. Non contiene limiti temporali generali, ma rinvia a bandi e programmazione annuale.

Riconoscimento e valorizzazione dei cimiteri monumentali e storici dell'Emilia-Romagna e modifiche alla l.r. 18/2000

Riconoscimento e valorizzazione dei cimiteri monumentali e storici dell’Emilia-Romagna

La legge disciplina, per il solo territorio dell’Emilia-Romagna, il riconoscimento e la valorizzazione dei cimiteri monumentali e storici come patrimoni culturali e luoghi di cultura. L’intervento si inserisce nel quadro della l.r. 18/2000 sui beni culturali regionali e richiama i principi della Convenzione di Faro sul valore del patrimonio culturale per la società.

Finalità e impostazione generale

La Regione promuove la conservazione, la valorizzazione, la gestione e la fruizione dei cimiteri monumentali e storici, considerandoli parte integrante dell’identità culturale regionale e elementi di memoria storica e collettiva. La legge mira anche a favorirne la promozione e l’accessibilità da parte dei cittadini.

Definizione e requisiti per il riconoscimento

Sono definiti “cimiteri monumentali e storici dell’Emilia-Romagna” i luoghi di sepoltura che presentano rilevanza monumentale e storica secondo i principi richiamati dalla normativa internazionale e statale sui beni culturali, nonché i luoghi di sepoltura di cui all’art. 10, comma 1, del d.lgs. 42/2004.

Per ottenere il riconoscimento, il luogo deve possedere requisiti minimi obbligatori, tra cui:

  • presenza di edifici e monumenti di rilevanza storico-artistica e valore storico-culturale come luogo della memoria collettiva;
  • svolgimento di attività di conoscenza del luogo;
  • apertura al pubblico per almeno 150 giorni l’anno nei comuni con più di 15.000 abitanti, oppure per almeno 75 giorni l’anno nei comuni con meno di 15.000 abitanti, anche non continuativi e su appuntamento;
  • gestione economico-finanziaria documentata con contabilità separata delle entrate e delle spese, distinguendo funzionamento ordinario e valorizzazione/promozione, oltre a una relazione annuale sulle attività svolte.

La Giunta regionale, sentite le soprintendenze territoriali, disciplina con propria deliberazione il procedimento, le modalità di domanda, i requisiti di partecipazione e i criteri di valutazione.

Cooperazione, rete territoriale e monitoraggio

I gestori dei cimiteri riconosciuti sono chiamati a collaborare, nei limiti delle possibilità, alla promozione di forme di cooperazione sul territorio per valorizzazione, interpretazione, divulgazione, studio e ricerca. La cooperazione può riguardare anche itinerari culturali, materiali o immateriali, e paesaggi culturali, sviluppabili per ambiti territoriali e tramite adesione a circuiti di promozione.

La Regione svolge attività di monitoraggio dei cimiteri riconosciuti, assicurando qualità scientifica e funzionalità operativa in raccordo con le esigenze degli enti locali.

Contributi regionali e tipologie di intervento finanziabili

Nell’ambito della programmazione prevista dalla l.r. 18/2000, la Giunta approva bandi per contributi destinati ai progetti presentati dai soggetti titolari e gestori dei cimiteri riconosciuti. La programmazione definisce obiettivi, criteri e indicatori di verifica, nonché i contributi concedibili.

Con propria deliberazione, in conformità alla disciplina sugli aiuti di Stato, la Giunta regola domanda, ammissione, valutazione, concessione, erogazione, rendicontazione e revoca dei contributi.

I contributi possono finanziare:

  • gestione sostenibile dei cimiteri;
  • salvaguardia del patrimonio;
  • fruizione pubblica e comunicazione;
  • catalogazione e studio;
  • conservazione preventiva e restauro;
  • mostre e programmi culturali;
  • progetti digitali e multimediali;
  • educazione al patrimonio culturale;
  • accessibilità per persone con disabilità fisiche, sensoriali e cognitive;
  • itinerari e percorsi nei paesaggi culturali;
  • turismo culturale, smart tourism, turismo dolce e sostenibile;
  • reti tra cimiteri regionali ed europei, in particolare quelli collegati alla rete ASCE;
  • iniziative per migliorare accesso e fruibilità turistica.

La Regione favorisce i progetti in cui la titolarità sia degli enti locali interessati, oppure in cui vi sia loro compartecipazione quando la titolarità spetti ad altri soggetti, per garantire continuità nella fruizione pubblica.

Ulteriori azioni regionali

Per attuare le finalità della legge, la Regione realizza una sezione dedicata sul proprio sito istituzionale, la mantiene aggiornata e redige e pubblica una Guida ai cimiteri monumentali e storici dell’Emilia-Romagna. La sezione è pensata come strumento divulgativo e include itinerari, paesaggi culturali, contenuti interpretativi, narrativi e turistici; la Regione ne raccomanda anche la diffusione sui portali turistici e sui siti dei Comuni.

È inoltre prevista la promozione della collaborazione con il Ministero della Difesa, con il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e con le rappresentanze diplomatiche per includere anche cimiteri di guerra e militari nella sezione dedicata.

La Regione promuove iniziative di sensibilizzazione per conservazione, restauro, valorizzazione e fruizione da parte delle persone con disabilità, anche tramite accordi con il Ministero della Cultura e altre istituzioni. Favorisce inoltre progetti di adozione di monumenti da parte di privati, fondazioni, enti pubblici e privati, mediante raccolta online delle segnalazioni di opere da restaurare o manutenere.

Finanziamento e limiti di spesa

Gli interventi previsti dalla legge sono finanziati nei limiti degli stanziamenti annualmente autorizzati nel bilancio regionale, con riferimento alla l.r. 18/2000. La norma non introduce una copertura autonoma illimitata, ma condiziona l’attuazione alle risorse disponibili.

Clausola valutativa

L’Assemblea legislativa controlla l’attuazione della legge e ne valuta i risultati. La Giunta presenta con cadenza triennale una relazione alla Commissione competente contenente:

  • elenco delle strutture riconosciute;
  • interventi di valorizzazione realizzati;
  • tipologia, entità e beneficiari dei contributi erogati;
  • criticità emerse e situazioni nazionali, regionali o locali che possano compromettere finalità e attuazione.

Modifiche alla l.r. 18/2000

La legge aggiorna la normativa regionale sui beni culturali per includere espressamente i cimiteri monumentali e storici dell’Emilia-Romagna tra gli ambiti di intervento e tra le attività di valorizzazione sostenute dalla Regione. In particolare, la l.r. 18/2000 viene modificata per:

  • ricomprendere tali cimiteri tra le definizioni regionali rilevanti;
  • attribuire alla Regione il compito di riconoscerli, valorizzarli, sostenerli e promuoverli;
  • includere le attività a loro favore tra quelle finanziabili;
  • inserirli tra i beni oggetto di disciplina e promozione regionale insieme alle case e agli studi delle persone illustri dell’Emilia-Romagna.

Ambito temporale di applicazione

La legge non prevede un termine finale di efficacia. Le misure operative dipendono tuttavia dalla programmazione regionale, dai bandi della Giunta e dagli stanziamenti di bilancio annuali.

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