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Concentrazione

Provvedimento AGCM C12535 n. 30745 del 01/08/2023

IP ITALIANA PETROLI/ESSO ITALIANA

AGCMC12535

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

L’AGCM ha esaminato l’acquisizione, da parte di Italiana Petroli (gruppo API), del controllo esclusivo di una NewCo cui Esso Italiana conferisce le attività petrolifere downstream in Italia, con esclusione del ramo lubrificanti e prodotti chimici. L’istruttoria ha riguardato soprattutto i mercati extra-rete (benzina, gasolio, GPL, kerosene, ecc.) e i mercati della distribuzione carburanti su rete stradale ordinaria e autostradale. L’Autorità ha ritenuto l’operazione suscettibile di ostacolare in modo significativo la concorrenza, anche mediante rafforzamento di una posizione dominante, ma l’ha autorizzata subordinandola a misure strutturali e comportamentali per sterilizzare gli effetti anticoncorrenziali.

IP Italiana Petroli/Esso Italiana – acquisizione del controllo esclusivo di un business downstream con autorizzazione subordinata a misure correttive

IP Italiana Petroli/Esso Italiana: acquisizione del controllo esclusivo di attività downstream petrolifere con autorizzazione condizionata

L’AGCM ha esaminato l’acquisizione, da parte di Italiana Petroli S.p.A. (gruppo API), del controllo esclusivo di una NewCo cui Esso Italiana S.r.l. conferisce le proprie attività petrolifere downstream in Italia. Il procedimento è stato avviato ai sensi dell’art. 16, comma 4, L. 287/1990 e si è concluso con un’autorizzazione subordinata a misure correttive, ritenute necessarie per eliminare gli effetti anticoncorrenziali rilevati nei mercati interessati.

Le parti e l’operazione

IP opera nella raffinazione, distribuzione e commercializzazione di prodotti petroliferi per autotrazione ed è controllata da Api Holding S.p.A.; il gruppo API è integrato lungo la filiera downstream, dall’approvvigionamento del greggio alla vendita su rete ordinaria e autostradale e sull’extra-rete. Nel 2022 il fatturato consolidato del gruppo API è stato pari a circa 9,2 miliardi di euro.

Esso Italiana è controllata esclusivamente dal gruppo Exxonmobil Petroleum & Chemical BVBA e opera nel downstream petrolifero. È presente nel retail tramite un modello di branded wholesale: non possiede né gestisce direttamente i punti vendita a marchio ESSO, ma li rifornisce attraverso grossisti con marchio che approvvigionano in esclusiva la rete. Nel 2022 il fatturato mondiale consolidato del gruppo ESSO è stato pari a circa 398,6 miliardi di euro, di cui circa 11,5 miliardi realizzati in Italia. Il ramo d’azienda oggetto di acquisizione ha realizzato nel 2021 un fatturato di circa [5-6] miliardi di euro, di cui [5-6] miliardi in Italia.

L’operazione consiste nel conferimento da parte di ESSO nella NewCo delle attività downstream italiane residue, con esclusione di lubrificanti e prodotti chimici, oltre a partecipazioni in Sarpom, Engycalor e Disma, contratti di fornitura di bitume e altri prodotti, assets logistici, magazzino idrocarburi e capitale circolante. IP acquisirà il 100% della NewCo e, quindi, il controllo esclusivo del business ESSO.

Qualificazione giuridica e profili procedurali

L’operazione è stata qualificata come concentrazione ai sensi dell’art. 5, comma 1, lett. b), L. 287/1990, in quanto comporta l’acquisizione del controllo di un’impresa. Era soggetta a notifica preventiva ex art. 16, comma 1, L. 287/1990, poiché il fatturato nazionale complessivo delle imprese interessate superava 532 milioni di euro e il fatturato nazionale individuale di almeno due imprese superava 32 milioni di euro.

L’operazione non presentava rilevanza europea, in quanto sia IP sia ESSO realizzano oltre due terzi dei rispettivi fatturati in Italia, con conseguente esclusione della competenza della Commissione ai sensi dell’art. 1, par. 2, Reg. CE 139/2004.

In sede contrattuale, lo SPA prevede una clausola di non concorrenza della durata di cinque anni. L’Autorità l’ha ritenuta accessoria alla concentrazione solo nei limiti di due anni, limitatamente ai prodotti e servizi ceduti e all’area geografica delle attività acquisite, in coerenza con la Comunicazione della Commissione sulle restrizioni accessorie.

Mercati rilevanti: extra-rete e rete carburanti

L’Autorità ha considerato due grandi insiemi di mercati: i mercati extra-rete di prodotti petroliferi e i mercati della distribuzione di carburanti per autotrazione su rete stradale ordinaria e su rete autostradale.

Per l’extra-rete, i prodotti sono stati considerati distintamente per categoria merceologica: benzina, gasolio per autotrazione, gasolio agricolo, gasolio per riscaldamento, gasolio marino, GPL, kerosene e oli combustibili. Per ciascun prodotto, l’Autorità ha distinto, in linea teorica e in base ai dati disponibili, il segmento all’ingrosso (B2B) e quello al dettaglio (B2C). La dimensione geografica è stata ricostruita mediante catchment area, con raggio di 150 km attorno alle basi logistiche dei fornitori, sulla base di un questionario a oltre 630 clienti; oltre due terzi hanno risposto e l’80% degli operatori si rifornisce entro tale distanza.

Per la rete carburanti, l’Autorità ha distinto rete stradale ordinaria e rete autostradale, coerentemente con la prassi precedente. Per la rete ordinaria, il mercato geografico è stato definito mediante isocrone di 15 minuti, confermate da una survey SWG su oltre 2.000 consumatori: circa l’88% si sposta entro 15 minuti per cercare un’alternativa. Per l’autostradale, il mercato è stato delimitato da un raggio di 60 km, poiché il 94% dei consumatori si spingerebbe fino a tale distanza per trovare una stazione alternativa.

Struttura della rete e modello ESSO/BW

L’istruttoria ha approfondito le diverse forme di gestione delle stazioni di servizio: COCO, CLOCO, CODO, CLODO e DODO. ESSO opera in Italia principalmente tramite branded wholesaler: cede carburanti in esclusiva a grossisti con marchio che, a loro volta, riforniscono i punti vendita ESSO, spesso con ulteriori forme di convenzionamento a valle.

L’Autorità ha ritenuto che tali rapporti non siano assimilabili a una semplice vendita all’ingrosso a soggetti indipendenti, poiché gli obblighi di esclusiva, la durata pluriennale dei contratti e i vincoli su attività, marketing e gestione della rete comprimono significativamente l’autonomia imprenditoriale dei BW e dei gestori. Di conseguenza, i volumi venduti dalle reti a marchio ESSO e IP sono stati considerati nella valutazione dei mercati retail, in linea con la prassi dell’Autorità anche per CODO e DODO.

Effetti sui mercati extra-rete

Nei mercati extra-rete B2B e B2C l’Autorità ha individuato criticità in numerosi mercati locali, sulla base di quote congiunte superiori al 40% e incrementi significativi attribuibili all’operazione. In particolare:

  • nei mercati B2B, le criticità riguardano 11 mercati locali relativi a benzina, GPL, gasolio per riscaldamento e kerosene, concentrati soprattutto nel Nord-Ovest e, per la benzina, anche nell’area di Napoli;
  • nei mercati B2C, le criticità riguardano 6 mercati locali relativi a diesel e gasolio per riscaldamento, anch’essi prevalentemente nel Nord-Ovest.

L’Autorità ha ritenuto che, in tali aree, il ricongiungimento a un unico centro decisionale delle vendite extra-rete renda plausibile un incentivo a peggiorare le condizioni economiche praticate alla clientela, sia essa intermedia sia finale.

Sul kerosene, le Parti hanno corretto i dati inizialmente forniti, chiarendo che una parte rilevante delle vendite era diretta alle compagnie aeree e quindi riconducibile al B2C. L’Autorità ha recepito la correzione ma ha comunque ravvisato criticità residue nel mercato B2B del kerosene presso Trecate Sarpom.

Effetti sui mercati rete: posizione nazionale e criticità locali

A livello nazionale, l’operazione crea il primo operatore per consistenza della rete: IP ed ESSO, considerati congiuntamente, rifornirebbero in via esclusiva il 29% degli impianti italiani, con una quota pari a circa il [20-25%] in termini di volumi erogati. Il secondo operatore, ENI, ha il 18% degli impianti e il [15-20%] dei volumi.

Su rete stradale ordinaria, i mercati locali sono stati definiti come isocrone di 15 minuti centrate sugli impianti IP. Su 3.945 isocrone, 3.407 presentano sovrapposizioni tra IP ed ESSO. In tali mercati, la quota congiunta è almeno pari al 30% in 2.342 casi in termini di numero di impianti e in 1.132 casi in termini di volumi; è almeno pari al 40% in 935 casi in termini di impianti e in 419 casi in termini di volumi; è almeno pari al 50% in 191 e 99 casi rispettivamente.

Su rete autostradale, nei mercati definiti da isometriche di 60 km, le sovrapposizioni sono 58. La quota congiunta è almeno pari al 30% in 52 mercati locali in termini di impianti e in 43 in termini di volumi; almeno pari al 40% in 41 e 31 casi; almeno pari al 50% in 15 e 17 casi.

Analisi degli incentivi ad aumentare i prezzi

L’Autorità ha utilizzato l’indice GUPPI per misurare l’incentivo post-merger ad aumentare i prezzi, tenendo conto delle specificità del caso: rapporti con distributori a marchio, integrazione verticale e presenza sia nel mercato rete sia nell’extra-rete come fornitore delle pompe bianche.

Sulla rete stradale, il GUPPI relativo a IP supera il 3% in 84 mercati locali, il 4% in 14 e il 5% in 14; il GUPPI relativo a ESSO supera il 3% in 2.755 mercati locali, il 4% in 2.210 e il 5% in 1.660. Su rete autostradale, il GUPPI relativo a IP supera il 3% in 14 mercati locali, il 4% in 5 e il 5% in 4; quello relativo a ESSO supera il 3% in 55 mercati locali, il 4% in 50 e il 5% in 43.

L’Autorità ha ritenuto che tali valori confermino incentivi rilevanti ad aumentare il prezzo di cessione ai Branded Wholesaler ESSO, e quindi il prezzo retail, soprattutto in aree del Centro, Nord-Ovest e Sud.

Argomentazioni delle Parti e valutazione dell’Autorità

Le Parti hanno contestato, tra l’altro, la definizione geografica dei mercati extra-rete, ritenendo il raggio di 150 km troppo restrittivo; hanno sostenuto che il mercato del kerosene per le compagnie aeree sarebbe nazionale; hanno negato la concorrenza orizzontale nel retail, affermando che ESSO opererebbe solo all’ingrosso; e hanno criticato la metodologia GUPPI, i diversion ratio, il margine impiegato e la soglia di criticità.

L’Autorità ha respinto tali obiezioni: ha confermato l’approccio catchment area per i mercati extra-rete e retail; ha ribadito che i contratti BW, per il livello di controllo esercitato e per l’esclusiva, rendono ESSO presente anche nel retail; ha affermato che i prezzi all’ingrosso possono trasmettersi ai prezzi finali; ha ritenuto corretta la metodologia di stima degli incentivi e la soglia di attenzione utilizzata, pur adottando alcune valutazioni cautelative a favore delle Parti in sede di quantificazione finale.

Misure correttive proposte e valutazione

IP ha proposto un pacchetto di rimedi articolato su tre assi:

  • messa a disposizione di capacità di transito e stoccaggio su SIGEMI per 15 anni, in misura sufficiente a consentire a terzi di stoccare e far transitare il 40% della benzina, il 30% del diesel e il 90% del gasolio riscaldamento immessi al consumo da IP nel 2022;
  • cessione di volumi B2B a prezzo orientato al costo: 12.000 tonnellate di benzina dal deposito Sonatrach di Napoli e 12.000 tonnellate di GPL da Sarpom Trecate per cinque anni, nonché 6.330 tonnellate di kerosene B2B da Sarpom Trecate a favore di operatori terzi verticalmente integrati;
  • revisione dei contratti con i Branded Wholesaler per consentire lo svincolo dall’esclusiva del 30% del fabbisogno di fornitura degli impianti serviti nelle 532 aree critiche individuate per la rete ordinaria.

L’Autorità ha ritenuto idonee le misure relative a SIGEMI e alle cessioni di prodotto per rimuovere le criticità residue nei mercati extra-rete e ha ritenuto necessario, per la rete, un rimedio più incisivo di quello proposto: la facoltà di svincolare dall’esclusiva almeno il 30% del fabbisogno, con riduzione proporzionale dei minimi di acquisto.

Decisione finale e condizioni

L’AGCM ha concluso che la concentrazione è suscettibile di ostacolare in modo significativo la concorrenza effettiva, anche attraverso la creazione o il rafforzamento di una posizione dominante, in 17 mercati locali extra-rete e in 537 mercati locali rete (532 su rete ordinaria e 5 su rete autostradale).

L’operazione è stata quindi autorizzata ai sensi dell’art. 6, comma 2, L. 287/1990, subordinatamente alla piena, effettiva e tempestiva esecuzione delle misure prescritte. Tra queste figurano: messa a disposizione di capacità su SIGEMI per 15 anni; cessione di benzina B2B, GPL B2B e kerosene B2B per 5 anni a prezzo orientato al costo; pubblicazione delle misure sul sito web della Parte; revisione dei contratti dei Branded Wholesaler; nomina di un Monitoring Trustee con poteri di vigilanza, mediazione e reporting periodico.

L’Autorità ha inoltre precisato che l’eventuale mancata attuazione delle misure comporterebbe la realizzazione dell’operazione in violazione del divieto di cui all’art. 6, comma 1, L. 287/1990. La clausola di non concorrenza è stata riconosciuta come accessoria solo entro limiti più ristretti rispetto a quelli pattuiti.

Punti principali

Parti e operazione

IP, controllata da Api Holding (gruppo API), opera nella raffinazione, distribuzione e commercializzazione di prodotti petroliferi per autotrazione. Esso Italiana, controllata da Exxonmobil Petroleum & Chemical BVBA (gruppo ESSO), è attiva nel downstream petrolifero e nella distribuzione tramite modello branded wholesale. L’operazione consiste nell’acquisizione del controllo esclusivo, da parte di IP, di una NewCo nella quale ESSO conferisce le proprie attività downstream italiane, al netto di lubrificanti e prodotti chimici, insieme a partecipazioni, contratti di fornitura, assets logistici e capitale circolante.

Qualificazione e giurisdizione

L’operazione è stata qualificata come concentrazione ai sensi dell’art. 5, comma 1, lett. b), L. 287/1990. È soggetta a comunicazione preventiva ex art. 16, comma 1, L. 287/1990, poiché il fatturato nazionale complessivo supera 532 milioni di euro e quello di almeno due imprese supera 32 milioni di euro. Non ha rilevanza europea perché IP ed ESSO realizzano oltre due terzi dei rispettivi fatturati in Italia (art. 1, par. 2, Reg. CE 139/2004).

Mercati interessati e analisi concorrenziale

L’Autorità ha esaminato i mercati extra-rete all’ingrosso e al dettaglio per singole tipologie di prodotto (benzina, GPL, gasolio, kerosene, ecc.), nonché la distribuzione carburanti su rete stradale ordinaria e autostradale. Per l’extra-rete, ha adottato catchment area di 150 km dai depositi/basi logistiche; per la rete ordinaria, isocrone di 15 minuti; per l’autostradale, isocrone di 60 km. Ha rilevato sovrapposizioni significative e quote elevate in 17 mercati locali extra-rete e in 537 mercati locali della rete, con crescenti incentivi post-merger ad aumentare i prezzi, misurati tramite GUPPI.

Esito e misure

L’operazione è stata autorizzata solo subordinatamente alla piena ed effettiva esecuzione di misure correttive ex art. 6, comma 2, L. 287/1990. Tra queste: messa a disposizione di capacità di transito e stoccaggio su SIGEMI per 15 anni; cessione/fornitura di volumi di benzina B2B, GPL B2B e kerosene B2B a prezzo orientato al costo; revisione dei contratti con i Branded Wholesaler per consentire lo svincolo dall’esclusiva di una quota del fabbisogno nei mercati rete critici; nomina di un Monitoring Trustee. L’Autorità ha anche delimitato la clausola di non concorrenza come accessoria solo entro limiti temporali, geografici e oggettivi ristretti.

Come è indicizzato

Materiecontrollo concentrazioniacquisizione del controllomercato rilevantequote di mercatofase ifase iimisure correttivesettore energetico

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